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2003

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Chi controlla i mass media?

 

Esiste un controllo dell’informazione? La domanda è affiorata in Brasile dove gli stessi mass media che tempo fa avevano condotto una vittoriosa campagna di stampa contro la destra al potere, mantengono oggi un enigmatico silenzio nei confronti di Lula. Riproduciamo in merito alcuni brani dell’analista politico brasiliano Alceu Garcia*. Qualsiasi somiglianza con altri Paesi non è mera coincidenza...

 

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Il lettore ricorderà la celebre campagna per l’“etica nella politica” promossa dai mass media dieci anni fa (...) e che finì per creare un clima sociale favorevole all’impeachment del presidente Fernando Collor de Mello. Successivamente, una catena di scandali demolì l’immagine di molte figure e formazioni politiche, con la vistosa eccezione del PT e dei petisti.

Questo ‘mercato riservato’, cioè l‘esclusiva attribuzione di moralità e buoni costumi a un determinato schieramento politico, non era affatto fortuita. Come avvertiva allora il filosofo politico Olavo de Carvalho, era in atto una sofisticata campagna di propaganda ideologica il cui obiettivo era spazzare via la destra dallo scenario politico e consegnare quindi il potere al PT.

Obiettivo raggiunto, missione compiuta. Il clamore per l’etica nella politica, che non era poi che uno slogan vuoto, è svanito come per incanto. È interessante mettere a confronto le due situazioni e constatare che ciò che allora scatenava il furore moralizzatore dei mass media, adesso è praticato dai petisti in mezzo alla totale indifferenza.

Chi non si ricorda, per esempio, della sontuosa piscina nella villa privata del presidente Collor? Era diventata addirittura tema da copertina. Aleggiava il sospetto che tutto quel lusso (...) fosse pagato con i soldi provenienti da torve manovre politiche, imputazione successivamente dimostratasi infondata. (...) Oggi Lula costruisce nel Palazzo un immenso barbecue e addirittura pollai di lusso su progetto di Oscar Niemayer, e puntualmente pagati dai contribuenti, e non succede niente. (...) Il presidente petista continua ad essere considerato dai mass media come uomo di onore immacolato. Il clientelismo politico, finora oggetto del biasimo universale, cessa di essere peccato quando praticato apertamente dal PT. Il vorace arrembaggio alle decine di migliaia di cariche pubbliche da parte delle turbe petiste, il più ampio e predatorio della storia nazionale, compiuto sotto gli occhi di tutti, non emoziona né causa indignazione. Tutto normale.

Non si realizzano assordanti manifestazioni studentesche. I ‘movimenti sociali’ non si mobilitano. I catoni massmediatici non declamano filippiche contro l’immoralità politica. Niente! Silenzio totale, indifferenza completa. Nessuno si offende per il nepotismo di eminenti petisti, che designano compagne e mogli a cariche pubbliche pagate profumatamente. L’implacabile ‘stampa investigativa’, che prima indagava in profondità sulla provenienza dei soldi delle campagne di politici come Collor, Maluf ed altri del centro‑destra, non manifesta la benché minima curiosità nei confronti dell’origine dei miliardi che alimentano le attività del PT e del MST [Movimento dei Senza Terra, di matrice eversiva, ndr].


La notizia che il PT costringa le persone assunte in cariche pubbliche a versare nelle casse del partito una percentuale dello stipendio, il che implica il diretto finanziamento della macchina politica petista da parte del contribuente brasiliano, è commentato con la massima naturalezza, al pari di banale accadimento. Non si nominano commissioni parlamentari, non indaga nessun magistrato. (...) Per la stampa è un tema tabù.

Il minimo sospetto di contatto tra un qualche politico del centro‑destra e un malfattore da quattro soldi è “strillato” da reportage sensazionalistici con titoli a caratteri cubitali, mentre gli stretti e perduranti contatti del PT con la guerriglia colombiana delle FARC viene sistematicamente occultata al pubblico.

Viviamo in un’epoca di assoluta e trionfante malignità

* Alceu Garcia, “L’etica della politica”, www.terra.com.br/dnews 03‑10‑2003.

Categoria: Dicembre 2003

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