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2009

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Centenario di «Rivoluzione e Contro-Rivoluzione»

 

Il ruolo degli ambienti nella Rivoluzione

 

di Nelson Fragelli

 

[È universalmente riconosciuto che uno degli aspetti più originali di «Rivoluzione e Contro-Rivoluzione» è la sua analisi della dimensione tendenziale del processo rivoluzionario. Mentre altri validi autori si sono limitati a esaminare le dottrine rivoluzionarie, e quindi i fatti che esse provocavano, Plinio Corrêa de Oliveira svela anche una dimensione previa e più profonda, dove agiscono le tendenze prima ancora dell’intervento della ragione. Ne ha parlato all’Università estiva delle TFP l’ing. Nelson Fragelli.]

 

Dalla fine del secolo XIV ad oggi, il mondo sembra essere stato diretto da un occulto e perverso destino. Nel corso degli ultimi 500 anni, cioè dalla caduta della Cristianità medievale, la storia tratta quasi esclusivamente dell’inesorabile declino dell’ordine allora esistente sotto l’egida della Chiesa.


Destino o manipolazione?

Quando si studiano gli eventi che portarono al protestantesimo in Germania nel secolo XVI, si nota un clima morale così ostile alla Chiesa che l’esplosione luterana sembrava inevitabile. Più tardi, in Francia, negli ultimi anni dell’Ancien Régime, la situazione psicologica del popolo francese lo portava talmente alla ribellione che la vittoria della Rivoluzione divenne inesorabile. In Russia, nel 1917, l’atmosfera dominante nella corte, nell’esercito e nelle fabbriche era di profonda indifferenza nei confronti della monarchia zarista, che così fu abbattuta con relativa facilità.


Oggi, dando un’occhiata alla nostra società, abbiamo la stessa impressione. La demolizione avviata da Lutero colpisce ora non solo la società e l’economia, ma l’uomo stesso, la propria struttura della sua anima. Tramite l’aborto, la tossicodipendenza, l’omosessualità e l’immoralità sfrenata, la Rivoluzione cerca di creare un uomo nuovo che si allontani il più possibile da Dio. Il clima morale di oggi, gli ambienti psicologici e le circostanze umane deteriorano subdolamente la vita religiosa, la famiglia e l’educazione. Lo stesso destino perverso sembra guidare gli eventi odierni.

Ma, esiste davvero un destino inevitabile? Perché, quando scoppia una grande rivoluzione, la situazione sembra a priori persa per coloro che rappresentano la buona causa? Come si cancella subdolamente la religione in un popolo? Come si fa per presentare agli occhi della gente le monarchie come istituzioni senili e pronte a morire? Come si fa per abbassare nelle persone il senso del diritto di proprietà privata, prima di abolirlo?

Ma non vi è alcun destino. Ciò che esiste in realtà è una preparazione delle anime fatta dai demolitori della civiltà cristiana. Ora aizzano alcune tendenze naturali, ora le assopiscono. Questo processo di stimolazione/sedazione delle tendenze viene fatto attraverso la manipolazione degli ambienti.


Cosa è un ambiente?

E qui arriviamo al nostro tema: il ruolo delle tendenze e degli ambienti nella marcia della Rivoluzione. Plinio Corrêa de Oliveira lo ha descritto in innumerevoli opere, mostrando come la Rivoluzione abbia ottenuto vittorie mediante la creazione di ambienti che preparano con molto anticipo le grandi esplosioni.

Che cosa è un ambiente? Per definirlo, Plinio Corrêa de Oliveira usa un esempio: quando ammiriamo il mare dalla cima di una montagna, sentiamo come l’espressione di un’anima che si sprigiona da quelle masse liquide. Ora il mare si presenta sereno, sembrando voler soddisfare tutti i desideri di pace, di tranquillità e di riposo della nostra anima. Ora egli si mostra maestosamente impetuoso, scagliandosi con furia contro i faraglioni. Questo è un esempio di ambiente creato da Dio. Dio crea ambienti e comunica con noi attraverso di essi, mostrandoSi al fine di farsi conoscere e amare.

Anche l’uomo crea degli ambienti. La Santa Chiesa, per esempio, insegna mirabilmente attraverso fatti e ambienti. Basti pensare alle cattedrali e la liturgia. Ma anche la Rivoluzione foggia i suoi ambienti e comunica all’uomo attraverso di essi il suo spirito maligno. Consideriamo, per esempio, certa architettura moderna.

Ambiente è la disposizione degli elementi materiali che circondano l’uomo e che, per il loro stile, ritmo, velocità, ecc. agiscono sugli appetiti e sui desideri dell’uomo, mentre allo stesso tempo trasmettono, simbolicamente, l’espressione di principi religiosi o filosofici.

Quando la Rivoluzione decise di rovesciare la Cristianità medievale, cominciò ad instillare impercettibilmente le sue tossine negli ambienti sociali.

Immersi in questo ambiente malsano, i buoni principi man mano si affievolirono. La virtù cominciò a scemare. Quando poi scoppiarono i grandi moti rivoluzionari — protestantesimo, rivoluzione francese, comunismo — trovarono una società già indebolita proprio nei principi che volevano distruggere.


La Rivoluzione nelle tendenze

Nel suo libro «Rivoluzione e Contro-Rivoluzione» Plinio Corrêa de Oliveira descrive il primo cambio di ambiente gestito dalla Rivoluzione alla fine del Medioevo, che preparò l’Europa cattolica ad accettare il protestantesimo:

 
“Nel secolo XIV si può cominciare a osservare, nell’Europa cristiana, una trasformazione di mentalità che nel corso del secolo XV diventa sempre più chiara. Il desiderio dei piaceri terreni si va trasformando in bramosia. I divertimenti diventano sempre più frequenti e più sontuosi. Gli uomini se ne curano sempre più. Negli abiti, nei modi, nel linguaggio, nella letteratura e nell’arte, l’anelito crescente a una vita piena dei diletti della fantasia e dei sensi va producendo progressive manifestazioni di sensualità e di mollezza. Si verifica un lento deperimento della serietà e dell’austerità dei tempi antichi. Tutto tende al gaio, al grazioso, al frivolo. I cuori si distaccano a poco a poco dall’amore al sacrificio, dalla vera devozione alla Croce, e dalle aspirazioni alla santità e alla vita eterna. La Cavalleria, in altri tempi una delle più alte espressioni dell’austerità cristiana, diventa amorosa e sentimentale, la letteratura d’amore invade tutti i paesi, gli eccessi del lusso e la conseguente avidità di guadagni si estendono a tutte le classi sociali”.


Lutero introdusse riforme ispirate agli appetiti terreni dell’uomo rinascimentale. Lo pseudo-riformatore abolì il sacramento della Penitenza nonché l’indissolubilità del matrimonio. Negò la Santa Messa come sacrificio incruento di Nostro Signore Gesù Cristo. Gli ordini religiosi furono soppressi perché rappresentavano l’austerità medievale. Il protestantesimo fu il trionfo del naturalismo rinascimentale.

Alla vigilia della Rivoluzione del 1789, la società francese aveva ormai un tipo umano profondamente diverso di quello rinascimentale e ancor più lontano dall’uomo medievale.

Il nobile medievale era forte e vigoroso, un guerriero abituato a combattere. Alla vigilia della Rivoluzione francese, il nobile sembrava invece un bibelot... Era fragile e grazioso, con le scarpe a spillo. Aveva le unghie lunghe e belle mani bianche. Vestiva colletti di pizzo e abiti di seta con motivi floreali. Sfoggiava parrucche imponenti. La sua carrozza sembrava piuttosto una scatola di cioccolatini...

La sua grande preoccupazione era di essere bello, piacevole e saper ballare il minuetto con eleganza.

 
Di conseguenza, il nobile dell’Ancien Régime fu frastornato e quindi travolto dalla tempesta rivoluzionaria del 1789. Non era più abituato a lottare. Le rivoluzioni richiedono uomini forti e vigorosi, non bibelot... I nobili francesi non erano più in grado di affrontare la Rivoluzione. Che cosa li aveva corrotto? La ricerca smodata del piacere indotta dagli ambienti frivoli.

La nobiltà fu soppiantata dalla borghesia. Originalmente, il borghese viveva per l’economia. Se il nobile cercava eleganza e piacevolezza, il borghese cercava appena salute e soldi, dedicando a questo scopo tutte le sue energie. Ma nel corso degli anni, anch’egli fu divorato dal desiderio di godersi la vita. Divenne un dandy superficiale e vuoto, perdendo così le qualità che gli avevano procurato il successo finanziario, e diventando preda facile delle rivoluzioni socialiste.

Il playboy è il nipote del borghese. Egli dà l’impressione di aver perso ogni stabilità, di aver perso la coordinazione dei suoi pensieri. La sua vita è un turbine costante di piaceri, che lo lascia in balia di ogni sorta di influenza rivoluzionaria.


La Contro-Rivoluzione

E noi, cosa dobbiamo fare? Esattamente il contrario. Dobbia-mo preparare la Contro-Rivoluzione, che comincia con un rinnovato spirito di austerità. E forse proprio oggi si avvicinano tempi che potranno facilitare un tale discorso.

 
Il Vangelo racconta la parabola del figlio prodigo, che aveva lasciato la casa del padre spinto da ciò che potremmo chiamare una mentalità rivoluzionaria. Voleva godersi la vita in città e non tollerava più l’autorità paterna. Ha dilapidato il suo patrimonio nei piaceri e si è ridotto a mangiare le ghiande dei porci.

Questa parabola contiene una grande lezione psicologica. Mentre sono durati i soldi, il figlio andava avanti spensierato. Fu solo quando ha provato i crampi della fame che gli è tornato il ricordo della casa paterna. In altre parole, il tempo della sofferenza è anche quello della penitenza e dell’emendamento.

Il mondo contemporaneo sembra trovarsi proprio in questa situazione. Al di là delle reali possibilità di ricupero, la crisi economica ha aperto una stagione di riflessione.

Camminando per le grandi città sentiamo un’atmosfera pesante, una frustrazione serpeggiante. C’è una vasta letteratura sulla sensazione di insicurezza nel mondo di oggi. Come il figlio prodigo, un numero crescente di giovani sono delusi con la Rivoluzione. È il momento in cui può sorgere la scintilla di un ideale opposto.


È compito delle TFP far sì che questo momento arrivi al più presto.

Categoria: Ottobre 2009

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