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2015

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Plinio Corrêa de Oliveira e Santa Teresina

Omelia di S.E. Mons. Athanasius Schneider

 

Cari fratelli in Nostro Signore Gesù Cristo!

Secondo il calendario della liturgia romana tradizionale, si celebra oggi la festa di santa Teresina di Gesù Bambino. La Divina Provvidenza ha fatto coincidere questa festa col giorno della nascita di Plinio Corrêa de Oliveira alla vita eterna. Santa Teresina è stata una profetessa dei tempi moderni quando ci ha ricordato che le grazie dell’infanzia spirituale sono il mezzo più efficace per giungere alla santità personale, e per lottare contro gli spiriti maligni e i nemici della Chiesa. Santa Teresina era una grande innamorata della Chiesa, e siccome la Madre della Chiesa è Maria, era anche un’anima totalmente mariana. Essere figlio autentico della Chiesa significa, allo stesso tempo, essere un’anima mariana. Santa Teresina scrisse: “Nel cuore della Chiesa mia Madre, io sarò l’Amore, così sarò tutto, così sarà realizzato il mio sogno”.

Queste parole di fuoco risuonano come un’eco nella seguente testimonianza personale di Plinio Corrêa de Oliveira del 1978, in occasione dell’anniversario del suo battesimo: “Questo è il mio atteggiamento di tutti i giorni, di tutti i minuti, di tutti gli istanti: cercare con lo sguardo la Chiesa Cattolica per essere permeato dal suo spirito, per averla dentro di me. E, anche se Essa dovesse essere abbandonata da tutti gli uomini, nella misura in cui ciò fosse possibile senza che cessasse d’esistere, io vorrei averla totalmente nella mia anima. Vorrei vivere soltanto per la Chiesa. Sicché, al momento della mia morte, io possa dire: Veramente, fui un uomo cattolico, tutto apostolico, romano, romano, romano!”.

Vir totus catholicus et apostolicus plene Romanus. Questo epitaffio, che possiamo leggere sulla tomba di Plinio Corrêa de Oliveira nel cimitero della Consolazione, rivela e riassume tutta la sua vita spirituale e la missione che Dio gli affidò. Essere cattolico, apostolico, romano significa essere infiammato di amore per la Chiesa, che è Cristo stesso nel suo Corpo Mistico. La Chiesa è il regno di Cristo per mezzo di Maria: “Regnum Christi per Mariam”, “Adveniat regnum Tuum per Mariam”. L’arrivo della piena realizzazione del Regno di Cristo nella Chiesa per mezzo di Maria, ecco il motto e il nucleo della dottrina e dell’apostolato di San Luigi Maria Grignion de Montfort. Si può dire che sia stato anche il cuore di tutta la vita e dell’opera del prof. Plinio.

Uno dei modi più efficaci per promuovere il regno spirituale di Cristo per mezzo di Maria è la consacrazione totale a Maria: la santa schiavitù di amore. La santa schiavitù è stata il cammino spirituale di molti santi che, alla scuola del Sacro Cuore, hanno imparato ad amare Dio e a fare la Sua santa volontà. Santi, quali san Giovanni Maria Vianney, san Giovanni Bosco, san Domenico Savio, santa Teresa, santa Gemma Galgani, san Pio X, san Pio da Pietrelcina e tanti altri santi del nostro tempo: hanno visto nella totale consacrazione alla Beata Vergine non una “semplice” devozione, ma una devozione perfetta, ciò quella voluta proprio da Gesù quando ci ha fatto figli di Sua Madre Santissima. Il prof. Plinio non solo ha vissuto fedelmente la santa schiavitù, ma è diventato un vero apostolo di questa consacrazione totale a Maria.

L’espressione intima della totale consacrazione a Maria, cioè della santa schiavitù, si mostra nel desiderio di un totale e incondizionato dono della propria vita in olocausto per diffondere il regno di Cristo e respingere il regno anticristiano. La voce interiore della grazia che ha parlato all’anima del prof. Plinio lo esortò ad abbracciare la lotta controrivoluzionaria. È come se un lampo profetico avesse attraversato le nuvole del suo futuro: non doveva morire, ma vivere per combattere. In questa lotta contro il regno anticristiano il prof. Plinio era guidato, nello spirito di santa Teresina, dal desiderio del dono totale di se stesso in olocausto per la Chiesa e per la civiltà cristiana.

Nel dubbio fra seguire la via della espiazione nel nascondimento, come santa Teresina che egli tanto ammirava, e la via della lotta contro-rivoluzionaria aperta, il prof. Plinio scrisse: “Decisi di abbracciare un aspetto della via insegnata da santa Teresina, che consiste nel non chiedere niente e di non negare niente a Dio Nostro Signore. Consiste nell’accettare tutto quanto Egli vorrà inviarci. ‘Si fieri potest transeat ad me calix iste’. Decisi di bere fino all’orlo qualsiasi calice Dio mi presentasse, consumando il mio sacrificio fino in fondo. Così ho smesso di chiedere checchessia per me a Nostro Signore e alla Madonna, abbandonandomi totalmente nelle loro mani”.

Tutte le fibre dell’anima di Plinio Corrêa de Oliveira agognavano per la lotta in difesa della Chiesa e della civiltà cristiana. Questa lotta non escludeva la possibilità di morire. Lui sarebbe stato felice di morire combattendo. La sua anima, però, ripugnava una morte senza combattimento: “Morire è bello. I martiri sono morti, le vittime della Rivoluzione francese sono morte. Offrire se stesso come vittima è bellissimo! Un paziente morendo nel letto può offrirsi come vittima. Santa Teresina di Gesù Bambino si è offerta come un agnello sacrificale. Ma la lotta ha una sua bellezza speciale!”.

In un’altra occasione egli disse: “Il bello non è chiedere a Dio che ci risparmi la lotta. Proprio il contrario! Mai la mia vocazione è più bella di quando io devo lottare! Qui appare la lotta in tutta la sua grandezza. Così la lotta assume il carattere di un’affermazione dell’Assoluto. Dio passa ad abitare nell’anima che lotta. Chi lotta per la Chiesa e per la civiltà cristiana sente nell’anima il tocco dell’Assoluto di Dio. Ed è questo che lo fa diventare un eroe, anche se egli dovesse morire schiacciato”.

Quella del prof. Plinio non era una lotta fisica e sanguinosa, come hanno dovuto affrontare per esempio i crociati, bensì la lotta culturale e morale contro i nemici della Chiesa, tipica dell’epoca in cui visse. A questo proposito egli scrisse: “Io non sto offrendo il mio sangue, ma la mia vita intera. Sono ore ed ore di attenzione, di sforzo, di applicazione, di impegno. Questa è la mia vita! Questo è il mio sacrificio affinché ogni colpo della Contro-Rivoluzione vada a segno. Io faccio questo con l’impeto col quale un crociato si lanciava all’assalto di Gerusalemme. È questo impeto che mi dà il coraggio di fare tanti sacrifici. Io vedo ogni piccolo o grande episodio della lotta contro-rivoluzionaria non come un atto noioso, difficile da compiere, un piccolo episodio della mia vita quotidiana. No! Lottando e sacrificandomi, la mia vita quotidiana è bagnata da una luce soprannaturale, si proietta in un ambiente molto più alto, molto più bello. In questa luce io vedo la bellezza di quanto sto facendo”.

Egli combatteva per la Madonna: “Se mi fosse dato di scegliere, io vorrei morire lodando la Madonna e, nonostante la mia età, vorrei morire combattendo, per esempio in difesa di una sua immagine. Vorrei essere seppellito in una chiesa, sotto l’altare, affinché ogni volta che il sacerdote vi celebrerà la Santa Messa, lo farà sopra il mio corpo”.

La Divina Provvidenza ha messo insieme due anime, due fiori sbocciati nel giardino spirituale del Carmelo: santa Teresina e il prof. Plinio, che per molti anni è stato membro, e anche priore, del Terz’Ordine Carmelitano, conservando questo spirito per tutta la vita. Queste anime erano tanto diverse nelle rispettive missioni esterne quanto vicine nella vita interiore. Un’anima era il piccolo fiore primaverile di Lisieux, l’altra il prof. Plinio Corrêa de Oliveira, un eccezionale miles Christi, un autentico cavaliere di Cristo nel nostro tempo. Solo Dio poteva accomunare un piccolo fiore primaverile e un cavaliere senza paura. Queste anime erano unite nell’ardente amore per la Chiesa, per la Beata Vergine Maria, nell’olocausto incondizionato a Nostro Signore Gesù Cristo. Erano unite nella difesa del Regno di Cristo sulla terra per mezzo di Maria: Ad Jesum per Mariam!

La chiave per capire l’intensa vita spirituale, e l’eroico zelo per il Regno di Cristo, di queste due anime elette è la mediazione di Maria. A entrambi, la Madonna sorrise già in tenera età e li scelse per essere umili strumenti per confondere i potenti di questo mondo e il regno del male.

Nella festività di santa Teresina, nel ventennale della scomparsa di Plinio Corrêa de Oliveira, sentiamo le parole della Santa di Lisieux, “Vorrei cantare, Maria, perché ti amo. Il tuo nome è così dolce da farmi rabbrividire il cuore. Ben presto sentirò l’armonia della Tua voce. Ben presto ci vedremo nel bellissimo Cielo. Tu, che sei venuta e mi hai sorriso nell’aurora della mia vita, vieni di nuovo e sorridimi ancora una volta. Madonna, il giorno tramonta. Ma io non ho più paura dello splendore della tua gloria sublime. Con te ho sofferto e combattuto, e ora voglio cantare nel tuo grembo, o Maria, perché ti amo. Vorrei ripetere per tutta l’eternità: io sono tua figlia!”.

Amen.

Categoria: Dicembre 2015

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