Testo

2013

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter

La Commissione di studi americani

 

Nel 1986 il prof. Plinio Corrêa de Oliveira creò una Commissione di studi americani, i cui componenti erano chiamati amichevolmente gli American boys. Vi facevano parte alcuni membri della TFP americana residenti in Brasile e altri ricercatori dediti allo studio della politica USA. Inoltre, vi partecipavano anche i dirigenti della TFP americana quando erano in visita in Brasile. La Commissione, sotto la protezione della Madonna Sedes sapientiae, in attività fino al 1992, ha realizzato in totale ben settantatré riunioni con il dott. Plinio.

 

Declino e speranza

In quegli anni si era diffusa la convinzione che gli Stati Uniti avessero ormai toccato lo zenith del loro sviluppo e fossero entrati nella fase calante. Si assisteva non solo a importanti trasformazioni di ordine geopolitico, come il passaggio da un mondo bipolare a uno multipolare, ma soprattutto a profondi cambiamenti nella stessa mentalità degli americani. Questi cambiamenti imponevano un’accurata analisi della realtà statunitense, al fine di poter realizzare un’azione contro-rivoluzionaria efficace.

Considerando gli avvenimenti in profondità, si evince che la rivoluzione più sconvolgente del XX secolo non è stata solo quella sovietica ma anche quella americana. Prendiamo un esempio: la quasi scomparsa delle maniere aristocratiche, col conseguente appiattimento della vita sociale, è da attribuirsi più al sorriso dei divi di Hollywood che alla smorfia di Lenin o di Stalin. Fu proprio in contrasto con questa mentalità che Plinio Corrêa de Oliveira formò il suo spirito (1).

Per il dinamismo del processo rivoluzionario, gli Stati Uniti sarebbero dovuti scivolare verso manifestazioni sempre più radicali dei propri postulati protestanti e liberali, arrivando al socialismo, al comunismo e perfino all’anarchia. Tanto più che, non essendovi reazioni di tipo contro-rivoluzionario che potessero porvi un freno, il terreno sembrava spianato. Ma non è stato così.

Per motivi che andrebbero approfonditi, l’americano medio attraversò tutte le vicende del secolo XX fermamente ancorato alla propria way of life, rifiutandosi di accompagnare le successive trasformazioni. Larghe fasce dell’opinione pubblica cominciarono a mostrare perfino una sorta di resistenza psicologica, per la quale tendevano a fermarsi sulla china rivoluzionaria, ricusando di procedere fino alle conseguenze più estreme degli  stessi postulati che avevano originalmente abbracciato e, anzi, reagendo contro di esse anche in maniera decisa.

Verso la fine degli anni ’50, si comincia a scorgere in crescenti settori dell’opinione pubblica americana, e soprattutto fra i giovanissimi, una certa sazietà nei confronti dell’American way of life, che aveva prodotto benessere materiale, ma aveva anche lasciato insoddisfatti aneliti profondi dell’anima (2).

All’epoca della Commissione americana, dunque, l’opinione pubblica statunitense si presentava all’analisi di Plinio Corrêa de Oliveira divisa in tre gruppi: uno, chiaramente in declino, composto da quelli ancora abbagliati dalla way of life hollywoodiana; un altro in cui, invece, questa cominciava a tramontare, producendo una certa sazietà e una sorta di  rifiuto ad andare oltre; infine — ed ecco la grande novità — un terzo gruppo in cui il tramonto della way of life hollywoodiana era accompagnato dall’anelito di qualcosa di fondamentalmente diverso.

 

Una “grazia nuova”

Un primo versante delle ricerche della Commissione venne diretto verso la riscoperta delle autentiche radici dello spirito americano, vale a dire quegli elementi di tradizione europea trasmessi attraverso l’influenza inglese, spagnola e francese, e poi apparentemente inghiottiti dalla valanga hollywoodiana. I risultati, a dir poco stupefacenti, furono raccolti in un volume pubblicato nel 1993 a Washington D.C.: «The United States: An Aristocratic Nation Within a Democratic State» (3).

Prendendo spunto dalla più moderna ricerca storica e sociologica, veniva fuori l’immagine di una nazione con robusti elementi di tradizione, una nazione aristocratica che vive sotto la coltre di uno Stato democratico. Un esempio tra mille: i family trusts. Contrariamente alla diffusa opinione che gli Stati Uniti siano un Paese di self-made men, cioè di fortune fai-da-te che salgono e scendono, le ricerche mostrano che la maggior parte del denaro sta nei family trusts, cioè fondi di investimento appartenenti alle famiglie tradizionali, che in questo modo riescono a mantenere il proprio status attraverso generazioni. In ogni stato della federazione, queste famiglie formano ambienti sociali assai raffinati e influenti, ma abitualmente ignorati dal gossip mediatico, interessato alle follie delle star del cinema.

La parte più importante delle ricerche della Commissione, però, si orientava al terzo gruppo sopra indicato, in cui al tramonto della way of life hollywoodiana si accompagnava un anelito verso qualcosa di fondamentalmente diverso. In più di un’occasione, il prof. Plinio Corrêa de Oliveira espresse la speranza che questo fenomeno fosse accompagnato da una “grazia nuova” che potesse portare alla conversione di un gran numero di persone, specialmente giovani. Conversione, è chiaro, alla fede cattolica, ma anche a un modo d’essere diverso da quello moderno finora dominante. Oltre alla causa ovviamente più importante e decisiva, cioè l’azione della grazia divina nelle anime, dal punto di vista umano tale conversione dipendeva da due fattori: l’effettiva consapevolezza che l’American way of life fosse in declino, con la conseguente ricerca di un modello alternativo; e la capacità della Contro-Rivoluzione di presentare un tale modello.


Società organica cristiana

Messo alle strette per difendere il proprio sistema, l’americano medio solitamente si barrica dietro un argomento: funziona! Inutile discutere a livello teorico. Applicando il nostro sistema, dicono, abbiamo costruito la nazione più ricca e più potente di tutta la storia, che ha dominato lo scenario mondiale per oltre un secolo.

Ora, è proprio questa bottom line delle certezze americane che oggi comincia a mostrare screpolature. Di più. La generale euforia degli anni d’oro aveva nascosto un fatto sostanziale: tutta quella ricchezza e tutto quel potere non avevano soddisfatto gli aneliti più profondi dell’anima. “Dietro la soddisfazione dei nostri concittadini col proprio progresso materiale si nasconde uno spirito di profonda tristezza e depressione”, commenta il sociologo Robert Lane.

In più di uno spirito comincia ad affiorare la domanda, impensabile fino a poco tempo fa: e se il problema fosse nel sistema? Finora tutte le soluzioni mese in pratica negli Stati Uniti si limitavano a infinite variazioni dello stesso modello. E se fosse arrivato il momento di cercare un modello alternativo?

Questo deve essere per forza un altro modello di comprovata efficacia. L’americano scappa dalle utopie. Tale modello si chiama società organica cristiana.

 

Ritorno all’ordine

Ecco il tema del libro recentemente presentato a Washington D.C.: «Return to Order. From a Frenzied Economy to an Organic Christian Society»Ritorno all’ordine. Da un’economia frenetica alla società organica cristiana. Scritto da John Horvat, direttore della TFP americana e membro della Commissione di studi americani, l’opera raccoglie e integra i commenti del prof. Plinio Corrêa de Oliveira nelle riunioni della Commissione.

Per la prima volta è presentato in modo sistematico il pensiero del dott. Plinio in alcune materie rilevanti quali l’economia moderna, la società organica e la realtà statunitense, mostrando una profondità di vedute che fa onore al grande leader cattolico.

“Nell’attuale situazione di crisi — leggiamo nell’introduzione — le nostre certezze cominciano a barcollare. Abituati alla stabilità e alla prosperità, siamo adesso confrontati con tragedie che ci costringono a questionare la nostra sensazione di essere vaccinati contro la sfortuna”. Dopo un’analisi di cosa sia andato storto nell’economia moderna e nel sistema americano, l’opera presenta una dettagliata disanima di ciò che dovrebbe essere una società cristiana organica, l’unica soluzione che va alla radice della crisi. Questa soluzione passa, però, per una conversione del cuore.

Il libro rivolge quindi un appello finale agli americani: “Che la nostra via sia quella della Croce e il nostro punto di riferimento sia Nostro Signore Gesù Cristo”.


Note_________________________________________________

1. Cfr. Come è nata in me l’idea della Rivoluzione e della Contro-Rivoluzione, in “Tradizione Famiglia Proprietà", ottobre 2012.

2. Per un’analisi più completa del fenomeno si veda Alle radici dell’anti-americanismo, in “Tradizione Famiglia Proprietà”, marzo 2004.

3. The United States: An Aristocratic Nation Within a Democratic State, Appendice a Plinio Corrêa de Oliveira, Nobility and Analogous Traditional Elites in the Allocutions of Pius XII. A theme illuminating American history, Hamilton Press, 1993, 545 pp.

Categoria: Marzo 2013

Iscriviti alla Newsletter

Inoltre se desiderate essere invitati alle riunioni pubbliche in una delle città sopra elencate, Vi preghiamo di selezionare la casella corrispondente.
FacebookTwitter