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2014

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Il miracolo della Madonna della Neve

di Pier Paolo Picano

 

La sacra Tradizione ci tramanda il ricordo dell’apparizione mariana che diede origine alla costruzione della Basilica di Santa Maria Maggiore e alla memoria liturgica che si onora il 5 agosto di ogni anno.

Santa Maria Maggiore è una delle quattro basiliche papali di Roma, eretta su uno dei setti colli della Città eterna, l’Esquilino: un autentico gioiello dal punto di vista artistico. La struttura originaria paleocristiana è stata arricchita nei secoli da vari e significativi elementi. Ci preme ricordare che nella basilica è custodita la reliquia della Sacra Culla che accolse Nostro Signore alla nascita e la Salus Populi Romani, icona bizantina raffigurante la Madonna con il Bambino, dipinta secondo la tradizione da San Luca. Tale immagine, intensamente venerata nel corso dei secoli dai fedeli, è stata più volte oggetto di profonda devozione da parte di diversi papi.

Veniamo ora ai fatti. Siamo al tempo del pontificato di Liberio (352-366), papa, romano di nascita, che ebbe sporadici contrasti sia con l’imperatore Costanzo II, favorevole all’Arianesimo, sia, ovviamente, con l’imperatore Giuliano l’Apostata. In principio, Papa Liberio osteggiò decisamente il primo, figlio di Costantino il Grande, per difendere la dottrina di Sant’Atanasio, vescovo di Alessandria d’Egitto, impegnato ad avvalorare il credo sulla natura di Cristo contro le pretese dei seguaci di Ario che negavano la divinità di Nostro Signore. In seguito, purtroppo, egli si piegò ai dettami di Costanzo II sconfessando il grande Santo e Dottore della Chiesa. Contro l’imperatore Giuliano, invece, caldeggiò senza indugi il Concilio di Nicea (325) ove tra i diversi pronunciamenti si condannava nettamente proprio l’arianesimo, riabilitando in parte la “caduta” avuta con il precedente regnante.

La storia ha origine dalla pia iniziativa di un nobile e ricco romano di nome Giovanni e della sua consorte che decisero, non avendo figli, di offrire alla Santa Vergine la costruzione di una chiesa investendo tutti i loro beni. Nella notte tra il 4 e 5 agosto dell’anno 352, la Madonna apparve in sogno agli sposi, dicendo che avrebbe indicato con un miracolo dove sarebbe dovuta sorgere una basilica a Lei dedicata. I coniugi corsero immediatamente da Papa Liberio, che accolse con stupore la notizia. Anch’egli aveva fatto lo stesso identico sogno. Questa vicenda attesta che, sin dai primi secoli, i fedeli cristiani erano profondamente devoti a Maria e che, talvolta, le intenzioni nobili e pure possono avere, pur non ricercata, una bellissima e inaspettata ricompensa.

Si recarono sul luogo indicato, l’Esquilino e poterono ammirare il miracolo compiuto. Una copiosa nevicata aveva coperto la sommità del colle in piena estate. Il Papa tracciò il perimetro della nuova chiesa, seguendo la superficie coperta di neve e i nobili coniugi sostennero, come promesso, le spese per costruzione.

La chiesa fu chiamata “liberiana” in onore del Pontefice o anche, dal popolo ad nives, della neve. Papa Sisto III (432-440), fece abbattere l’edificio precedente e con parte del materiale di recupero, fece erigere una nuova grande chiesa. Prese tale decisione anche in armonia con il concilio di Efeso (431) dove si era pronunciato solennemente la Maternità Divina di Maria. Alla santa Vergine andava dedicato un magnifico tempio. Una volta terminata, nessun’altra chiesa, a Roma, era così imponente e bella. Qualche decennio dopo alla Basilica di Santa Maria venne attribuito il titolo di Maggiore per indicarne la preminenza su tutte le altre chiese dedicate alla Madonna.

Ancora oggi, a Roma, la sera del 5 agosto si ricorda il miracolo. Oltre a celebrare l’ufficio liturgico, viene lanciata dall’alto della cupola della Cappella Paolina, ove si conserva l’immagine della “Salus Populi Romani”, una cascata di petali bianchi di rosa.

La Basilica di Santa Maggiore non solo rappresenta un’opera di evidente bellezza, ma soprattutto ci aiuta a comprendere che la Cristianità ha una ricchezza di elementi ineguagliabili. Bellezza, come detto: il campanile romanico, il più alto di Roma, le cappelle Paolina e Sistina, i quattro organi, gli splendidi mosaici e il soffitto cassettonato, impreziosito dal primo oro delle Americhe, non possono che destare stupore e meraviglia in colui che visita il luogo sacro. Devozione religiosa: la reliquia della Sacra Culla e l’icona venerata da fedeli e papi nei secoli, aiutano coloro che cercano conforto e raccoglimento per la preghiera. Storia: la costruzione, che risale ai primi secoli del Cristianesimo, è testimonianza di antichità e, sorprendentemente, ha attraversato i secoli incolume, nonostante le avversità che hanno colpito la Città nel corso della sua storia. Miracolo: tutto ciò trae origine da un evento di natura prodigiosa, il cielo si apre e manifesta la sua attenzione e benevolenza alle nostre preghiere. Generosità: un atto disinteressato ottiene inaspettatamente un dono più grande, essere beneficiati della visita di Maria. Tradizione: l’evento viene onorato nella memoria liturgica e dalla cascata di petali di rosa.

Categoria: Giugno 2014

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