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2010

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Il mondo della TFP

 

Polonia: VII Congresso conservatore


“Cerchiamo con coraggio di testimoniare la verità di Nostro Signore Gesù Cristo in un mondo sempre più relativista”. Con queste parole, Slawomir Olejniczak, presidente della Fondazione Piotr Skarga, consorella delle TFP, ha aperto il VII Congresso conservatore, dal titolo “La dittatura del relativismo: di fronte alla nuova persecuzione religiosa”. Alla dittatura marxista crollata nel 1989 è subentrata quella del relativismo, ha spiegato, ma siamo sempre di fronte a una persecuzione anticattolica.

 


Ha poi parlato il prof. Roberto de Mattei, docente presso l’Università Europea di Roma, che ha rivolto uno sguardo alle persecuzioni nella storia della Chiesa. Suor Michaela Pawlik, O.P., ha descritto l’invasione del neopaganesimo nel mondo occidentale, con il conseguente affievolimento della fede e, quindi, della Chiesa e della civiltà cristiana.

 


Il prof. Grzegorz Kucharczyk ha svolto una dotta conferenza dal titolo “Il laicismo, una nuova religione militante, nel passato e nel presente”. L’attuale trionfo del secolarismo, ha spiegato, è cominciato con la caduta del Medioevo cristiano, sviluppandosi poi per tappe ben definite.

 


José Antonio Ureta, della TFP francese, ha parlato della tolleranza, o meglio di ciò che i laicisti intendono per tale, che certamente non abbraccia la tolleranza nei confronti dei cattolici fedeli.

 
Dopo la conferenza, i partecipanti sono stati allietati da un bel concerto del Cracov Horn Quartet.

 

 

Conferenza a Bruxelles


Il Bureau delle TFP a Bruxelles ha ospitato una conferenza dell’eurodeputata Anna Záborská intitolata “La famiglia cristiana: modello superato o trampolino per la rigenerazione dell’Europa?”.

 


Forse non per coincidenza, la città celebrava la “settimana arcobaleno”, inducendo la rappresentante slovacca a commentare: “mentre noi qui stiamo cercando di salvare la famiglia, questi signori la vogliono distruggere”.

 


La famiglia, rilevava Záborská, è formata dal matrimonio tra un uomo e una donna ed è inciso nella legge naturale. Oggi, invece, in nome della non discriminazione, si vuole ampliare il concetto di “famiglia” fino a comprendere qualsiasi due persone che convivano. Una parola di forte rimprovero è stata poi rivolta alla “dittatura degli esperti”.

 


Di fronte a questa vera “nuova dittatura”, l’eurodeputata a lanciato un proclama affinché i cristiani reagiscano in difesa della vita e della famiglia.


 

 

Vittoria in Europa: protetta l’obiezione di coscienza


Con un voto 56-51con quattro astensioni, il Consiglio d’Europa ha approvato un provvedimento in tema di aborto e obiezione di coscienza che tutela in modo assai idoneo i diritti degli operatori sanitari che non vogliono partecipare al massacro degli innocenti.


La versione originale della risoluzione, stilata dalla deputata socialista Christine McCafferty, puntava in senso esattamente contrario, in quanto praticamente toglieva al personale sanitario il diritto all’obiezione di coscienza. È stato lo sforzo combinato di varie associazioni per la vita, unito alle pressioni del governo italiano e alla decisa azione di alcuni deputati, a modificarne sostanzialmente il contenuto.


Tra i maggiori cambiamenti introdotti, la cancellazione del richiamo all’obbligo per i medici di informare i pazienti su tutte le opzioni di cura disponibili, indipendentemente dal fatto che tali informazioni possano indurre il paziente a seguire una cura a cui l’operatore sanitario obietta. È stato poi inserito un paragrafo che afferma che “nessuna persona o ospedale o istituzione può essere obbligata o ritenuta responsabile o discriminata se rifiuta per qualsiasi motivo di eseguire o assistere un aborto, anche quello spontaneo, interventi di eutanasia o un altro atto che possa causare la morte di un feto o di un embrione”.


In altre parole, una vittoria significativa.


Diverse TFP hanno preso parte in questo sforzo comune, tra cui quella austriaca, che ha realizzato un’ingente campagna di mailing che ha generato un’ondata di petizioni da tutto il mondo germanofono, recapitate poi direttamente agli europarlamentari. Mentre il Partito verde inviava una lettera protestando contro questa “assurda campagna”, il vicepresidente del Parlamento austriaco, Martin Graf, elogiava la TFP per la sua grande efficacia.

Categoria: Dicembre 2010

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