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2011

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2011: Due Europe si affrontano

 

Non si intraprende un progetto politico di lungo respiro contando, sì e no, su maggioranze che a malapena superano il 50%. Non si crea un nuovo soggetto istituzionale di un certo spessore ignorando, o addirittura contrastando, le molteplici ed importanti forze di resistenza interna. Non si emette una nuova moneta senza una realtà sovrana che la sorregga. Soprattutto, non si fonda un’unione sovranazionale rinnegando le radici storiche dei suoi componenti.

Sembra proprio che, nella fretta di costruire questa Unione Europea, i suoi fautori abbiano dimenticato le più elementari regole della politica oltre a quelle della prudenza.

Sono sfuggiti al verdetto popolare, affidando la decisione di aderirvi ai Parlamenti nazionali, cioè alla classe politica. Nei rari casi in cui il quesito è stato messo a votazione, hanno perso miserevolmente, salvo poi ignorare olimpicamente il risultato elettorale. Hanno legiferato ideologicamente, in senso diametralmente opposto all’indole dei popoli. Soprattutto, hanno tagliato fuori, persino bersagliandola con pesanti accuse, l’unica forza capace di dare un senso di unione all’Europa: il cristianesimo.

Oggi, tutto questo ammasso di colossali sopraffazioni, di mirabolanti mistificazioni, di spregiudicata ottusità, dà segni di stare arrivando al capolinea. Mentre si moltiplicano i sondaggi che mostrano il sostegno all’Unione Europa in caduta libera, voci sempre più autorevoli cominciano a pronunciare la parola finora impronunziabile: usciamone! Si comincia a prospettare non solo la fine della moneta unica, ma anche del progetto politico cui essa doveva servire.

Forse non è senza un filo di divina ironia che, proprio nell’estate in cui l’Unione Europea è stata dichiarata specie a rischio di estinzione, si sia realizzata a Madrid una delle Giornate Mondiale della Gioventù più grande di tutti i tempi.

Una giornata che ha visto una gioventù entusiastica radunarsi intorno al Vicario di Cristo. Una gioventù che al 72% si dichiara “cattolica, apostolica, romana”; una gioventù che al 88% è praticante; una gioventù che all’80% onora Benedetto XVI come “capo della Chiesa”; una gioventù che al 74% obbedisce al Magistero della Chiesa; una gioventù — oh sorpresa! — che al 67% vota centro-destra (1).

Il contrasto non poteva essere più stridente.Forse è giunto il tempo che i fautori dell’Unione Europea la smettano con i loro decrepiti schemi ideologici e comincino invece ad sentire questa voce che, se non altro per motivi anagrafici, risuona come la voce del futuro.

1. Sondaggio realizzato dal settimanale francese La Vie.

Categoria: Ottobre 2011

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