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2012

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Passio Christi, Passio Ecclesiae

 

   La Quaresima è, per definizione, un “tempo forte”. Un periodo in cui Santa Madre Chiesa ci invita a raccoglierci in preghiera e meditazione, contemplando la Passione e Morte di Nostro Signore Gesù Cristo. Non a caso, il colore liturgico è il viola. Colore della serietà, del dolore e della sofferenza, ma anche della penitenza, che è l’anticamera della conversione, meta verso la quale dobbiamo sempre tendere.

   Chi ha conosciuto Plinio Corrêa de Oliveira può attestare quanto il suo contegno diventasse man mano più serio e raccolto all’avvicinarsi della Settimana Santa. Egli viveva i passi culminanti della vita terrena di Nostro Signore quasi come se lo toccassero nella propria carne. Ne sono prove, per esempio, le sue magnifiche meditazioni sulla Via Crucis, universalmente acclamate proprio perché, leggendole, si sente che sgorgano dal più profondo dell’anima.

   Ma non era solo la sacra Passione di Nostro Signore a richiamare in modo così forte la sua attenzione. Anche quella della Chiesa, il Corpo Mistico di Cristo, lo addolorava profondamente. Più di una volta egli si definì un vir dolorum, tanto tale passione lo colpiva nel suo intimo. Infatti, le uniche due volte in cui egli pianse in pubblico fu proprio nel corso di conferenze sulla situazione di crisi in cui versava Santa Romana Chiesa dalla metà degli anni sessanta.

   Ed ora, che cosa pensare della terribile persecuzione che si è abbattuta sulla Chiesa di Cristo in questo inizio di Millennio?

   Mentre le “primavere arabe” si trasformano, una ad una, in “inverni islamici” minacciando la stessa sopravvivenza della Chiesa in molti Paesi, una strisciante “cristianofobia” punta a cancellare ogni manifestazione pubblica di Fede nell’Unione Europea, a tal punto da provocare la protesta dell’allora vice-presidente del Parlamento europeo, on. Mario Mauro: “Questa Europa è troppo laicista per difendere i cristiani”.

   In diversi Paesi è in corso un vero e proprio esodo dei cristiani. “C’è in corso un fenomeno di esodo che riguarda soprattutto i cristiani”, denuncia S.E.Mons. Antonios Aziz, vescovo di Ghizeh, Egitto. “Oltre un milione di cristiani hanno lasciato il Paese. La situazione è drammatica”, riferiscono i vescovi iracheni. In questo scenario, il rischio che l’intera cristianità araba possa sparire non è affatto impensabile.

   E a casa nostra? L’autorevole Observatory on intolerance and discrimination against Christians in Europe ha documentato ben 508 casi di “cristianofobia” nel 2011. In Francia i Renseignements Généraux (i servizi d’informazione) hanno registrato 522 atti vandalici contro luoghi di culto cattolici nello stesso periodo, comprese 52 chiese bruciate.

   Sanguis martyrum semen Christianorum.

   Così come la morte in croce di Nostro Signore Gesù Cristo fu il preannuncio della Sua gloriosa Risurrezione, così come la terribile mietitura di martiri nei primi secoli della Chiesa pose le fondamenta per la Civiltà cristiana medievale, siamo sicuri che l’attuale persecuzione altro non sarà che il preludio al trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

   La Chiesa è costruita sulla roccia di Pietro. Niente la può abbattere. Un giorno vedremo svanire i vari Diocleziano, Stalin, Hitler e Bin Laden della storia davanti al Sol Iustitiae che, dopo ogni periodo di provazione, risorge sempre più raggiante.

Categoria: Marzo 2012

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