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Elogi e apprezzamenti

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“Al grido del dottor Plinio i tiranni di Mosca tremarono!”

 

YoustaNel corso di un convegno internazionale delle TFP, tenutosi a San Paolo del Brasile nel gennaio 1992, e al quale parteciparono quasi duemila persone, il salesiano lituano Don Pranas Gavenas fece omaggio al dott. Plinio Corrêa de Oliveira di una “jousta”, ovvero una fascia onorifica appositamente portata dalla Lituania (foto a sin.).

Ecco alcuni brani del discorso di Don Gavenas:

“In nome del popolo lituano, ho portato per Lei, carissimo dottor Plinio, un modesto ricordo, simbolo della nostra eterna gratitudine. Si tratta d’una jousta, portata appositamente dalla mia Patria. È molto semplice. Quanto ci piacerebbe che fosse di ricca seta, ricamata in oro e incastonata di pietre preziose! Questa, però, gli angeli la stanno già preparando per Lei nel Cielo. (…)

“Questa storica vittoria che oggi celebriamo si deve anzitutto alla protezione della Madonna Ausilio dei Cristiani. Ma si deve anche a un uomo di Dio, al quale voltiamo oggi i nostri cuori per dirgli, traboccanti di gratitudine: dottor Plinio grazie, in nome del popolo lituano, mille volte grazie! (…)

“Prima di concludere, è mio dovere dichiarare pubblicamente quanto segue. In un editoriale, il noto giornale The New York Times affermò che i paesi baltici furono i catalizzatori della débacle sovietica. Bisogna registrare che la Lituania fu la prima repubblica sovietica a dichiarare l’indipendenza, nel marzo 1990, dando coraggio alle altre e avviando quindi il processo di dissoluzione dell’URSS.

“Ma non possiamo dimenticare che, quando la Lituania proclamò l’indipendenza, l’Occidente incrociò le braccia, abbandonandola alla sua sorte di fronte all’orso sovietico. Ma Dio è provvido. Sullo sfondo di quell’orizzonte cupo e pesante, un grido di crociata riecheggiò in 23 paesi dei cinque continenti. Il grido era stato lanciato dal dottor Plinio Corrêa de Oliveira e si propagò per tutta la terra, il cui esito fu la maggiore raccolta di firme nella storia. A Mosca, i tiranni comunisti tremarono, perché sapevano che era l’inizio della loro sconfitta!” 

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