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2016

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Canada: Rosario in piazza

Portata avanti dalla Canadian Society for the Defence of Christian Civilization, consorella delle TFP, la campagna Canada Needs Our Lady va a gonfie vele. L’iniziativa si prefigge la diffusione a livello nazionale della devozione alla Madonna di Fatima, nel centenario delle sue apparizioni, per attuare quella profonda conversione del cuore da Lei auspicata nel 1917.

Oltre alle visite in famiglia per incontri di preghiera e di spiegazione del messaggio di Fatima, la campagna organizza anche Rosary Rallies, cioè la recita del Santo Rosario in luoghi pubblici. Questo anche allo scopo di riportare la religione alla situazione dovuta: non soltanto una pratica “privata” o confinata alle chiese, bensì un elemento essenziale della vita pubblica canadese. Lo scorso 13 ottobre, anniversario dell’ultima apparizione di Fatima, si sono realizzati simultaneamente ben 350 Rallies in tutto il Paese.

Oltre a questa campagna, la Canadian Society for the Defence of Christian Civilization è anche impegnata a fondo nel movimento per la vita, partecipando attivamente a tutte le manifestazioni in difesa dei nascituri. A luglio, uno stuolo di giovani volontari dell’associazione ha preso parte alla National March for Life tenutasi a Toronto. Portando i loro simboli caratteristici, si sono uniti alle migliaia di persone che chiedono uno Stop al massacro degli innocenti.

Un’attività molto partecipata è il pellegrinaggio che, annualmente, i volontari dell’associazione compiono al santuario di Midland, Ontario, dove sorse nel secolo XVII la prima missione dei Gesuiti. Il 16 marzo 1649, la missione fu attaccata dagli indigeni Iroquois. Due sacerdoti, P. Jean de Brebeuf e P. Gabriel Lalemant furono martirizzati.

 

 

Germania: NO all’agenda LGBT

Domenica 30 ottobre si è realizzata a Wiesbaden, capitale dell’Assia, una manifestazione in difesa della famiglia. Convocata dalla Demo für Alle (ispirata alla Manif pour Tous francese), la manifestazione ha radunato migliaia di persone, comprese molte famiglie con bambini a seguito. Il motto era: “In difesa del diritto dei genitori, contro l’indottrinamento sessuale”. La Demo für Alle riunisce una quarantina di associazioni e movimenti pro-famiglia, tra cui Kinder in Gefahr (Bambini in pericolo), un’iniziativa della TFP tedesca.

Il motivo diretto della manifestazione è stato il progetto del governo regionale – controllato da una coalizione rosso-verde – di introdurre nelle scuole del Land l’educazione sessuale e l’iniziazione al gender. Secondo il “Programma per l’educazione sessuale nelle scuole pubbliche e professionali”, si vuole “impartire una conoscenza aperta e non discriminatoria per apprezzare la diversità e la varietà degli orientamenti sessuali e dell’identità di genere nella nostra società”.

Immediata la reazione dei gruppi pro-famiglia, che in pochi giorni hanno raccolto quasi 50mila firme contro il progetto governativo. “Questo progetto lede gravemente la libertà di espressione, l’autorità parentale, il diritto alla privacy dei minori, il diritto alla fede e la libertà di religione”, ha dichiarato nel discorso inaugurale a Wiesbaden la leader della Demo für Alle Edvige von Beverfoerde.

Il secondo oratore è stato Mathias von Gersdorff, della TFP tedesca, direttore della campagna Kinder in Gefahr. “Il progetto del governo regionale è una fallacia – ha affermato von Gersdorf – dietro la scusa di ‘tolleranza’ e ‘diversità’ si vuole sovvertire gravemente un’istituzione fondata sul diritto naturale, come la famiglia, ledendo non solo la libertà dei bambini alla Fede e alla religione, ma anche il diritto dei genitori a controllare l’educazione dei propri figli. Non possiamo permettere la manipolazione sessuale dei nostri bimbi”.

La campagna della coalizione pro-famiglia ha avuto molto eco sui giornali, sia locali che nazionali. In particolare, l’autorevole Frankfurter Allgemeine Zeitung le ha dedicato un lungo articolo in prima pagina. La TV regionale ha mandato in onda un lungo servizio. La sinistra omosessualista sembra allarmata.

Parlando di “un successo sorprendente”, la pubblicazione online queer.de, portavoce delle lobby LGBT, si è scagliata contro “questa nuova destra” che “porta le sue lotte in Parlamento”. Specialmente preoccupante, secondo il portale, è il proliferare di pubblicazioni, siti e blog “omofobi”.

Categoria: Dicembre 2016

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