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2010

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Testimoni della Luce

 

Uno dei momenti più commoventi nelle guerre — vissuto ancora nella II Guerra mondiale, poi totalmente scomparso in quelle successive — era la “tregua” non dichiarata in occasione del Natale.

 


Quella notte, un’atmosfera di pace e di serenità discendeva soavemente anche sui più atroci campi di battaglia. I cannoni tacevano, i fucili erano posati a terra, le mitragliette lasciate sole. Quella notte non si sparava. Le cronache raccontano per esempio di come, nella guerra 15-18, i soldati di ambedue i lati uscissero dalle trincee e si mettessero a giocare innocentemente con la neve, mentre cantavano vecchie musiche natalizie. I rispettivi cappellani celebravano i riti religiosi all’aperto, senza paura di venir presi di mira dal nemico. Anzi, gli ufficiali dovevano vigilare affinché non vi fosse fraternizzazione fra le truppe.

 


Ancora nel secolo scorso, pur in mezzo al fragore della guerra, la luce del Natale riusciva a fendere le tenebre del peccato e a sciogliere il cuore di molti uomini. Oggi, invece, di quella atmosfera natalizia non resta che un vago ricordo…


La luce si vede ancora, ma non è il Lumen Christi. È il bagliore di milioni di lampade al neon che inondano le nostre strade. Questa luce non ci invita ad adorare il Bambino Gesù, il Principe della Pace, il Consigliere Ammirabile. Questa luce ci invoglia al consumismo sfrenato proprio della nostra moderna società. Questa luce non ci porta la serenità che scaturisce dalla mangiatoia di Betlemme, bensì quello “stress da acquisti” del quale ormai parlano tanti psicologi. Questa luce non ci indica il cammino della virtù, bensì quello del peccato, oggi purtroppo inseparabile dai periodi di festa.


E adesso, quel poco che resta di ambiente natalizio, rischia di sparire per sempre in nome della società “multietnica” e “multiculturale”, che tutto tollera fuorché la libera espressione della Fede cattolica come essa è esistita in Europa per due millenni.


Già in molte scuole non si fa il presepe, perché potrebbe scalfire la sensibilità di qualche alunno musulmano. Da molti paesi sono spariti non solo le figure religiose ma perfino gli alberi di Natale. Le aziende non inviano più le tradizionali cartoline di Buone Feste. Si contesta perfino il messaggio natalizio che, tradizionalmente, alcuni Capi di Stato rivolgono ai cittadini.


Ma, non dimentichiamo: “La luce splende nelle tenebre” (Giov. 1,5)!


Ecco la nostra missione: rendere testimonianza alla Luce. Una testimonianza tanto più forte quanto più fitte sono le tenebre, tanto più agguerrita quanto più insolenti sono le tenebre. Ecco ciò che definisce la vita del prof. Plinio Corrêa de Oliveira, una testimonianza trasmessa poi a tutta la sua opera spirituale e che adesso noi ci onoriamo di portare avanti.


In questo Santo Natale 2010, chiediamo a Maria Santissima e a Suo Divin Figliolo che ci mantenga fedeli alla Luce, fieri di essere “figli della luce”, secondo l’espressione di S. Luigi Maria Grignion da Montfort, e sempre più militanti contro le tenebre, che mai potranno spegnere la Luce poiché Colui che ne è la fonte lo ha promesso formalmente: Non prevalebunt!

Categoria: Dicembre 2010

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