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2011

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Un film sui Cristeros

 

“Guerra? Quale guerra?” Questa domanda retorica, rivolta dal presidente Plutarco Elías Calles all’ambasciatore americano nel 1927, sintetizza la politica ufficiale del regime rivoluzionario messicano riguardo all’insorgenza cattolica nota come la Cristiada: non c’era nessuna guerra.

Dal 1926, sotto la presidenza di Calles, la persecuzione ai cattolici in Messico si era fatta ancora più violenta con l’espulsione di tutti i sacerdoti stranieri, la chiusura delle scuole cattoliche e di tutte le associazioni benefiche. Il popolo, sentendosi oltraggiato nella dignità e perseguitato nella fede, si unì in un’organizzazione denominata Lega in difesa della Libertà Religiosa e insorse in armi contro il governo. Ebbe così inizio la guerra civile, nota come “Movimiento Cristero”.

Per decenni, la storiografia ufficiale si è ostinata a disconoscere quella che fu la più terribile guerra civile della storia messicana, durata dal 1926 al 1929, e che lasciò sul campo più di ottantamila vittime. Chiese bruciate, sacerdoti fucilati, il culto cattolico proibito, i vescovi esiliati... Eppure, le autorità si chiudevano dietro un laconico “aquí no pasa nada”, qui non succede niente...

Ma la verità storica finisce sempre per venire a galla. Ed ecco che, dopo decenni di pubblicazioni “di nicchia”, alcune praticamente clandestine, sulla Cristiada esce nientedimeno che un film destinato al grande schermo. Scrive Andrea Galli su Avvenire:

“L’annunciano come la più grande produzione del cinema messicano. E si presenta con qualifiche di tutto rispetto. Conclusa la fase di post-produzione, l’uscita nelle sale americane è prevista dopo l’estate, ma non è stata ancora ufficializzata la data. Il film mescola tragedia ed epopea. E racconta una storia che si è svolta sotto il segno di un luciferino furore e di una devozione viscerale per Cristo Re e la Vergine di Guadalupe. Una vicenda rimasta viva a lungo, come una ferita aperta, ma schivata, se non proprio ignorata, da tanta storiografia” (1).

Il cast è di tutto rispetto, con Andy García che impersona il generale cristero Enrique Gorostieta, Eduardo Verástegui nel ruolo di Anacleto González Flores, avvocato e difensore dei diritti civili dei cattolici, torturato e ucciso dagli uomini di Calles, beatificato nel 2005. C’è perfino il mitico Peter O’Toole, nei panni di un vecchio sacerdote. Cristiada vede il debutto alla regia di Dean Wright, un talento degli effetti speciali, conosciuto soprattutto per il suo lavoro nel secondo e terzo episodio della trilogia Il signore degli anelli.

Il film sui Cristeros non è ancora arrivato ai cinema. È quindi impossibile giudicare la sua perfetta corrispondenza con la realtà storica. Ma solo il fatto che se ne parli mostra che il muro di omertà sta finalmente sgretolandosi.

1. Andrea Galli, “García, star di Cristiada. Storia di dolore e fede”, Avvenire, 11 aprile 2011. 

Categoria: Giugno 2011

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