Testo

2013

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter

Nella GMG, la difesa della civiltà cristiana

Un folto gruppo di membri del settore giovanile dell’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira (IPCO) ha partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù, tenutasi luglio scorso, a Rio de Janeiro. I ragazzi hanno distribuito 122 mila copie di un opuscoletto dove si invitano i giovani di tutto il mondo a difendere pubblicamente i dieci comandamenti della Legge di Dio.

Il testo è stato diffuso in vistose campagne pubbliche durante la visita di Papa Francesco in Brasile. Avvertendo che “esistono molteplici tentativi di demolire l’ordine sociale cristiano, e anche l’ordine naturale che dovrebbe prevalere nella società”, il manifesto dell’IPCO chiama “la gioventù cattolica del Brasile e del mondo a difendere, nella sfera pubblica, i perenni principi della civiltà cristiana”.

Ciascuno di questi principi è spiegato brevemente, in contrasto con gli attacchi che, in concreto, essi subiscono nel mondo di oggi. Alla fine, il documento dell’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira presenta la “grande missione” che la Provvidenza ha riservato ai giovani di oggi: “Promuovere il ripristino della civiltà cristiana in tutto il mondo, unica vera soluzione per l’attuale crisi mondiale”.

I giovani partecipanti alla GMG hanno accolto l’iniziativa con entusiasmo, a giudicare dalle molte dimostrazioni di solidarietà e di appoggio. Molti, soprattutto brasiliani, già conoscevano le attività dell’IPCO, avendo assistito alle sue campagne in altre città. Innumerevoli giovani hanno lasciato il proprio nome e indirizzo, nella speranza di mantenere un più stretto contatto. Di frequente gruppi di ragazzi, brasiliani e non, si avvicinavano ai membri dell’IPCO per farsi fotografare insieme a loro, attratti dall’atteggiamento cavalleresco e dai simboli, come gli stendardi e le cappe con l’effige del prof. Plinio Corrêa de Oliveira. Per vivacizzare la campagna, una banda suonava arie religiose, militari e tradizionali.

La campagna ha avuto notevole eco sia sulla stampa nazionale sia su quella internazionale. Il contatto diretto dei membri dell’IPCO con migliaia di giovani cattolici di tutto il mondo ha registrato, dunque, un bilancio nettamente positivo.

 

 

Irlanda: campeggio estivo

Una piccola penisola chiamata Our Lady’s Island (L’Isola della Madonna), circondata quasi completamente dal Mar Celtico, con al centro le rovine di un castello normanno che apparteneva a un crociato e un Santuario mariano costruito su un vecchio altare druida. Insomma, un angolo dell’Irlanda profonda. Ecco la location perfetta, scelta quest’anno per il 2013 Call to Chivalry Summer Camp organizzato dall’Irish Society for Christian Civilisation. Vi hanno preso parte una trentina di giovani provenienti dall’Irlanda, Scozia e Inghilterra, oltra ad una delegazione dalla Sicilia.

“In un mondo in crisi, la gioventù aspira a un ritorno all’ordine”. Ecco il tema di quest’anno, sviluppato dai diversi relatori. Alle riunioni seguivano visite culturali a luoghi storici, come il castello di Ballyhack, edificato dai Cavalieri templari, e l’abbazia di Tintern, distrutta dalla furia protestante nel secolo XVII. In un ambiente giovanile non potevano mancare i giochi. Molto apprezzati i giochi medievali, nei quali si sono sfidati due squadre. La Santa Messa quotidiana, celebrata in rito romano antico, e il Santo Rosario serale mantenevano un ambiente di elevata spiritualità.

In conclusione, i partecipanti sono stati messi davanti alle proprie responsabilità. Di fronte a un mondo in crisi, la Madonna esige da noi un impegno proporzionale alla crisi. La gioventù non è stata fatta per il piacere ma per l’eroismo!

 

 

Un libro della TFP francese: Gerarchie giuste e necessarie

 

Non esiste oggi trasformazione nella società che non tenda a un livellamento sempre maggiore, verso uno stato di cose completamente ugualitario. Tutto tende all’omologazione: la scomparsa delle formule di cortesia, l’omogeneità fra l’abbigliamento femminile e quello maschile, l’attenuazione delle differenze fra le diverse età, la confusione fra le classi sociali e via dicendo. Ha commentato un sociologo: “Contadini, artigiani, operai, impiegati, domestici, funzionari, militari, piccola, media e alta borghesia, aristocrazia ereditaria, tutto è stato passato al frullatore”. La conseguenza è una società sempre più appiattita, sempre più grigia, sempre più noiosa.

Questo movimento livellatore ha uno sfondo religioso. In effetti, secondo quanto sostengono i teologi, le differenze nell’universo sono la via per la conoscenza di Dio, Suprema Perfezione. Voler appiattire tutto dimostra, invece, un odio verso Dio.

Ecco il tema del più recente libro della TFP francese: «Gerarchie giuste e necessarie. L’ideale cattolico di una società fraterna perché armoniosamente gerarchica». Basata su documenti del Magistero pontificio, l’opera illustra la dottrina cattolica sulle gerarchie sociali, l’unica che può ispirare una società veramente fraterna. Tale fu, nel passato, la civiltà cristiana, i cui resti erano ancora assai visibili, per esempio, nella Belle Époque. “I cattolici si sono a poco a poco dimenticati che tale visione dell’universo aveva modellato un’autentica civiltà cristiana”, avverte il libro.

Oggi, mentre il mondo affonda sempre più nel caos, comincia a nascere in molti spiriti la nostalgia di un ordine naturale sano. Come il figlio prodigo, crescenti settori dell’opinione pubblica rimpiangono la rottura con la Tradizione, e anelano alla restaurazione della civiltà. Anelito che si manifesta, per esempio, nell’entusiasmo popolare per le feste di incoronazione e per i matrimoni dei reali. È proprio per venir incontro a tale anelito, dandogli una giustificazione dottrinale oltre che psicologica, che la TFP ha pubblicato il presente libro.

“La natura ha delle reazioni improvvise – si afferma in conclusione – L’uomo contemporaneo, ferito e maltrattato nella sua natura da uno stile di vita costruito su astrazioni, su chimere, su teorie vuote, si volta con meraviglia verso il bello delle cerimonie, verso il miraggio di un passato che il presente viola in ogni momento, e verso il quale la sua natura tende. È il momento di ritrovare l’ispirazione nella società organica tradizionale per dare un passo deciso verso il futuro!”

 

 

Un libro di Tradición y Acción, Colombia: La rivoluzione omosessuale

La rivoluzione omosessuale, ahimè, non è appannaggio dell’Europa. Fa strage anche in America Latina. Per fermargli il passo, la Sociedad Colombiana Tradición y Acción, consorella delle TFP, ha pubblicato il volume «La rivoluzione omosessuale. I rapporti omosessuali alla luce della dottrina cattolica, della legge naturale e della scienza medica».

“Il ‘matrimonio’ omosessuale è oggi al centro delle discussioni – esordisce il libro – I suoi patrocinatori vogliono equipararlo al matrimonio legittimo, che è quello fra un uomo e una donna. Questa è l’unica unione conforme alla legge naturale, fondamento della famiglia e della civiltà cristiana. La Colombia, purtroppo, non è estranea a queste polemiche”.

Diffuso sia tramite mailing sia in campagne pubbliche realizzate da giovani volontari, specialmente davanti alle chiese delle principali città, il libro ha ricevuto lettere di encomio da numerosi vescovi del Paese, naturalmente soddisfatti che un’associazione laicale si faccia avanti per difendere il Magistero.

Il libro procede a guisa di catechismo, con domande e risposte, per un totale di novantotto quesiti divisi in capitoli: — Concetti fondamentali — La rivoluzione omosessuale — Le falsità dell’“amore” omosessuale — Falsità che la scienza smentisce — “Matrimonio” omosessuale — Affrontando le lobby omosessualiste — Legge divina e Legge naturale — La morale cattolica e i dieci comandamenti Alla fine, un’ampia bibliografia, sia apologetica sia scientifica, permette al lettore interessato di approfondire l’argomento.

“Ciò che è in gioco – conclude il libro – non è solo il concetto di famiglia, ma qualcosa di molto più profondo che implica la radicale trasformazione della nostra civiltà”. Sembra che anche le lobby omosessualiste lo abbiano capito, a giudicare dalle loro reazioni scomposte, con tanto di accuse di “omofobia”, “fascismo”, “razzismo” e via dicendo, senza mai nemmeno tentare di abbozzare un argomento razionale. Sembra che abbiamo proprio toccato un nervo scoperto.

 

 

 

Categoria: Ottobre 2013

Iscriviti alla Newsletter

Inoltre se desiderate essere invitati alle riunioni pubbliche in una delle città sopra elencate, Vi preghiamo di selezionare la casella corrispondente.
FacebookTwitter