Testo

2013

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter

Intervista a Antoine Burckhardt

 

Francia: l’esempio della “Figlia Primogenita”

 

Nel Medioevo si diceva “Gesta Dei per Francos”. E ancor oggi, in pieno secolo XXI, la reazione popolare contro il “matrimonio” omosessuale è iniziata in Francia. Si tratta del movimento Manif pour tous Ne parliamo con un suo protagonista, lo studente Antoine Burckhardt

 

TFP: Come è nato il movimento Manif pour tous?

Antoine Burckhardt: Da otto anni ormai si tiene a Parigi, ogni gennaio, una Marche pour la vie. C’era quindi già una grande sensibilità sui temi che caratterizzano il nostro movimento. Anzi, credo che il baricentro dell’opinione pubblica francese si stia spostando sempre più a destra, come confermano anche i sondaggi. È stata, però, l’elezione di François Hollande, e concretamente la sua proposta di introdurre il “matrimonio” omosessuale, a far scattare la reazione di Manif pour tous (il cui nome scimmiotta lo slogan socialista “Mariage pour tous”). Nell’estate del 2012, rispondendo alla crescente pressione dei fedeli, il cardinale André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi, rivolse un appello a reagire contro tale proposta.

Nell’ottobre, la ministro della Giustizia Christiane Taubira presentò in Parlamento il disegno di legge, esigendo un iter abbreviato. La risposta fu immediata. Il 17 novembre venne convocata a Parigi la prima Manif pour tous. Aspettavamo 20 mila persone, che è la media per questo tipo di evento: ne arrivarono centomila! Evidentemente c’era qualcosa di nuovo nell’aria. Il 13 gennaio 2013, la seconda manifestazione radunò quasi un milione di persone sempre a Parigi, la più grande manifestazione della storia francese.

Vorrei subito sottolineare un particolare fondamentale: quella gente non manifestava per proteggere qualche interesse personale, ma in difesa di una certa visione della società, quella cristiana. Hollande aveva, infatti, dichiarato che il suo progetto non era solo quello di aprire il matrimonio agli omosessuali, ma di cambiare la civiltà francese. Un grande errore, secondo me, poiché si è tolto la maschera.

 

TFP: Quale fu la reazione del Presidente?

Antoine Burckhardt: Molto “democratica”… Egli ha ricevuto i leader del movimento per dieci minuti, con divieto di registrare o di scattare fotografie, giusto il tempo per ribadire che non ritirava il progetto. Questo, ovviamente, ci ha fatto arrabbiare ancor di più.

La stampa laicista sostenne che la manifestazione di gennaio era il canto del cigno dei cattolici. Invece, la terza Manif pour tous, convocata a Parigi il 24 marzo scorso, ha attirato un milione e mezzo di persone. I giornali laicisti hanno parlato di “una manciata di estremisti”. Ecco la loro obiettività!

Da allora, la Francia è entrata in una sorta di stato insurrezionale permanente. Manifestazioni si susseguono ogni giorno in diverse città. Per esempio, laddove giungano i membri del governo socialista, sono ricevuti da un “comité d’accueil”, un “comitato di accoglienza”, formato da giovani che inscenano una manifestazione spontanea di protesta contro il “matrimonio” omosessuale e la mancanza di dialogo con le autorità. Ciò costringe il governo a mantenere segreti gli spostamenti dei ministri, oppure a dover dispiegare un tale apparato di sicurezza che finisce per impegnarvi tutta le forze di polizia.

La reazione del governo è stata feroce: una repressione poliziesca quale non si vedeva dall’epoca del Sessantotto. Solo che allora era la sinistra a manifestare e il governo di centro-destra a difendersi, essendo perciò tacciato di “fascista”, “gorilla” e via dicendo. I ruoli si sono capovolti. Oggi è la sinistra che si comporta da gorilla! A mio parere anche questo è un errore, perché mostra un governo il cui unico argomento è la forza.

 

TFP: La legge, però, è stata votata.

Antoine Burckhardt: Sì il 17 aprile. Si pensava fosse la fine del movimento, invece è stato un nuovo inizio. Il 26 maggio, la quarta Manif pour tous ha radunato di nuovo un milione di persone a Parigi. Più di uno l’ha battezzato “il maggio '68 alla rovescia”. È veramente un cambio di epoca.

A questo punto vorrei rilevare un’altra caratteristica: la massiccia presenza dei giovani. La maggior parte dei manifestanti sono ragazzi e ragazze, oppure giovani famiglie con tanto di figli in carrozzina. In netto contrasto con le manifestazioni della sinistra, per esempio dei sindacati, dove si vedono solo persone adulte. Questo è un segno di speranza! Ciò che è in gioco è la nostra civiltà cristiana francese, e noi siamo disposti a difenderla con ogni mezzo legale e pacifico alla nostra portata. Noi non ci accontentiamo con l’essere a favore dei valori tradizionali, ma lottiamo per essi. Noi vogliamo un altro futuro.

Categoria: Ottobre 2013

Iscriviti alla Newsletter

Inoltre se desiderate essere invitati alle riunioni pubbliche in una delle città sopra elencate, Vi preghiamo di selezionare la casella corrispondente.
FacebookTwitter