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2013

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Plinio Corrêa de Oliveira e la logica ignaziana

 

Tutta la mia vita, da quando ho coscienza di me stesso, ho provato ammirazione nel sentire un raziocinio ben fatto. Quando sentivo gli adulti ragionare secondo i canoni classici della logica — premessa maggiore, premessa minore, conclusione e via dicendo — provavo un vero e proprio entusiasmo. Eccomi con settantacinque anni. Posso dire che il mio entusiasmo per la logica è solo aumentato.

Come sapete, io ho studiato nel Collegio San Luigi, dei Padri Gesuiti. Quando Mestre Costa, a quell’epoca ancora seminarista, cominciava a fare ragionamenti di carattere apologetico, io lo contemplavo letteralmente incantato. Mi piaceva seguire la sequenza degli argomenti, che andavano avanti e indietro, fino alla conclusione. Mi dilettavo con il suo spirito agile, docile, forte. Mi affascinava la sua intelligenza, allo stesso tempo forte e agile.

Sentivo un enorme sollievo dentro di me, come di un paralitico miracolato che potesse di nuovo camminare. Mi attraeva il modo in cui egli arrivava alla conclusione, inchiodando l’avversario contro qui stava idealmente argomentando. Si direbbe che l’avversario era quasi “pugnalato” dalla conclusione.Io pensavo: Un giorno anch’io imparerò ad argomentare in questo modo! Cosa tanto più necessaria quanto sapevo benissimo che io sarei arrivato a conclusioni con le quali la maggior parte dei miei contemporanei sarebbe stata in disaccordo.

Tutti gli “spiriti forti” che conoscevo allora erano intrisi di anticlericalismo ottocentesco: uomini baffuti, eleganti, sicuri di sé, intelligenti, autoritari. Sentendo le loro arringhe contro la Religione, io ribollivo di indignazione, ma ero ancora troppo piccolo per poter misurarmi con loro.

Vedendo come Mestre, poi Padre Costa “pugnalava” gli anticlericali con un’argomentazione molto solida, riducendoli al silenzio, pensavo che un giorno anch’io avrei fatto lo stesso. Mai la sua logica brillava tanto quanto mentre elogiava la Compagnia di Gesù e il suo fondatore, Sant’Ignazio di Loyola.

Analizzandolo con attenzione — io sono sempre stato portato all’analisi psicologica delle persone — riflettevo: “Egli è brasiliano, come me. Egli ha formato il suo spirito nello stesso ambiente brasiliano in cui io vivo. Ora, io non vedo questo rigore di logica nei miei connazionali. Quindi, è evidente che egli l’ha ottenuto dalla Compagnia, cioè da Sant’Ignazio di Loyola. Chissà se io provassi ad ammirare Sant’Ignazio come lui lo ammira, riuscirò anch’io a ottenere questa grazia? Ma per questo devo essere molto puro, interamente puro, intransigentemente puro. Perché tale spirito non è dato a chi non è puro. Comincerò per la purezza. Se sarò inflessibilmente puro, sono sicuro che prima o poi comincerà a nascere in me una logica come quella di Padre Costa, una logica come quella di Sant’Ignazio. Andiamo avanti!”

Un giorno, sentendo una lezione di Padre Costa, qualcosa successe nel mio spirito. È come se avessi acquisito, in modo spontaneo, un’altra visione delle cose, nella quale si fondevano tutte le logiche e tutte le coerenze possibili. Non è facile descrivere cosa sia successo. Non fu certo una visione, piuttosto la sensazione di aver acquisito un dominio della logica che andava oltre la logica comune. Era una specie di “super-logica”, uguale, per quanto potevo capire, a quella di Sant’Ignazio. Mi pareva di aver ricevuto da Sant’Ignazio la grazia della sua logica nel mio spirito. Era come se egli mi avesse trasmesso qualcosa del suo spirito, pur non essendo io un suo discepolo.

Sempre attento a non pensare a me stesso, allontanai il pensiero. Ritenevo che sarebbe impossibile un tale fenomeno in una persona misera come me. E non ci pensai più.

Solo molto dopo, nel vedere come anch’io avessi imparato ad argomentare e a “inchiodare” gli avversari, e rendendomi conto che ciò superava le mie capacità naturali, cominciai a formare la certezza che ciò derivasse dalla grazia concessami da Sant’Ignazio in quell’occasione. Dietro la logica vi è lo spirito logico, se volete il carisma della logica. È un carisma che mi è stato molto utile nella lotta contro la Rivoluzione, che è la negazione della logica.

Quella grazia, ricevuta quanto avevo undici anni, cancellò la mia mollezza e mi mise sulla via della logica, dalla quale trassi poi la mia energia e la mia combattività.

 

(Tratto dalla registrazione magnetofonica di tre riunioni di Plinio Corrêa de Oliveira: 08-04-1973, 09-11-1983 e 25-02-1988.  Senza revisione dell’autore)

Categoria: Marzo 2013

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