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2014

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Editoriale

 

Nella più profonda oscurità apparve Gesù Cristo

 

“Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano nelle tenebre una luce rifulse… Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato: Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della Pace”.

Sono le parole del profeta Isaia, riferite alla nascita di Nostro Signore Gesù Cristo. I commentatori ritengono che le tenebre che coprivano la terra quando nacque il Salvatore si riferissero all’idolatria dei gentili, allo scetticismo dei filosofi, alla cecità degli ebrei, alla durezza dei ricchi, alla ribellione e all’ozio dei poveri, alla crudeltà dei sovrani, ai guadagni illegittimi degli uomini d’affari, all’ingiustizia delle leggi, alla difettosa costituzione dello Stato e della società.

Fu nella più profonda oscurità che Gesù Cristo apparve come una luce.

Qual è la missione della luce? Evidentemente, dissipare le tenebre. Difatti, a poco a poco, esse cedettero. E, nell’ordine delle realtà visibili, la vittoria della luce consistette nell’instaurazione di una civiltà cristiana che, al tempo del suo apice e malgrado le imperfezioni inerenti a ciò che è umano, fu un autentico regno di Cristo sulla terra.

Sono passati duemila anni, e il mondo è di nuovo sommerso nelle tenebre. Mentre si uccidono i bambini – proprio come facevano i cananei, sacrificandoli al dio Moloch – l’omosessualità è ostentata in sfarzose sfilate “pride” – non diversamente da quanto facevano molti popoli primitivi. La famiglia, colonna della società, è sotto attacco: divorzio, contraccezione, aborto, fecondazione artificiale, coppie di fatto, ideologia gender, tutto cospira per la sua distruzione. La pedofilia è dilagante. L’eutanasia è ormai legittimata in molti paesi, mentre l’uso delle droghe diventa la norma, specie fra i giovani.

Dopo secoli di pesante letargo, sulla fine del secolo scorso si è risvegliato l’islam fondamentalista. E oggi, grazie a fazioni radicali come l’ISIS, minaccia il cuore della cristianità. La Chiesa cattolica è in procinto di scomparire dall’Oriente Medio.

Tutto ciò, però, non è preoccupante quanto la situazione della Santa Chiesa, nostra Madre e Signora, indicibilmente amata, segno visibile della presenza del Salvatore in mezzo a noi.

Il recente Sinodo dei vescovi sulla famiglia ha fatto venire a galla opinioni talmente divergenti tra gli stessi cardinali, in materie nelle quali non ci potrebbe essere nessuna variazione, visto trattarsi del dogma morale, che molti si sono chiesti: dov’è il Magistero? Se, almeno, dall’alto venisse una parola chiarificatrice. Purtroppo, come ha dichiarato il cardinale Raymond Burke: “A molti la Chiesa sembra una barca senza timoniere”.

Poche settimane dopo il Sinodo, l’Incontro dei Movimenti popolari ha portato in Vaticano la sinistra marxista, specialmente latinoamericana. “Noi marxisti lottiamo insieme al Papa”, ha dichiarato uno degli organizzatori. I cattolici si sentono smarriti.

In mezzo a queste tenebre, però, ancora una volta la luce rifulge. Fra poco sarà Natale, e il Bambino Gesù tornerà a nascere nelle nostre chiese, nei nostri presepi, nei nostri cuori. Nascerà di nuovo per portarci, ancora una volta, la luce, e con essa la speranza di un ribaltamento dell’attuale situazione, avvisaglia della restaurazione della Civiltà cristiana.

Come duemila anni fa, di nuovo la luce dissiperà le tenebre!

Categoria: Dicembre 2014

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