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2008

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Persecuzione religiosa

 

Vescovo incriminato per il reato di "omofobia"

 

[Dalla mozione di censura a Giovanni Paolo II, alla bocciatura dell’On. Rocco Buttiglione per causa delle sue idee cattoliche, al rifiuto di menzionare le radici cristiane nella Costituzione, questa Comunità Europea si sta dimostrando sempre più  laicista. E adesso i vescovi rischiano la galera se criticano la pratica dell’omosessualità.]

 

S.E. Mons. André Mutien-Léonard, vescovo di Namur, Belgio (foto), è stato ufficialmente incriminato per il reato di “omofobia” ai sensi della Legge anti-discriminazione del 2003, per aver espresso punti di vista contrari alla pratica della omosessualità. Adesso rischia fino a dodici mesi di galera.


In un’intervista al settimanale Télé Moustique, dopo aver ribadito che “per definizione, il matrimonio è un’unione stabile fra uomo e donna”, il presule, teologo e filosofo di fama internazionale, aveva dichiarato che la sua posizione in tema di omosessualità coincide con la teoria di Freud, secondo il quale questo comportamento è frutto d’uno sviluppo psicologico bloccato: “L’omosessualità corrisponde ad uno stato imperfettamente sviluppato della sessualità umana, che contradice la sua logica intrinseca”. Nella stessa intervista mons. Mutien-Léonard si è dichiarato contrario all’aborto, all’eutanasia nonché al cosiddetto matrimonio omosessuale: “Pics, Pacs, Pucs, chiamateli come volete ma, per carità, non chiamateli matrimonio”.

Accusato di essere “retrogrado”, il vescovo ha invece denunciato la cultura moderna di tornare indietro nei secoli: “La promozione dell’omosessualità attraverso delle manifestazioni come i ‘gay pride’ ci fanno ritornare all’antichità greco-romana. La glorificazione dell’omosessualità implica un salto indietro di duemila anni”.


Tanto è bastato perché venisse processato penalmente ai sensi d’una legge del 2003. Secondo la legislazione belga, la discriminazione si può riferire anche alla “preferenza sessuale”. D’altronde, viene capovolto il senso giuridico tradizionale, mettendo l’onere della prova sull’imputato. In altre parole, gli accusatori non sono tenuti a dimostrare il reato, bensì l’incriminato a dimostrare la sua innocenza.


Le dichiarazioni del presule sono state addirittura stigmatizzate in sede del Parlamento Europeo. Una mozione presentata dal gruppo socialista, chiedendo “la fine di ogni discriminazione nei confronti degli omosessuali”, criticava come “inaccettabili (...) le continue dichiarazioni di leader religiosi, come quelle del Vescovo di Namur”.

Categoria: Marzo 2008

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