Testo

2013

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter

Editoriale

 

“In tutto il mondo regnava la pace”

 

“Nell’anno 752 dalla fondazione di Roma, nel quarantaduesimo anno dell’impero di Cesare Ottaviano Augusto, quando in tutto il mondo regnava la pace, Gesù Cristo, Dio eterno, Figlio dell’eterno Padre, volendo santificare il mondo con la sua venuta, essendo stato concepito per opera dello Spirito Santo, trascorsi nove mesi, nasce in Betlemme di Giuda dalla Vergine Maria”.

Ecco un brano della Kalenda, antichissimo testo del Martirologio Romano poi inserito nella liturgia della veglia della Messa di Natale. La pace che regnava sul mondo era la Pax Augustea, durata dal 29 a.C., allorché Augusto dichiarò la fine della grande guerra civile romana del I secolo a.C., fino al 180, quando morì l’imperatore Marco Aurelio.

In particolare, era l’inizio della Pax Christiana. Nostro Signore Gesù Cristo è il Principe della Pace che, come ricorda S. Agostino, è la tranquillità dell’ordine: ordine interno nelle anime, col dominio della fede e della ragione sulla sensibilità sregolata; ordine nella famiglia e nella società, con l’armonia dei rapporti umani; ordine nel mondo, con l’assenza di guerre fra le nazioni.

La pace presuppone la giustizia: opus iustitiae pax. Senza giustizia non vi è possibilità di pace: non est pax impiis, dice il profeta (Is., 48, 22).

Vi può essere pace in un mondo che non riconosce il diritto alla vita del nascituro? In un mondo che chiude gli occhi di fronte alla persecuzione dei cristiani in terre a maggioranza islamica? In un mondo che conferisce status legale al “matrimonio” omosessuale, mentre mette a tacere chi insegna la dottrina della Chiesa? In un mondo che, invece di onorare la purezza, ostenta la trasgressione? No, davvero.

Può, dunque, stupire che un numero crescente di autori stiano parlando di malessere, di smarrimento, di depressione, di inquietudine e perfino di disperazione in riferimento allo stato di spirito dell’uomo contemporaneo? Come il figliol prodigo, però, qualcosa nella natura umana si sta ribellando. Le imposizioni dittatoriali dei partigiani del vizio contro natura stanno suscitando reazioni sempre più vivaci, anche in Italia.

D’altronde, dal più profondo dell’anima dell’uomo contemporaneo, cominciano a mani- festarsi aneliti di bellezza, di splendore, di meraviglioso troppo a lungo sepolti dal grigiore del mondo moderno. È il momento di accogliere il Principe della Pace che viene a portarci gioia e serenità. Ancora una volta la Sua luce squarcia le tenebre del mondo moderno ridandoci la speranza.

AccogliamoLo cantando “Puer natus est nobis est Filius datus est nobis, cuius imperium super humerum eius!” In questo Santo Natale, auguriamo ai nostri cari lettori le migliori grazie che, per mezzo di Maria Santissima, giungono copiose a un’umanità che ne ha sempre più bisogno.

Categoria: Dicembre 2013

Iscriviti alla Newsletter

Inoltre se desiderate essere invitati alle riunioni pubbliche in una delle città sopra elencate, Vi preghiamo di selezionare la casella corrispondente.
FacebookTwitter