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2017

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Editoriale

 

Passio Christi Passio Ecclesiae


“Se il Concilio vuole ottenere effetti salutari, deve in primo luogo considerare lo stato odierno della Chiesa, che a similitudine di Cristo, vive un nuovo Venerdì Santo, consegnata ai suoi nemici senza difesa”.

Questo l’incipit del Votum (Proposta) presentato al Concilio Vaticano II dall’arcivescovo brasiliano mons. Geraldo de Proença Sigaud, un testo ispirato dal prof. Plinio Corrêa de Oliveira.

“Un Venerdì Santo”… Allora i nemici erano il Sinedrio e la plebaglia, che ad alta voce chiedevano la morte di Nostro Signore Gesù Cristo: “Crocifiggilo! Crocifiggilo!”. Oggi, non poche istanze ecclesiastiche cercano invece una convergenza con i nemici di ieri.

“Muoio odiando il Papa. Vivo, io ero la tua peste, morto sarò la tua morte, o Papa!”, esclamava il monaco apostata Martino Lutero, recentemente celebrato in Vaticano e lodato per el sue “buone intenzioni”, tanto da essere presentato come “un modello da imitare” e “medicina per la Chiesa”.

Aveva ragione Paolo VI quando denunciava nel 1969: “Il fumo di satana è penetrato nel tempio di Dio”. Oggi questo fumo sembra aver invaso quasi ogni ambiente. Il Magistero morale è contestato nelle sue fondamenta. Perfino i dogmi – verità esplicitamente insegnate da Nostro Signore Gesù Cristo – vengono relativizzati, sacrificati sull’altare di una non meglio precisata nuova pastorale. Si fa ricorso allo storicismo per smantellare la Chiesa. “Cos’è la religione se non storia? – si chiedeva un noto cardinale – La Chiesa deve seguire la storia!”.

Insomma, secondo questi personaggi, la terra è il sale della Chiesa e il mondo la sua luce. L’esatto opposto di quanto insegnava il Divino Salvatore. Di fronte a un sì cupo panorama, taluni vacillano nella Fede, altri si lasciano sedurre da posizioni squilibrate che finiscono per negare le stesse fondamenta del Papato, e quindi della Chiesa. Altri, infine, scelgono la tattica dello struzzo… E noi ci chiediamo, usando le parole del prof. Plinio Corrêa de Oliveira in una Via Crucis:

“Quanti sono coloro che in realtà vedono il peccato e cercano di segnalarlo, di denunciarlo, di combatterlo, di disputargli il terreno a palmo a palmo, di levare contro di esso tutta una crociata di idee, di azioni, di forza viva, nel caso sia necessario? Quanti sono capaci di innalzare lo stendardo dell’ortodossia assoluta e senza macchia, nei luoghi stessi in cui si pavoneggia l’empietà, oppure la falsa pietà? Quanti sono quelli che vivono in unione con la Chiesa questo momento che è tragico come è stata tragica la Passione, questo momento cruciale della storia, in cui tutta un’umanità sta optando per Cristo o contro Cristo?”

È nel buio della notte che è bello credere all’aurora, diceva lo scrittore francese Edmond Rostand. È nel buio del Venerdì Santo che è bello credere alla Pasqua!

Con lo sguardo fisso su questa luce e l’animo rincuorato da una grande fiducia nel trionfo finale del Bene, auguriamo a tutti i nostri cari amici e collaboratori una Santa Pasqua.

Categoria: Marzo 2017

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