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2014

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Fuochi attizzati per testimoniare

 

di Andrea Lavelli

 

Una delle reazioni più dinamiche e innovative contro la montante minaccia della dittatura omosessualista è rappresentata, senza dubbio, dalle “Sentinelle in Piedi”. L’esempio arriva dalla Francia, sull’onda della Manif pour Tous. Presenti in più di ottanta città italiane, le Sentinelle hanno realizzato decine di manifestazioni, soffrendo anche la violenza dei militanti omosessualisti.

 

Negli ultimi mesi, a chi si fosse trovato a passeggiare per le vie di numerose città d’Italia, può essere capitato di imbattersi in gruppi di centinaia di persone che occupavano un’intera piazza cittadina stando in piedi, immobili, disposti a scacchiera, tutti rivolti nella stessa direzione. Ognuno perfettamente in silenzio e intento nella lettura di un libro.

Si tratta delle “Sentinelle in Piedi”, che vegliano in questo modo pacifico e silenzioso, ma molto scenografico e di grande impatto, per dire un secco NO al ddl Scalfarotto, alle limitazioni alla libertà di pensiero che esso porterebbe e all’avanzata dell’ideologia di genere nel nostro Paese.

In un famoso passo della sua opera «Eretici», lo scrittore britannico Gilbert Keith Chesterton scriveva: “Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro”. Uno degli obiettivi delle “Sentinelle in piedi” è proprio questo: “accendere dei fuochi” per testimoniare ciò che al mondo c’è di più vero e naturale: che la famiglia è fondata sull’unione di un uomo e una donna, che un bambino per crescere ha bisogno dell’amore di una madre e di un padre e che non può in alcun modo essere approvata una legge che tolga a chiunque il diritto di affermare queste verità con la minaccia del carcere.

Infatti, le Sentinelle vogliono con le loro veglie silenziose portare all’attenzione di tutti la pericolosità del ddl Scalfarotto e il pericolo che costituisce per le libertà garantite dalla Costituzione: “Si tratta di un testo ambiguo e liberticida, in quanto non definisce giuridicamente il concetto di omofobia e lascia quindi tutto in mano all’interpretazione del giudice o di chi denuncia”, spiega Pietro Invernizzi, uno dei portavoce delle Sentinelle. “Sembra assurdo ma se la legge passa, chi si opporrà a matrimoni o adozioni omosessuali potrebbe rischiare una condanna penale e quindi il carcere”.

Durante le veglie sono molti i passanti che si fermano incuriositi per chiedere informazioni: alcune Sentinelle portavoce sono incaricate di accogliere queste persone e spiegare loro i motivi della veglia. Seguendo un piano ben stabilito, il ddl è stato presentato e discusso in parlamento nell’estate scorsa, in un momento di grande turbolenza politica e attraverso discussioni parlamentari notturne, a riflettori spenti, nel più completo silenzio dei media.

Per questo è importante “accendere fuochi”, svegliare le coscienze intorpidite di chi ci sta attorno, attirare l’attenzione sulla possibilità che anche in Italia, come in altri Paesi europei, venga tolta la libertà di esprimere un’opinione contraria a quelle dettate dall’ideologia di genere che afferma che la differenza sessuale non è definita dalla natura e che il sesso di una persona non sia dato dal fatto che uno nasca maschio o femmina, ma da una libera scelta.

Le Sentinelle testimoniano la convinzione che una delle sfide decisive dei giorni nostri è quella di scuotere le coscienze degli uomini che la dittatura del relativismo vuole invece soffocare o mettere a tacere, riportando l’attenzione di tutti sulla famiglia. Mentre l’ideologia di genere viene imposta nel silenzio di tutti nelle scuole e negli apparati legislativi, arrivando addirittura a perseguire e isolare chi si schieri apertamente per la famiglia naturale, le Sentinelle vogliono essere una testimonianza per tutti che è ora di aprire gli occhi e reagire.

“Con la nostra presenza numerosa e silenziosa nelle piazze di tutta Italia ribadiamo che non è possibile zittire le coscienze di chi ha gli occhi aperti e la coscienza vigile”, specifica Raffaella Frullone, del coordinamento Sentinelle in Piedi. “Fino alla scorsa primavera non avrei mai pensato di scendere in piazza, forse perché fino a ieri alcune cose si davano per scontate. Non immaginavo che anche in Italia in pochi mesi potesse nascere una rete così capillare e numerosa pronta a mobilitarsi, a vegliare su quello che accade, a dire no a leggi dalla portata liberticida”.

Con la crescita delle Sentinelle, la risposta del movimento omosessualista non si è fatta attendere e alcune veglie sono state disturbate, in alcuni casi anche pesantemente, da rumorose contromanifestazioni. La piazza più calda, sino ad ora è quella di Bergamo. Nel corso della veglia dello scorso 7 novembre duecento Sentinelle sono state fronteggiate da un gruppo di attivisti LGBT e dei centri sociali che non hanno mai smesso di provocare i veglianti.

Ancora più inquietante l’episodio che si è verificato un mese dopo sempre nel capoluogo orobico, quando un gruppo di giovani dei centri sociali ha riempito di insulti 130 sentinelle: la polizia ha dovuto formare un cordone per impedire che venissero aggredite fisicamente. Dopo qualche tempo le forze dell’ordine sono state costrette a chiedere alle Sentinelle di terminare la veglia in anticipo e a questo punto gli antagonisti hanno cercato di aggirare gli agenti per raggiungere i veglianti; solo il blocco della polizia è riuscita a evitare il peggio. Dai manifestanti sono partiti spintoni, calci e sputi agli agenti in assetto antisommossa. E alle sentinelle più di una minaccia: “Vi faremo la festa!”

In occasione dell’ultima veglia bergamasca del 18 gennaio, invece, le associazioni LGBT hanno inscenato un corteo di protesta contro le Sentinelle additate come “omofobi di nuova generazione”. Anche in altri capoluoghi le veglie hanno subito contestazioni simili, sempre bollate e condannate dai gruppi LGBT con l’accusa di “omofobia”.

Questi episodi gettano una sinistra luce sull’avanzata della dittatura gender in Italia. Una dittatura che pretende di omologare ogni pensiero e di zittire qualsiasi opinione contraria marchiandola come “omofoba” e arrivando al punto di ricorre anche alla violenza.

Ora, la domanda che le Sentinelle si pongono è questa: se già da ora è possibile essere additati come omofobi, pur restando in silenzio per chiedere nient’altro che il rispetto per la propria libertà di espressione, cosa succederà quando la legge Scalfarotto verrà approvata? Ecco perché le Sentinelle continueranno a vegliare e a essere presenti nelle nostre città: per difendere la libertà di espressione di ognuno, specie quando si tratta di difendere i “valori non negoziabili”, quelli che stanno alla base della nostra Civiltà.

Ma d’altronde anche questo era stato previsto da Chesterton: “Spade verranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi d’estate”.

Categoria: Marzo 2014

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