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2015

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Think tank americano avverte sui rischi dell’ambientalismo

 

di Juan Miguel Montes

 

Lo scorso 28 aprile si è svolto in Vaticano un vertice sul cambiamento climatico, organizzato dalla Pontificia Accademia delle Scienze, dal titolo “Protect the Earth, Dignify Humanity. The Moral dimensions of Climate Change and Sustainable Development”, incentrato sulla necessità di azioni concrete per combattere il riscaldamento globale. Si è trattato di un incontro propedeutico alla pubblicazione dell’enciclica papale su temi ambientali, prevista verso la fine del mese. Questa incursione in campo prettamente scientifico ha sollevato non poche perplessità. In concreto, un think tank americano ha organizzato a Roma una conferenza parallela, per puntualizzare alcuni aspetti del problema.

 

In contemporanea con la riunione tenutasi in Vaticano alla Pontificia Accademia delle Scienze (28 aprile u.s.) sul tema del cambiamento climatico, si è svolta un’altra conferenza, ospitata in un paio di alberghi di via della Conciliazione, promossa da scienziati, prevalentemente americani, che contestano le tesi ricorrenti nei grandi media e assunte come proprie dalle Nazioni Unite circa il presunto pericolo del riscaldamento globale del pianeta.

Due posizioni in contrasto, in un campo che appartiene più alla ricerca scientifica che alla politica o alla religione.

Infatti, alla prima conferenza tenutasi alla Casina Pio IV nella Città del Vaticano, hanno partecipato il segretario generale delle Nazioni Unite, il presidente della Repubblica italiana e tra i relatori, Jeffrey Sachs, insigne economista di Harvard, direttore dell’UN Sustainable Development Solutions Network.

La conferenza alternativa ha fatto invece capo all’Heartland Institute, principale think tank nel mondo tra quelli che si definiscono scettici sulla diffusa tesi del cambiamento climatico. A questo scopo i convenuti si sono proposti di far pervenire un lungo e articolato messaggio a Papa Francesco, che possiamo riassumere in una frase, coniata dagli stessi organizzatori: “Santità, non c’è una crisi di riscal- damento globale”.

Gli scienziati riuniti nella conferenza alternativa diffidano che le autorità ecclesiastiche cattoliche, nonostante la loro lodevole volontà di migliorare le condizioni di vita nel pianeta, specialmente quella dei più poveri, possano essere disinformate da lobby che sostengono la tesi del riscaldamento globale con una finalità eminentemente ideologica e a-scientifica. È proprio per questo motivo che hanno voluto offrire una sintesi dei loro studi, chiedendo alla Santa Sede di non dar fede al lavoro compiuto dal Gruppo Inter-governativo sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite (IPCC).

La conferenza promossa dalla Pontificia Accademia delle Scienze è stata intitolata “Proteggere la terra, nobilitare l’umanità: le dimensioni morali del cambiamento climatico e dello sviluppo sostenibile” al fine di “suscitare consapevolezza e costruire un consenso” fra la gente di fede sulle presunte conseguenze catastrofiche che l’attività umana starebbe arrecando alla Terra. L’Heartland Institute ritiene che, così impostate le cose, si rischi di conferire autorità morale a una agenda “politicizzata” e “a-scientifica”.

Inoltre, l’Heartland Institute accusa l’economista Jeffrey Sachs, vera superstar dell’incontro vaticano, di “ricusarsi di riconoscere che, allo stato attuale, i dati disponibili rivelano che le emissioni di gas serra causate dagli umani non stanno causando alcuna crisi e che, quindi, non c’è bisogno di un riordinamento delle economie globali”, il quale porterebbe a una “massiccia riduzione della libertà umana e della prosperità”.

Il messaggio degli esperti di Heartland a Papa Francesco suona così: “La preghiamo di non mettere l’enorme peso della Sua autorità morale al servizio dello screditato IPCC. (...) Invece La sollecitiamo a parlare dei poveri e diseredati del mondo, che hanno bisogno di energia sicura e accessibile per fuggire dall’estrema povertà”.

“Stiamo portando al Vaticano – aggiungono – un messaggio di verità. Il riscaldamento globale non è una crisi. I poveri del mondo soffriranno orribilmente se l’energia sicura – vero motore della prosperità e di una vita migliore – diventerà sempre più costosa e meno sicura a causa di un decreto dei pianificatori globali”.

Categoria: Giugno 2015

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