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2016

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Spagna: le case religiose si svuotano

La vita religiosa in Spagna sta scomparendo. Dal gennaio 2015, ben 341 case religiose hanno chiuso i battenti per mancanza di vocazioni. Di queste, 270 erano istituti femminili e 71 maschili. Il triste primato va alle Figlie della Carità, che hanno dovuto chiudere ventitré case. L’eccezione sono i conventi maschili di vita contemplativa: benedettini, cistercensi, certosini, trappisti, che hanno conservato tutte le loro case. Commentava un giornalista cattolico: “Dopo il Concilio la Chiesa ha fatto un’opzione preferenziale per il mondo, e il mondo ha risposto con un’opzione preferenziale per se stesso”.


Monaco: così muore una Diocesi

Il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco di Baviera, si è contraddistinto in questi ultimi tempi per le sue posizioni francamente radicali in materia di morale famigliare e sessuale. Peccato che l’applicazione delle sue dottrine nella sua diocesi si stia trasformando in un vero e proprio disastro. Sotto la sua egida, infatti, la vita religiosa a Monaco sta svanendo.

Lo scorso settembre si è celebrato un incontro diocesano. Nella varie relazioni sono abbondate le frasi sconvolgenti: “Il Concilio Vaticano II ha abolito tutti gli altri”; “I dogmi sono appena simbolici”; “La legge naturale evolve”; “La Chiesa oggi non conosce più l’eresia”; “Il relativismo è una grazia di Dio”; “Le gerarchie offendono Dio”, “L’uomo è di per sé un sacramento”; “La Chiesa non ha la verità assoluta”, ecc.

Più sconvolgente, però, sono i numeri presentati nel corso dell’incontro, mettendo a confronto la situazione della Chiesa a Monaco nel 1959 e nel 2015: — Numero di sacerdoti 7.000 1.344 — Numero di chiese 3.139 1.200 — Percentuali di cattolici 99,8% 48% — Numero di seminaristi 390 0.

Il relatore ha, inoltre, informato che la metà delle chiese ancora funzionanti chiuderanno entro cinque anni. Via di questo passo, ha avvertito, la sopravvivenza della Diocesi potrà essere garantita solo per i prossimi dieci anni.


Leggere su dispositivi virtuali diminuisce la capacità intellettiva

L’astrazione è un elemento cruciale della vita intellettuale: la nostra anima trasforma i dati acquisiti dai sensi in idee che poi passano a risiedere nell’intelletto, costituendo il punto di partenza della cultura e dell’attività umana. Le persone che leggono su piattaforme digitali – tablet, smartphone o anche PC e notebook – però, vedono alterate la propria capacità di interpretare le informazioni, vale a dire, la loro capacità di astrazione.

La scoperta è stata presentata all’ACM CHI 2016, l’incontro di più alto livello in ambito mondiale su Human-Computer Interaction, tenutosi a San Jose (California). Geoff Kaufman, docente alla Carnegie Mellon University, e Mary Flanagan, docente al Dartmouth College, hanno presentato i risultati di uno studio condotto a livello nazionale, rilevando che “individui che hanno completato lo stesso compito di elaborazione delle informazioni su un dispositivo digitale mobile rispetto a una piattaforma non-digitale, hanno mostrato un livello inferiore di costruzione del pensiero, dando priorità alle cose immediate e ai dettagli concreti, decontestualizzando quindi qualsiasi interpretazione”. Concludono i ricercatori americani: “Il pensiero astratto produce più capacità di comprendere gli altri, più creatività, chi invece resta nel concreto cade facilmente in generalizzazioni negative e frustranti”.


(Geoff Kauffman and Mary Flanagan, High-Low Split: Divergent Cognitive Construal Levels Triggered by Digital and Non-digital Platforms, Proceedings of the 2016 CHI Conference on Human Factors in Computing Systems)


I cibi transgenici non fanno male, anzi

Il più ampio studio mai realizzato sugli organismi geneticamente modificati (OGM), realizzato dalla National Academy of Sciences degli Stati Uniti, ha concluso che i cibi transgenici sono indistinguibili dagli altri alimenti e che non vi è alcuna prova del loro impatto negativo sulla salute umana. Il rapporto ha esaminato tutti gli studi scientifici degli ultimi trent’anni.

Ecco le principali conclusioni: 1) non vi è alcuna prova che gli OGM provochino danni alla salute; 2) non fa differenza per la salute consumare un alimento OGM o uno non OGM; 3) alcuni OGM beneficiano la salute umana; 4) gli OGM non riducono la biodiversità vegetale o animale; 5) i geni degli alimenti transgenici non danneggiano l’ambiente; 6) si assottiglia sempre di più la linea di demarcazione tra un OGM e uno non OGM; 7) gli OGM favoriscono l’economia. Lo studio, inoltre, sconsiglia l’uso dell’etichetta “OGM” a pretesto di salvaguardare la salute pubblica.


(Genetically Engineered Crops. Experiences and Prospects, National Academy of Sciences - Engineering - Medicine, 2016)

Categoria: Dicembre 2016

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