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2010

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Editoriale

Ipsa conteret!

 

“Inimicitias ponam inter te et mulierem, et semen tuum et semen illius. Ipsa conteret caput tuum — Io porrò inimicizia fra te e la Donna, fra la tua discendenza e la discendenza di lei. Ella ti schiaccerà il capo” (Gen. 3,15).


Una sola inimicizia ha creato Dio, perfetta, totale, inconciliabile, fra la Donna e il serpente, fra la discendenza della Donna, i figli della luce e i discendenti del serpente, i figli delle tenebre.

Questa inimicizia attraversa tutta la storia, non come qualcosa di astratto e inconseguente ma, anzi, come lo scontro reale e vivo fra persone, idee, movimenti, istituzioni che si rigettano a vicenda e si combattono senza sosta.

Questa inimicizia fu riproposta, in un auge di perfezione, dallo stesso Verbo Incarnato quando disse: “Non crediate che sia venuto a portare pace sulla terra. Non sono venuto a portare la pace ma la spada” (Mt. 10,34). E i Vangeli ci narrano la Sua divina sfida con i farisei e la Sinagoga, che cresce d’intensità fino al momento della Sua passione e morte.

I figli delle tenebre odiano i figli della luce. Questo odio si rivelò, cupo e prepotente, nei confronti di Colui che era la salvezza del mondo, fino a metterlo in croce. Si dimostrò nei tentativi, tanto accaniti quanto inutili, di sopprimere sul nascere la Santa Chiesa che Egli aveva fondato. Si manifestò negli assertori del paganesimo, e più tardi dell’islam, che cercavano in ogni modo di impedire il sorgere di una civiltà cristiana.

Ma i figli della luce furono più forti e nessun fattore riuscì ad arrestare la loro ascesa, dalla conversione dei popoli germanici alla fondazione dell’impero carolingio a quella grande stagione di luce e di grazia che fu il Medioevo cristiano, la “dolce primavera della Fede” in cui, nelle parole di Leone XIII, “la filosofia del Vangelo governava gli Stati”.

A partire dell’umanesimo, però, il dinamismo della storia si è invertito. Dal rinascimento al protestantesimo all’illuminismo alla rivoluzione francese al liberalismo, socialismo e comunismo, ecco un processo storico ben definito e diametralmente opposto a quello che aveva dato origine alla Cristianità medievale: la Rivoluzione.

È, nelle parole di Pio XII, “il tentativo di edificare la struttura del mondo sopra fondamenti che Noi non esitiamo ad additare come principali responsabili della minaccia che incombe sulla umanità: un'economia senza Dio, un diritto senza Dio, una politica senza Dio”.

Ma dalla notte dei tempi, risuona sempre la promessa divina: ipsa conteret! Riecheggiata nei nostri tempi dalle parole, luminose e confortanti, della Donna: infine il mio Cuore Immacolato trionferà!

Non è altro il lemma adottato dal prof. Plinio Corrêa de Oliveira: ipsa conteret. Osservatore oggettivo e meticoloso del processo rivoluzionario, egli aveva ben chiaro che, all’orizzonte, rifulge sempre la promessa di una restaurazione, dell’avvento di ciò che S. Luigi Maria Grignon da Montfort chiamava il Regno di Maria.

Categoria: Marzo 2010

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