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2013

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Cassazione: sentenza pericolosa in tema di famiglia

 

Da tempo la Corte di Cassazione sta emettendo sentenze che indeboliscono l’istituzione della famiglia. Nel giugno 2011, per esempio, stabilì che le coppie di fatto sono equiparabili alle famiglie legittime in tema di risarcimento danni. All’epoca, Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, la definì “una sentenza storica”.

A gennaio è arrivata un’altra mazzata: la Cassazione difendeva i diritti delle coppie omosessuali per quanto riguarda l’affidamento dei minori. Il caso è nato da una causa di affidamento tra un uomo di religione islamica che aveva avuto un figlio con una donna italiana, che in seguito era andata a convivere con la sua compagna.

L’uomo ha contestato l’esclusivo affidamento del figlio accordato alla madre dalla Corte d’appello di Brescia, sulla base del fatto che il bimbo era inserito in una famiglia omosessuale per cui avrebbero potuto esserci “ripercussioni negative sul bambino”. La Cassazione gli ha dato torto, rigettando le motivazioni della richiesta come semplici “pregiudizi”.

E anche questa sentenza è stata definita “storica” dall’Arcigay.

Sono troppe le “sentenze storiche”. I Tribunali si stanno attribuendo un compito che non gli appartiene: quello di sovvertire gravemente l’assetto giuridico del nostro Paese. Tali sentenze sovvertono, inoltre, l’ordine naturale creato da Dio, fondato sulla differenza dei sessi e sulla costituzione della famiglia monogamica quale base della società. Lo Stato dovrebbe essere il guardiano dell’ordine naturale, non il suo contestatore. Uno Stato che in tal modo viola l’ordine naturale sta ponendo le condizioni per la sua rovina.

“Non si può costruire una civiltà attraverso le sentenze dei Tribunali — afferma monsignor Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina e presidente della Commissione Cei per il Laicato — Ci sono studi precisi, dal punto di vista psicologico e filosofico. Non può essere la legge a stabilire quale sia il rapporto migliore con i genitori. Né tocca a un Tribunale dire quale sia la situazione ottimale per un bambino”.

Il presidente della Prima sezione civile della Cassazione, Maria Gabriella Luccioli, ha cercato di chiarire il senso della sentenza. La Cassazione, secondo lei, si è limitata a confermare quanto già deciso dalla Corte d’appello di Brescia: che sia, cioè, preferibile che il bimbo viva con la madre piuttosto che con il padre violento. Resta il fatto, però, che nella sentenza la posizione di coloro che difendono la famiglia tradizionale, con le due diverse figure di padre e madre, è stata rigettata come semplice “pregiudizio”. Questo è un precedente gravissimo, che apre le porte all’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali.


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Per ulteriori approffondimenti:


1. Padre e Madre sono indispensabili per il normale sviluppo del bambino: http://www.atfp.it/2013/108-marzo-2013/822-padre-e-madre-sono-indispensabili-per-il-normale-sviluppo-del-bambino.html

 

2. Diritto ed omosessualità:  http://www.atfp.it/2013/108-marzo-2013/821-diritto-ed-omosessualita.html

 

3.  Verso una dittatura omosessualista?:  http://www.atfp.it/2013/108-marzo-2013/820-verso-una-dittatura-omosessualista.html

 

4. Di fronte alle sfide: Fede e coraggio:  http://www.atfp.it/2013/108-marzo-2013/819-di-fronte-alle-sfide-fede-e-coraggio.html


Categoria: Marzo 2013

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