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2015

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Considerazioni sull’anima russa

di Plinio Corrêa de Oliveira

 

Se fosse esistito uno Zar contro-rivoluzionario, quale sarebbe stata la sua politica?

Prima di tutto, è ovvio che si sarebbe convertito alla religione cattolica e l’avrebbe stabilita su tutto il territorio russo. Poi, dal punto di vista temporale, egli avrebbe dovuto trovare nella Chiesa alcuni teologi, molto avveduti e di grande caratura intellettuale, invitandoli a studiare e risolvere un punto fondamentale: qual è la vera anima russa?

Parlo dell’anima russa di prima di Pietro il Grande, che terminò col Medioevo. Molto della vera anima russa continuò a vivere anche dopo Pietro il Grande, come un fiume sotterraneo e possente, perché la Russia non era Pietro. Pietro introdusse una nuova civiltà che galleggiava sulla vera anima russa un po’ come la panna sul latte. Si tratterrebbe, dunque, di individuare questa anima, seguendo le sue variazioni fino ai giorni nostri.

In secondo luogo, tenendo tale anima in vista, sarebbe necessario sviluppare una confutazione in regola della Rivoluzione, come essa è stata introdotta in Russia con l’influenza della cultura occidentale. In terzo luogo, sarebbe necessario studiare non solo gli aspetti rivoluzionari dell’influenza occidentale, ma la cultura occidentale in sé, in quanto diversa da quella russa. Non c’è nessun motivo per occidentalizzare la Russia.

A partire da questi presupposti, si dovrebbe lanciare una crociata per ripristinare la vera anima russa, affermando con vigore: la Russia è così! Uno Zar che avesse fatto ciò sarebbe stato in grado di salvare l’Impero.

Purtroppo, successe esattamente il contrario. Mentre la nobiltà assumeva dall’Europa lo spirito liberale, laico e moderno, sorgeva un’intellighenzia liberale e massonica. Entrambi inocularono in Russia il cancro della modernità. In quel frangente, un vero russo sarebbe dovuto insorgere in favore della Russia tradizionale, cercando di ripristinarla prima che venisse spazzata via.

La vera anima russa stava più nel popolo che nelle élite, era presente nel cerimoniale di Corte, ma non negli uomini della Corte.

Pietro il Grande fu un po’ il Luigi XIV, un po’ il Napoleone e un po’ il Lenin della nuova Russia. Non sorprendono, dunque, gli elogi rivoltigli dagli ambienti massonici.

Mosca sarebbe per l’Oriente ciò che Parigi è per l’Occidente? Evidentemente sì, ma con un elemento in più: Mosca ha un lato religioso e metafisico che manca a Parigi, almeno alla Parigi post-medievale. Perché io ritengo la Parigi moderna l’esatto opposto di quella medievale.

(Brani di una conversazione informale del prof. Plinio Corrêa de Oliveira, probabilmente a metà degli anni Settanta. Senza revisione dell’Autore)

Categoria: Ottobre 2015

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