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2015

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Perù: risveglio conservatore

 

di Rafael Morales



“Un oceano di persone sullo sfondo dell’Oceano Pacifico”. Così ha descritto una giornalista la V Marcha por la Vida, che si è svolta lo scorso 21 marzo a Lima, Perù. Si riferiva, in particolare, all’atto conclusivo della Marcia, sul lungomare Miraflores, presieduto dal cardinale Juan Luis Cipriani, arcivescovo di Lima. Il giorno prima, seimila giovani avevano incontrato il porporato per ricevere da lui la missione di difendere la vita e la famiglia.

La folla, stimata in oltre mezzo milione di persone, ha sfilato lungo l’Avenida Brasil fino a raggiungere la Costa Verde. L’intento della Marcia era dire sì alla vita e no all’aborto, ma anche sì alla famiglia e no all’agenda LGBT. Nel condannare i politici che propongono leggi contro la famiglia, il cardinale ha così affermato: “La famiglia naturale e cristiana va difesa con tutte le nostre forze! Questa è una generazione forte, il futuro della Patria. Noi siamo un Perù che difende la vita, il matrimonio e la famiglia!”.

La Marcha por la Vida si inserisce nel contesto di un rinnovato spirito conservatore che si fa sentire sempre più forte in Perù.

In proposito, sul quotidiano peruviano “La República” l’opinionista di sinistra Pedro Salinas, nell’articolo “Il conservatorismo va di moda”, parlando dei “movimenti in ascesa”, ha menzionato l’Opus Dei, i Legionari di Cristo, il Sodalizio di Vita Cristiana e Tradizione Famiglia Proprietà: “Stiamo parlando di gruppi fondamentalisti e radicali (sic), che vanno controcorrente alla modernità e alla laicità dello Stato, e che intendono instillare le proprie idee e posizioni nell’opinione pubblica e nell’ambito politico, col proposito di penetrare il sistema democratico per farvi incidere i loro particolari concetti di ‘famiglia’ e di ‘vita’, e per influenzare a fondo le leggi e le decisioni del Potere Esecutivo”.

Questa rete conservatrice, secondo Salinas, si è inserita nel dibattito politico, facendo una potente azione di lobbying. “Ci si domanda – conclude Salinas – si non esista l’intento di trasformare Lima nell’ epicentro conservatore più grande dell’America Latina” (“La República”, 5 aprile 2015).

A marzo, con quattro voti di scarto, la Commissione giustizia della Camera ha respinto un ddl sulle “unioni civili”. Il disegno intendeva instaurare in Perù “un nuovo modello di famiglia”. Immediata la reazione delle associazioni pro-famiglia, tra cui la TFP, che hanno fatto pervenire al Congresso migliaia di messaggi di protesta.

Categoria: Giugno 2015

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