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2012

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Una visione cattolica della vita contadina

 

di Plinio Corrêa de Oliveira

 

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Sono le sei del pomeriggio. Il lavoro della giornata è finito. Una nobile tranquillità avvolge la vastità dei campi, invitando al riposo e al raccoglimento. Il crepuscolo dorato trasfigura la natura, facendo brillare in tutte le cose un riflesso lontano e soave della inesprimibile maestà di Dio.  Si sente lo scampanio dell’Angelus, attenuato dalla distanza. È la voce cristallina e materna della Chiesa invitando alla preghiera. Pregano i contadini. Sono due giovani il cui aspetto dimostra ad un tempo salute e la consolidata abitudine al lavoro manuale. Sono vestiti  in maniera rustica, ma in loro tutto fa trasparire purezza, elevazione, naturale delicatezza di anime profondamente cristiane. La loro condizione sociale modesta è in qualche modo trasfigurata e illuminata dalla loro pietà, che incute rispetto e simpatia. Nelle loro anime rifulgono i raggi dorati del sole, non quello materiale ma un sole in ogni senso molto più elevato: la grazia di Dio. Veramente, il centro del quadro, il punto più alto dell’emozione estetica è la loro bellezza interiore.

La natura è linda. Ma non è altro che una cornice per la bellezza spirituale di queste anime riunite dal Figlio di Dio. Niente in questi contadin imanifesta turbamento o malessere. Essi sono interamente calati nel loro ambiente, nel loro lavoro, nella loro classe sociale. Quale altra dignità, quale altro destino potrebbe desiderare questa coppia?


Millet ha riunito in modo mirabile nella sua tela gli elementi necessari per comprendere la dignità del lavoro manuale nell’atmosfera placida e felice della vera virtù cristiana.


Evidentemente, non tutti i momenti della vita agreste sono così. Millet ha saputo cogliere, in ciò che si potrebbe definire un “flash” felice, un momento culminante della sua bellezza materiale e morale. Il suo quadro ha il merito di insegnare agli uomini a vedere i fulgori genuini e frequenti della fisionomia cristiana delle anime e delle cose in un ambiente semplice ma profondamente vivificato dalla Santa Chiesa.

 
(“Dois modos de ver a vida de campo”, Catolicismo, settembre 1951. Quadro: Jean-François Millet, L’Angelus, 1858-1859, Louvre)

Categoria: Ottobre 2012

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