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2005

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La "grazia di Genazzano"

 

 

Il 25 aprile 1467 gli abitanti di Genazzano, piccolo paese vicino a Roma, videro apparire sul muro d’una chiesa allora in costruzione un affresco raffigurante la Madonna col Bambino Gesù. Nessuno seppe spiegare da dove proveniva. Fatti posteriori mostrarono che si trattava della Madonna di Scutari, patrona dell’Albania, misteriosamente approdata in Italia dopo la caduta di quel paese sotto i Turchi e la conseguente distruzione del suo Santuario.

Da allora questa immagine, ancor oggi miracolosamente sospesa nell’aria o, come dicono i documenti ufficiali, “in stato di equilibrio precario”, è venerata come la “Madonna del Buon Consiglio”. Nel corso della storia molti santi, papi ed illustri personaggi sono giunti fino a questa cittadina romana come pellegrini per implorare la materna protezione della Madonna. Tra questi, D. Bosco, giunto per chiedere grazie per la nascente opera salesiana. Alla Madonna vengono attribuiti molti miracoli, rigorosamente documentati. 

La devozione alla Madonna del Buon Consiglio ebbe un grande impulso a metà dell’800 ad opera del Beato Stefano Bellesini, parroco del Santuario fra il 1831 ed il 1840. Il suo corpo, ancora incorrotto, si può venerare in un’apposita cappella nella chiesa.

 Il prodigioso affresco si trova in un altare laterale del Santuario di Genazzano retto dai Padri Agostiniani. 

La profonda devozione che i membri e simpatizzanti delle Società per la difesa della Tradizione Famiglia e Proprietà -- TFP -- nutrono per la Madonna del Buon Consiglio di Genazzano trova origine nell’insigne grazia concessa da questa miracolosa immagine al loro maestro e fondatore, il prof. Plinio Corrêa de Oliveira, e alla quale egli si riferiva come la “grazia di Genazzano”. Grazia sia fisica che spirituale, essa ebbe di seguito un’incidenza fondamentale nella vita del grande leader cattolico brasiliano. 

Riproduciamo la “Dichiarazione” che lo stesso dott. Plinio rilasciò ai Padri Agostiniani, custodi del Santuario, successivamente pubblicata nella rivista Madre del Buon Consiglio, luglio-agosto 1985:


 “Nel dicembre 1967, avendo io 59 anni di età, fui colpito da una violenta crisi di diabete. Ne derivò una cancrena al piede destro, che indusse il chirurgo che mi curava a fare un’amputazione delle quattro falangi minori. 

“Tale misura no fu presa senza esitazione, poiché egli temeva profondamente che la cancrena si propagasse a tutto il piede, rendendo necessaria un’amputazione più ampia. 

“In questo caso, non sarebbe preferibile procedere in una sola volta a questa amputazione maggiore? 

“Tuttavia continuai il ricovero con l’assistenza medica. 

“Successe però, qualche tempo prima di questo fatto, che io avessi letto accidentalmente un libro intitolato La Vierge Mère du Bon Conseil, di Mons. George F. Dillon. Durante la lettura sperimentavo nella mia anima una sensibile consolazione. 

“Avendo viaggiato in Italia prima che mi ammalassi, il mio amico dott. Vicente Ferreira, mi fece la gentilezza di portarmi da Genazzano una stampa rappresentante il venerato quadro di Nostra Signora del Buon Consiglio. Questa stampa mi giunse nel momento di una prova spiritual ch mi faceva soffrire molto più dell’infermità fisica. 

“Dal 1960, ero presidente del Consiglio Nazionale della Società brasiliana per la difesa della Tradizione, Famiglia e Proprietà. Alcune circostanze, che non mi sembra il caso di menzionare, mi infondevano la certezza che fosse nei disegni della Provvidenza che questa associazione realizzasse una grande azione nel Brasile ed in tutta l’America del Sud, e anche in altri continenti, al servizio della Cristianità. D’altro lato, ero certo che la mia morte in quella situazione avrebbe portato alla rovina lo sforzo per l’opera che allora iniziava a fiorire con vigore, e che desideravo ardentemente portare a compimento per la maggior gloria di Nostra Signora prima di morire. A causa di ciò ero in uno stato di vera ansietà riguardo le incertezze sulla mia situazione clinica e chirurgica.

 “Il giorno 16 dicembre, un’altro amico, dott. Martim Afonso Xavier da Silveira, mi consegnò la suddetta stampa da parte del dott. Vicente Ferreira.

 “Quando la fissai, ebbi l’insperata impressione che la figura di Nostra Signora, pur non mutando in nulla, mi esprimesse un’ineffabile e materna dolcezza, che mi confortava e mi infondeva nell’anima -- non so come -- la convinzione che la Santissima Vergine mi prometteva che non sarei morto senza aver prima realizzato l’opera desiderata. Ciò mi infuse una grande soavità nell’anima.

 “Anche ora conservo intatta la stessa convinzione. E, per il favore di Nostra Signora, quest’opera ha prosperato ammirevolmente, avvalorando la speranza che la meta sarebbe stata raggiunta.

“Nell’occasione in cui fui beneficiato dalla grazia del sorriso-promessa di Nostra Signora di Genazzano,, non dissi nulla alle persone che mi erano intorno. Solo molto più tardi ne parlai agli amici. Due di questi, che mi tenevano compagnia in ospedale quando ricevetti la stampa nell’udire la mia narrazione, affermarono di aver notato che la figura della Madre del Buon Consiglio mi fissava con molto compiacimento, il che attirò loro molto l’attenzione. Essi non avevano notato in me, tuttavia, il sorriso-promessa a cui alludevo. 

“Essi sottoscrivono con me questa dichiarazione. 

“Grazie alla Santissima Vergine, la mia salute all’epoca migliorò in modo tale da sorprendere il chirurgo. In conseguenza di ciò la seconda operazione non si rese necessaria. 

“È col cuore traboccante di amore e di gratitudine alla Madonna del Buon Consiglio di Genazzano che scrivo la presente dichiarazione". 

Plinio Corrêa de Oliveira

San Paolo, 10 maggio 1985.

Categoria: Marzo 2005

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