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2009

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Ambienti Costumi Civiltà

 

La pienezza dei Nostro Signore Gesù Cristo

di Plinio Corrêa de Oliveira

 

Esiste nell’uomo una limitazione per la quale in lui alcune perfezioni si escludono a vicenda. In Nostro Signore Gesù Cristo, però, nessuna perfezione si escludeva.

Possiamo considerare i vari popoli della Terra: il popolo francese, con quella precisione, quella chiarezza, quello esprit de répartie che gli è caratteristico; il tedesco, con quel vigore, quella profondità, quel senso del sublime; l’italiano, con il suo senso teologico, la sua finezza intellettuale, il suo criterio diplomatico; lo spagnolo, con lo spirito guerriero; i nostri cari portoghesi, dei quali abbiamo ereditato tanti doni…

Possiamo considerare individualmente ogni popolo - gli arabi, i giapponesi, i cinesi – e arriviamo sempre alla seguente conclusione: ognuno possiede certi doni, e proprio perché li possiede, non può possederne altri. Per esempio, non è possibile per un popolo avere allo stesso tempo lo spirito fino e leggero dei francesi e i modi vigorosi e combattivi dei tedeschi. Sono cose che si escludono a vicenda.

Ma in Nostro Signore Gesù Cristo ciò è possibile. Come capo dell’umanità, Egli aveva in Sé tutti i doni di tutti i popoli della Terra, conciliandoli armonicamente. Egli possedeva la suprema grandezza di spirito insieme allo charme dei francesi, tutta la robustezza dei tedeschi, tutta la finezza degli italiani, tutta l’intuizione dei brasiliani. Ma tutto elevato a un grado inimmaginabile.

Chi visse con Nostro Signore Gesù Cristo avrebbe tutti gli elementi, dal punto di vista meramente umano, per restarne folgorato.

Facendo questa meditazione e leggendo il Vangelo, possiamo meglio capire l’entusiasmo del popolo quando Egli passava. Per esempio, quelle folle che Lo seguivano quando Egli si addentrava nel deserto. Dimenticavano perfino di portare cibo.

Tuttavia, noi non possiamo restare nel mero aspetto umano, perché Egli era l’Uomo-Dio. In Lui c’era l’unione ipostatica della natura umana con quella divina. In Gesù non vi sono due persone, ma una sola. Quindi, al di sopra di tutte queste perfezioni umane che abbiamo appena accennato, v’era l’unione ipostatica con la Seconda Persona della Santissima Trinità, vale a dire una sorgente inestinguibile di doni soprannaturali perfettamente insondabili.

Categoria: Giugno 2009

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