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2004

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In difesa di una Legge superiore

 

Capovolgendo due secoli di giurisprudenza costituzionale, il 26 giugno 2003 la Corte Suprema USA ha sentenziato che la pratica della sodomia era protetta dalla Costituzione e che quindi non poteva essere sanzionata da nessuna legge in un qualunque stato dell’Unione.

La decisione, nota come Lawrence vs. Texas, è stata interpretata come una strepitosa vittoria per il movimento omosessualista. In quell'occasione, la TFP Americana ha pubblicata un ampio e articolato manifesto di protesta su alcuni grandi quotidiani.

Paragonando la decisione ad un "11 settembre morale", la TFP prevedeva che essa in pratica avrebbe vanificato qualsiasi applicazione della legge naturale e delle norme morali che avevano informato la civiltà cristiana negli ultimi due millenni.

Secondo la TFP, "questa decisione ha posto le condizioni legali e psicologiche per la totale distruzione di ciò che resta delle strutture morali nel nostro paese (...) spianando il terreno all'abrogazione delle leggi statali create per proteggere la sacra istituzione della famiglia e del matrimonio"  (1).

Successivi pronunciamenti della stessa Corte hanno ulteriormente confermato questo insolito "diritto" a praticare la sodomia, dando sempre più impulso al movimento omosessualista. D'altra parte, però, numerose associazioni di cittadini si sono organizzate per contrastare questo attivismo giudiziario, avviando campagne di chiarimento e di protesta.

 


Libro della TFP

In questo contesto di accesa "guerra culturale", la TFP Americana ha voluto intervenire nel dibattito in prima persona pubblicando il libro “Defending A Higher Law” (Difendendo una legge superiore), con un sottotitolo che recita: “Perché dobbiamo opporci al ‘matrimonio’ tra coppie dello stesso sesso e al movimento omosessuale”  (2).

Dedicato alla Sacra Famiglia, "sublime modello di tutte le famiglie e guida sicura nella reazione contro la rivoluzione sessuale e l'offensiva omosessualista", il libro offre un'articolata difesa della famiglia e del matrimonio tradizionale, basata sul Magistero della Chiesa e sulla legge naturale.

Contiene inoltre un accorato appello alla mobilitazione in difesa della moralità pubblica e delle istituzioni che la sostengono. Annunciato durante la March for Life, che lo scorso 21 gennaio ha radunato 150.000 persone a Washington D.C. per protestare contro l'aborto, il libro è stato ufficialmente presentato al pubblico in una affollata conferenza stampa a Saint Louis, Missouri.

L'opera si avvale dell'autorevole sostegno di diversi prelati e di personalità del mondo scientifico e politico americano; ad esempio, la prefazione è curata da mons. John Nienstedt, vescovo di New Ulm. Da notare anche l'encomio del dott. Joseph Nicolosi, presidente della prestigiosa National Association for Research & Therapy of Homosexuality.

 


Una rivoluzione morale

Secondo il libro, qui non si tratta semplicemente del problema dell'omosessualità, che è purtroppo sempre esistita in quanto vizio umano. Oggi siamo di fronte a un ben organizzato movimento omosessualista, cioè una vasta rete di associazioni, gruppi di pressione politica, intellettuali liberal e attivisti di sinistra che intendono sovvertire tutto l'ordinamento giuridico della nazione, nonché la stessa mentalità dei cittadini.

Estensione e scopi di questo movimento vennero già a suo tempo denunciati nel 1982 da padre Enrique T. Rueda nel suo ormai celebre libro The Homosexual Network (3). Nelle parole dell'attivista omosessualista Paul Varnell: "Il movimento gay non è un movimento per i diritti civili, non è nemmeno un movimento di liberazione sessuale. Lo vogliamo o no, è una rivoluzione morale"  (4).

A sua volta, questa rivoluzione si inserisce nel più vasto quadro della IV Rivoluzione o Rivoluzione culturale, secondo le note categorie elaborate dal prof. Plinio Corrêa de Oliveira (5).

È poco noto che il movimento omosessualista americano, la madre di tutti i movimenti consimili nel mondo, è nato da una società semi-segreta con radici sia nel partito comunista USA che nel satanismo esoterico. La società si chiamava The Mattachine Society, fondata nel 1950 da tale Harry Hay, ritenuto il "padre del movimento di liberazione gay" e morto novantenne nel 2002.

Comunista militante e membro della setta satanica di Aleister Crowley, Hay adattò la teoria marxista alla situazione degli omosessuali. Secondo lui, gli omosessuali costituiscono una "minoranza culturale" oppressa dalla "maggioranza eterosessuale". Assimilando questa minoranza al proletariato e la maggioranza alla borghesia, Hay proclamava quindi la necessità di una rivoluzione liberatrice. Col passare del tempo, Hay scivolò sempre di più verso posizioni esoteriche, fondando nel 1979 il Radical Faeries, un movimento mistico-omosessuale.

L'opera della TFP Americana dedica alcuni capitoli all'analisi delle dottrine soggiacenti al movimento omosessualista, particolarmente riguardo ai suoi punti di contatto col mondo dell'esoterismo gnostico. E conclude: "Questa ‘rivoluzione morale' è parte integrante di uno sforzo molto più ampio per distruggere la Cristianità soppiantandola con un misticismo di tipo gnostico e erotico. Più che con una rivoluzione culturale, sembra dunque chiaro che gli Stati Uniti siano alle prese con una autentica, anche se in parte velata, guerra di religione".

Risposta alle menzogne omosessualiste


La seconda parte del libro esordisce con un'analisi dei problemi etico-morali relativi al tema in oggetto: dalla finalità dell'atto sessuale alla natura del matrimonio, dal carattere del desiderio carnale alla definizione del vero amore. Il tutto basato sulla legge naturale, il Magistero della Chiesa e la testimonianza della scienza moderna. Le unioni omosessuali, conclude il libro, non sono mai fondate su un autentico amore e, meno ancora, possono considerarsi come una famiglia.

Segue poi un capitolo teso a confutare i tre principali miti del movimento omosessualista: l'omosessualità è una condizione genetica, l'omosessualità è irreversibile, il comportamento omosessuale è naturale negli animali e, quindi, anche nell'uomo.

Se noi considerassimo l'omosessualità come facente parte del DNA, dal quale una persona non può prescindere, il comportamento omosessuale perderebbe il suo carattere peccaminoso, diventando semplicemente un modo di essere, magari diverso ma naturale. Invece, sia la dottrina cattolica che la moderna ricerca scientifica, mostrano indiscutibilmente che il comportamento omosessuale è una "deviazione" e che, dunque, può e deve essere trattato con adeguati mezzi terapeutici.

Considerare l'omosessualità come una sorta di malattia dalla quale si può guarire, manda il movimento omosessualista su tutte le furie. La moderna psicologia invece conferma questa diagnosi. Secondo l'Associazione degli Psichiatri Cattolici, "gli studi sul trattamento di persone con tendenze omosessuali mostrano indici di guarigione equivalenti a quelli di altre terapie psicologiche. Intorno al 30% guariscono totalmente, un'altro 30% provano un netto miglioramento".

Una battaglia morale

Ma il libro della TFP Americana non vuole essere appena un'analisi accademica del problema. Fedele all'esempio del prof. Plinio Corrêa de Oliveira, che si considerava "fondamentalmente un combattente", la TFP invita ad una "battaglia morale" per affrontare la sfida omosessualista. Si parla tanto della "maggioranza silenziosa", cioè quella porzione dell'opinione pubblica, cristiana e conservatrice, numericamente maggioritaria, ma che raramente fa sentire la sua voce. Ebbene, il libro della TFP intende appellarsi proprio a questa maggioranza, solitamente irrisa dai mass media liberali, invitandola a scendere in campo con risolutezza. I fatti mostrano che quando questa maggioranza si sveglia e diventa attiva, costituisce un potente elemento in difesa del tessuto morale della nazione.

La TFP intende soprattutto appellarsi a quegli americani che, in numero sempre crescente, hanno cominciato a comprendere la devastazione causata da 40 anni di rivoluzione sessuale e vogliono opporvisi con tutte le loro forze. "È ormai tempo -- dice il libro -- che divenga chiaro per tutti coloro che difendono il matrimonio tradizionale e la famiglia che non sono una minoranza isolata ma, al contrario, godono della simpatia della maggior parte del pubblico americano".

Il movimento omosessualista non è altro che un "castello di carta", che crolla quando viene contrastato in modo serio, calmo e deciso; lo dimostrano le iniziative referendarie note come Defense of Marriage Acts (Leggi in difesa della famiglia), promosse da organizzazioni conservatrici e già approvate in 37 stati (6).

Il libro della TFP Americana conclude con un appello "perché Maria Santissima possa intervenire presso il Suo Divin Figliolo per tutti gli americani impegnati nella difesa delle sacre istituzioni della famiglia e del matrimonio".


1. American TFP, "Are we still ‘one nation under God'?", The Washington Times, 9 luglio 2003.


2. TFP Committee on American Issues, Defending a Higher Law. Why we must resist same-sex "marriage" and the homosexual movement, The American
Society for the Defense of Tradition, Family and Property, Pennsylvania, 2004, 211 pp. Per eventuale richieste contattare il sito www.tfp.org

3. Enrique T. Rueda, The Homosexual Network: Private Lives and Public Policy, The Devin Adair Company, Old Greenwich, 1982.


4. Paul Varnell, "Defending our morality", Chicago Free Press, 16 agosto 2000.

5. Cfr. "Tutto quello che si nasconde dietro l'offensiva omosessualista", Tradizione Famiglia Proprietà, maggio 2000.

6. John Horvat, "Defending a higher law. TFP book enters into the cultural war", Crusade, marzo-aprile 2004, pp. 8-9.

Categoria: Marzo 2004

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