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2005

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Profetismo: un carisma al servizio della Cristianità

 

La sorprendente capacità del dottor Plinio di prevedere certi sviluppi futuri, con mesi e addirittura anni di anticipo, comincia a valergli un appellativo che lo andrà poi sempre più accompagnando durante la vita: profetico. In più di sessanta anni, sia in conferenze che sui giornali, egli ha formulato innumerevoli previsioni successivamente avveratesi. Queste previsioni non risultavano certo da qualche “illuminazione” spontanea, ma da una attenta analisi degli avvenimenti, con il ricorso a categorie intellettuali adeguate; un’analisi permeata d’intenso amore per la Chiesa e per la Civiltà cristiana, e sorretta da una robusta vita di pietà illuminata dalla grazia di Dio.


Ed è proprio in quest’ultimo elemento che dobbiamo trovarne la chiave di lettura. Plinio Corrêa de Oliveira mai attribuirà la riuscita di queste previsioni alla sua naturale intelligenza, ma sempre all’aiuto della grazia divina per mezzo della Madonna. Il loro carattere “profetico” è ulteriormente avvalorato dallo scopo per il quale erano proposte: mai per un vano esercizio intellettuale o per la sua personale promozione, ma sempre per guidare il movimento cattolico di fronte alle sfide del momento in vista dello stabilimento del Regno di Dio. E questa è un’azione tipica della Provvidenza, che orienta il popolo di Dio nella storia attraverso uomini che, a questo fine, ricevono appunto grazie particolari.


Eccone tre esempi.


La Seconda Guerra mondiale


Sempre attento agli avvenimenti che avrebbero potuto incidere sulla Civiltà cristiana, e quindi sulla Chiesa, Plinio Corrêa de Oliveira comincia a intuire l’eventualità d’un nuovo conflitto mondiale nell’ancora lontano 1929. In una lettera ad un amico egli scrive:


“Caro amico, mi si accentua ogni volta di più l’impressione che siamo alle soglie di un’epoca piena di sofferenze e di lotte. Da tutte le parti, la sofferenza della Chiesa si fa più intensa, e la battaglia si avvicina sempre di più. Ho l’impressione che stiano calando le nuvole dell’orizzonte politico. Non tarderà la tempesta, che dovrà avere una guerra mondiale come sola prefazione.


“Ma questa guerra spargerà in tutto il mondo tanta confusione, che le rivoluzioni sorgeranno ovunque, e la putrefazione del triste secolo XX raggiungerà il suo apogeo. A quel punto, allora, sorgeranno le forze del male che, simili ai vermi, appariranno nel momento in cui la putrefazione culminerà. Tutta la feccia della società verrà a galla, e la Chiesa sarà perseguitata dappertutto. Però ‘et ego dico tibi quia tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam, et portae inferi non praevalebunt adversus Eam!’. Ecco il nostro compito principale: prepararci per il combattimento, e preparare la Chiesa, come il marinaio che allestisce la nave prima della tempesta”.


Nel gennaio 1933, Adolf Hitler va al governo in Germania, assumendo poco dopo i pieni poteri. Mentre la quasi totalità degli esponenti politici occidentali pensano di poter placare il dittatore con accorgimenti diplomatici, il dottor Plinio non nutre nessuna illusione: “Finché Hitler sarà al potere, la guerra è inevitabile”.


Nel 1935 egli scrive sul Legionário: “Il mondo va incontro ad una conflagrazione universale che, precipitando, potrà sfociare in una guerra”. Qualche mese più tardi, egli è ancor più esplicito: “In poco tempo — e solo i ciechi potranno negarlo — verrà un diluvio universale: la guerra mondiale batte alle porte della civiltà occidentale”.


Definendo l’inizio del riarmo della Germania nel 1937 “un episodio di preparazione per la futura guerra”, il dottor Plinio avverte: “La guerra esploderà fra pochi giorni, o magari fra qualche mese, ma fatalmente esploderà”. Pur desiderando la pace con tutte le sue forze, non può fare a meno di ritenere la guerra ormai “inevitabile”.


Il 29 settembre 1938, i rappresentanti di Germania, Inghilterra, Francia e Italia si riuniscono a Monaco di Baviera per firmare un accordo con l’obiettivo di salvare in extremis la pace. Il “Patto di Monaco” concede a Hitler enormi guadagni territoriali in cambio della promessa di non spingere oltre l’espansionismo nazista. Il mondo intero esulta. La guerra sembra scongiurata. Di ritorno a Londra, il Primo Ministro inglese Neville Chamberlain dichiara soddisfatto: “Questa volta è la pace! E pace per il resto delle nostre vite!”. Esultano particolarmente tanti cattolici che avevano fatto della pace il valore supremo.


Pochissime voci osano cantare fuori del coro. Tra queste v’è quella di Plinio Corrêa de Oliveira, che conclude sdegnato: “Ma è proprio vero che la politica dei signori Chamberlain e Daladier [il ministro francese, n.d.r.] sia riuscita ad evitare la guerra? A questo riguardo i cattolici possono dire ciò che vogliono. La mia personale opinione è che la guerra è stata appena rimandata di qualche mese. Questa pace oltremodo precaria, acquistata ad un prezzo assurdo, mi sembra d’una miopia scioccante”.


Undici mesi dopo la storia gli dà ragione.


Il patto Ribbentrop-Molotov


Ma forse la previsione più spettacolare di questo periodo, che desta più stupore fra il pubblico, resta quella riguardante l’accordo nazi-sovietico noto come patto Ribbentrop-Molotov.


Come abbiamo già detto, il dottor Plinio non condivide affatto l’opinione corrente di considerare nazismo e comunismo acerrimi nemici ma, anzi, li considera “due bracci della stessa mostruosa tenaglia”, denunciandone la comune radice neo-pagana ed anticristiana. Però, quello che nessuno poteva prevedere era che questi due totalitarismi antagonisti si potessero legare con un patto. Invece, è proprio quanto vaticina il leader cattolico brasiliano.


Nell’ottobre 1937, denunciando dalle pagine del Legionário i pingui aiuti economici di Hitler a Stalin, Plinio Corrêa de Oliveira comincia a manifestare i primi sospetti che lo condurranno poi a formulare la previsione d’un patto fra nazisti e sovietici: “Nonostante la durissima situazione economica in Germania, il governo hitleriano ha aperto massicce linee di credito... al governo russo! I soldi che Hitler non vuole dare alla Chiesa, li elargisce generosamente ai nemici della civiltà”.


Quando, nell’agosto 1938, Germania e Russia riallacciano le relazioni diplomatiche, il dottor Plinio allerta i cattolici: “I rapporti diplomatici fra Germania e Russia, che venivano intensificandosi, sono diventati ufficiali. Adesso a Mosca è presente un ambasciatore ariano, e a Berlino uno sovietico. La verità è questa: sebbene Hitler predichi contro il comunismo e si presenti come il difensore della civiltà europea contro quel male, il suo atteggiamento nei confronti del governo sovietico si distacca sostanzialmente da questa propaganda. Nonostante i suoi discorsi infiammati, egli ha rivolto molti cenni amichevoli a Mosca”.


Il 1 gennaio 1939, sempre sul Legionário, il dottor Plinio lancia a chiare lettere la sua previsione:


“Mentre tutti gli elementi dello scacchiere europeo si vanno definendo, un movimento appare sempre più nitido. й la fusione dottrinale tra nazismo e comunismo. Secondo me, l’anno 1939 vedrà il compiersi di questa fusione”.


La previsione gli aizza contro il furore della  “destra” nazi-fascista. L’organo del Partito Integralista, controparte brasiliana del nazismo, si scatena contro il leader cattolico, che riceve addirittura ripetute minacce di morte.


Per niente intimidito, il 14 maggio Plinio Corrêa de Oliveira sviluppa ancora la sua previsione: “La nota più curiosa del notiziario di questa settimana è costituita dalle voci sul riavvicinamento russo-tedesco. Di sé, questo sembrerebbe proprio impossibile. Vista la spettacolare campagna che nazismo e comunismo conducono l’uno contro l’altro, sarebbe veramente stupefacente se essi si riconciliassero. Per un osservatore meno superficiale, però, questa ipotesi non è affatto inverosimile”.


Tre mesi dopo, la bomba: i giornali di tutto il mondo danno notizia del “patto di amicizia e di non aggressione” stipulato tra la Germania hitleriana e l’Unione Sovietica, noto come patto Ribbentrop-Molotov dal nome dei due ministri firmatari. La previsione di Plinio Corrêa de Oliveira si era avverata!


Ecco come la prestigiosa rivista francese Historama presentava nel 1975 la reazione degli europei: “Quando, nell’agosto 1939, si diffuse la notizia del patto tedesco-sovietico, l’opinione pubblica ne rimase traumatizzata. (...) Il patto Ribbentrop-Molotov sorprese perfino la diplomazia occidentale”.


Dalle pagine del Legionário, Plinio Corrêa de Oliveira non può esimersi dal ricordare come egli avesse invece previsto questo evento: “La firma del patto tra nazismo e comunismo ha stupito molte persone. (...) Il Legionário, però, lo aveva previsto molto tempo prima”.


All’indomani del patto che aveva lucidamente previsto, egli avanza una nuova sconcertante previsione: “Il patto russo-tedesco è stato un atto maldestro. È possibile che, entro breve tempo, Hitler e Stalin ritornino nemici per sviare l’opinione pubblica”.


Il 18 maggio 1941, egli rinnova la previsione: “Come tutti vedono, la collaborazione russo-tedesca sta raggiungendo il culmine, per l’intervento attivo della Russia a fianco della Germania nella politica asiatica. Il Legionário aveva già previsto da tempo tutto quello che ora sta accadendo. Ma proprio adesso, quando questa collaborazione sembra giunta allo zenit, ci permettiamo di aggiungere ai nostri lettori una cosa che certamente li sorprenderà: al punto in cui stanno queste relazioni, è possibile tanto che durino a lungo, quanto che d’improvviso la Germania aggredisca la Russia, senza che tutto questo smentisca la realtà della simbiosi nazi-comunista”.


Un mese dopo, il 22 giugno, con l’Operazione Barbarossa, Hitler apriva una improvvisa offensiva contro la Russia sovietica. Ancora una volta, Plinio Corrêa de Oliveira aveva previsto con largo anticipato il corso degli avvenimenti.


Il pericolo musulmano


Nel 1938, quando un’eventuale invasione musulmana dell’Europa sembrava uno scenario da fantascienza, il prof. Plinio Corrêa de Oliveira già avvertiva i primi segni della rinascita islamica: “Il mondo musulmano sta nell’imminenza d’una grande risurrezione religiosa”.


Vista l’intima unione fra la sfera religiosa e quella politica, tipica della religione di Maometto, questa risurrezione, secondo il dottor Plinio, avrebbe portato all’unificazione del mondo arabo sotto l’egida dell’Islam e alla conseguente costituzione d’un blocco di potere politico-economico di natura anticristiana e anti-occidentale.


Nel 1943, quando ormai la disfatta del nazismo era solo questione di tempo, il dottor Plinio volge quindi il suo sguardo oltre il nemico dell’indomani — il comunismo sovietico — verso l’Oriente, dove discerne la “costituzione di un altro vasto blocco politico e ideologico orientale anticattolico”.


“Il pericolo musulmano è immenso — scrive qualche mese dopo — e l’Occidente sembra non accorgersene, come d’altronde sembra pure chiudere gli occhi di fronte al pericolo giallo”.


L’anno successivo egli ammonisce: “Il problema musulmano costituirà una delle più gravi questioni religiose del nostro tempo, dopo la fine della guerra”. E qualche settimana più tardi: “Insistiamo fortemente sulla importanza della ‘questione araba’ per il mondo dell’indomani. (...) Alle porte d’una Europa indebolita e semi-scristianizzata, sta sorgendo un ‘pericolo arabo’ simile o peggiore di quello ai tempi di S. Pio V e della battaglia di Lepanto”.


Preoccupato per la cecità dei leader occidentali, che si ostinavano a non considerare l’islamismo come una minaccia, il pensatore brasiliano ammonisce ancora nel 1947: “Nello stesso momento in cui l’URSS, fiancheggiata dai suoi paesi satelliti — o meglio schiavi — minaccia l’Occidente, il sorgere di questo nuovo nemico [l’islam fondamentalista] può lasciare indifferenti soltanto i politici immediatisti e miopi. Per tutto questo, anche se chiaramente non si tratta di un problema per oggi ma di un gravissimo problema per l’indomani, il pericolo musulmano ci interessa e ci preoccupa”.


Nel momento in cui il pericolo musulmano incombe sull’Europa e su tutto l’Occidente, questa previsione del dottor Plinio assume chiaramente il carattere di “profezia” in via di compimento.


È interessante citare a questo riguardo la testimonianza, nel 1996, di Padre João Libánio, S.J., uno degli alfieri della cosiddetta “teologia della liberazione”, e quindi non sospetto di una qualche forma di ammirazione per il dottor Plinio: “Nel 1940, Plinio Corrêa de Oliveira tenne una conferenza per noi gesuiti, tutta permeata d’una idea messianica. Egli asseriva che il grande problema del cristianesimo era l’Islam. Cinquanta anni dopo dobbiamo ammettere che egli si è dimostrato profetico oppure che, per altri motivi, la storia è andata in quella direzione. Il fatto è che si è confermato quanto egli disse”.

 

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Il carisma di profezia

“In nessun’epoca mancheranno uomini dotati di spirito di profezia, non certo per apportare qualche nuova dottrina della fede — ad novam doctrinam fidei depromendam — ma per dirigere gli atti umani — ad humanorum actuum directionem”.  (S. Tommaso d’Aquino, Summa Theologica, II-II,174, 6 ad 3)

“La Chiesa non conosce solo il deposito della Rivelazione. Essa è anche illuminata sullo stato attuale del mondo e sul movimento delle anime. I più lucidi fra i suoi figli partecipano di questa prodigiosa intuizione. Essi sanno discernere, alla luce della grazia divina, i sentimenti profondi della loro epoca, sanno diagnosticare i mali e prescrivere i rimedi. Mentre la massa sembra colpita da cecità e anche i migliori esitano, questi figli della Chiesa, con istinto soprannaturale, sanno andare dritto al punto. Nell’arco dei secoli si dimostrerà la giustezza delle loro vedute”. (Cardinale Charles Journet, L’Église du Verbe Incarné, Desclée de Brower, Parigi, vol. I, pp. 173-175).

Categoria: Ottobre 2005

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