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Articoli di Plinio Corrêa de Oliveira

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Le virtù in Plinio Correa de Oliveira

Quando mi ricordo delle mie prime battaglie spirituali e come si svolsero, come nacquero, come furono condotte attraverso altre battaglie, una dopo l’altra sino alle battaglie di oggi - perché non c’è vita che non sia una battaglia - quando mi ricordo delle mie prime battaglie spirituali, mi rammento di alcuni principi che mi condussero all’ottimo. Tutti siamo concepiti nel peccato originale e tutti noi abbiamo per natura inclinazioni che non sono buone, alla pari di inclinazioni buone; e dobbiamo combattere sin dall’inizio. In che modo il desiderio dell’ottimo, storicamente e concretamente, si svilupparono in me?

Mi ricordo di due elementi fondamentali a questo proposito: in primo posto, certi trasporti d’animo verso determinate virtù, verso certe qualità essenzialmente e naturalmente riguardanti la Santa Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana riconosciuta in sé stessa, nella sua dottrina, nelle sue cerimonie, ecc., riconoscibile nella persona adorabile e divina di Nostro Signore Gesù Cristo, nella persona della Madonna, la Madre perfetta per eccellenza. Momenti in cui la santità e il bene, specialmente della Chiesa – che era ciò che mi veniva più in mente -  mi apparivano in maniera talmente chiara e nitida, così salda, che rimanevo veramente entusiasta.

Però, c’era pure un’altra cosa: l’orrore a certi difetti, a determinati stati d’animo: l’idea che se io non facessi attenzione, sarei potuto incorrere in essi. Avevo una sensazione simile a quella delle vertigini per le altitudini, cioè la possibilità di scivolare completamente se non stessi attento. Donde quell’indietreggiare, con orrore, concentrandomi in questa idea (ed ecco “l’ottimo”): se non mi allontanerò, e molto, rotolerò in basso. O evito i mezzi termini, oppure cado nell’abisso in cui non voglio precipitare. Donde l’idea: o mi allontano interamente e sono l’opposto di ciò che non voglio essere, oppure diverrò quel che non voglio essere. Quindi, mi installo in quell’ottimo che se non fosse proprio l’orrore del pessimo, non lo sceglierei; o mi metto all’apice di questo ottimo oppure è al vortice opposto che mi consegno. Dunque si tratta di due posizioni distinte: una, di entusiasmo per alcuni punti e l’altra, di orrore per certi altri.

Infine, un terzo principio che non tardò a formarsi nel mio spirito, grazie all’intercessione della Madonna, ed è questo: è una falsità immaginare di poter praticare bene soltanto una, due o tre virtù. Infatti, le virtù sono sorelle indissociabili: o le si pratica tutte o non si pratica nessuna; poiché le virtù sono tutte consorelle, e non si può, in una cerchia di sorelle, accarezzare una mentre si schiaffeggia l’altra. È necessario, se si ha buoni rapporti con una, averli con tutte.

Vi sono certe virtù verso le quali ci incamminiamo, non per terrore dell’abisso ma per il desiderio di acquisire il cielo. Infatti, non c’è bambino che non abbia pensato: “Come deve essere gradevole passeggiare in quell’azzurro; quanto sarebbe delizioso inoltrarsi in quell’azzurro”. Ebbene, quando si contempla certe virtù è come voler passeggiare in quell’azzurro; è questo desiderio che costituisce il fascino mediante il quale, toccati dalla grazia, si desidera in tutti i modi avere certe qualità ed essere in un certo modo. A questo punto si desidera essere ottimi, con la migliore disposizione d’animo: è perché quella cosa è talmente bella e tanto buona che non ce ne saziamo e la si vuole possedere e possedere ancora, illimitatamente.

Tra tutte le virtù, quale fu nella mia vita quella che più mi entusiasmò e che ho cercato di praticare con maggior ardore ed entusiasmo? Io intravidi la questione in una virtù per la quale avevo molto ardore ed entusiasmo, ma allo stesso tempo orrore al suo opposto (le due cose si completavano): era la purezza. Ma non tardai nel notare che la purezza era un gradino e che propriamente il mio entusiasmo ed ardore si avviava ad un insieme di virtù. Si trattava di una costellazione di virtù che erano atti intellettivi, atti volitivi, ma allo stesso tempo degli stati d’animo, un profilo d’anima e un modo di essere significati dalla parola che, grazie alla Madonna, non fui mai capace di pronunziare senza entusiasmarmi: cattolico.

 

(Da una riunione del dott. Plinio ai soci e cooperatori della TFP brasiliana, 1984)

Categoria: Brani scelti

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