pliniologo

Sito dedicato al

Prof. Plinio Corrêa de Oliveira
(1908-1995)

pensatore e leader cattolico,

ispiratore delle Società per la difesa della

Tradizione Famiglia e Proprietà - TFP

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Una suprema battaglia "in signo crucis"

 

Gli “Stati generali dell’aristocrazia romana al gran completo”: così Il Tempo titolava il servizio sulla presentazione a Roma dell’ultimo libro di Plinio Corrêa de Oliveira, «Nobiltà ed élites tradizionali analoghe nelle allocuzioni di Pio XII», il 30 ottobre 1993 nell’imponente Sala del Baldacchino di palazzo Pallavicini.


Dire che l’avvenimento suscitò un grande clamore non rende appieno l’idea. Questi alcuni tra i titoli giornalistici più “urlati”: “In nome del Papa Re: dai salotti la marcia sul Campidoglio”; “La Nobiltà al potere!”;Professore brasiliano teorizza la contro-rivoluzione”; “Stemmi e corone rivendicano il potere”; “Parte dall’Università Cattolica di San Paolo la sfida legittimista e tradizionalista che trova seguaci anche in Italia”. Dal TG1 all’Unità, tutti ne parlarono...


Perché tanto interesse?

Il ruolo delle élites oggi

Il tema era, per dire il meno, assai insolito. Prendendo spunto dalle Allocuzioni di Pio XII alla Nobiltà e al Patriziato romano, il prof. Plinio Corrêa de Oliveira proclama in quest’opera la legittimità, anzi la fondamentale sacralità d’una società gerarchicamente costituita, riscoprendo il ruolo delle élites, sia quelle di vecchia data, cioè propriamente la nobiltà, che quelle di formazione più recente.


“Mi sembra — osservava il dottor Plinio in un’intervista del 1994 — che l’atteggiamento dell’opinione pubblica nei confronti della nobiltà, nonché delle élites in generale, sia molto meno influenzato dagli errori della Rivoluzione francese di quanto non fosse fino a poco tempo fa. (...) Nel momento di questa transizione storica, mi è sembrato interessante trattare il ruolo della nobiltà e delle élites tradizionali, non solo da una prospettiva storica ma, soprattutto, nel contesto odierno. In altre parole: qual è il ruolo della nobiltà e delle élites tradizionali oggi?”.


Uno dei maggiori fattori di decadenza di una società è senz’altro l’abbandono da parte delle élites del loro tradizionale ruolo di guida. È precisamente ciò che è accaduto in conseguenza della Rivoluzione francese. Cedendo alla pressione ugualitaria della Rivoluzione, le élites, con tutto il loro inestimabile capitale di principii, di tradizioni, di stili di vita e di modi di essere, hanno perso buona parte della loro influenza, il che si è andato traducendo in un danno rovinoso per la società, la cultura e lo Stato.


Nelle celebri Allocuzioni, Pio XII fa appello alle élites perché utilizzino tutti i mezzi che gli restano per controbilanciare queste conseguenze dannose. Ecco la loro missione nel secolo XX, paragonata da Papa Benedetto XV ad un vero e proprio “sacerdozio”.


Prestigiosi convegni

L’edizione italiana del libro di Plinio Corrêa de Oliveira è presentata a Milano in una gremita conferenza nel Circolo della Stampa di Palazzo Serbelloni, in coincidenza col Convegno Internazionale della Nobiltà Europea (CILANE). Nell’occasione prendono la parola il conte Carlo Emanuele Manfredi, il prof. Roberto de Mattei e Giovanni Cantoni, nonché l’ing. Nelson Fragelli in rappresentanza delle TFP.


Alla presentazione a Roma nel prestigioso Palazzo Pallavicini partecipano molti tra i nomi più blasonati, dalla principessa Donna Urraca di Borbone al duca di Calabria Carlo di Borbone, dal principe Sforza Ruspoli al duca Giovanpietro Caffarelli, dal marchese Aldo Pezzana Capranica del Grillo all’arciduca Martino d’Austria. Prendono la parola, tra gli altri, il cardinale Alfons Maria Stickler e il senatore Domenico Fisichella. Il TG1 manda in onda una lunga intervista al principe Sforza Ruspoli.


Più di 300 persone affollano un’altra presentazione del libro del dottor Plinio, questa volta all’Hotel Excelsior di Napoli. Alla presenza di S.A.R. Carlo di Borbone, duca di Calabria, prendono la parola il marchese Luigi Coda Nunziante, il barone Roberto Selvaggi e il prof. Giovanni Turco. Dell’evento parlano abbondantemente la stampa e la televisione locali, mentre Repubblica commenta tra i denti che “Napoli non ha mai perduto certi umori monarchici”.


Un appello in extremis

Paragonando questo libro a “una suprema battaglia in signo crucis per evitare alla moribonda civiltà cristiana la rovina finale”, il prof. Plinio Corrêa de Oliveira conclude:


“Questo quadro [della decadenza moderna] potrebbe essere scoraggiante per coloro che non hanno Fede. Al contrario, per coloro che hanno Fede, dal fondo di questo oscuro orizzonte, torvo e confuso, si fa udire una voce capace di suscitare la più incoraggiante fiducia: Infine il mio Cuore Immacolato trionferà!


“Quale fiducia riporre in questa voce? La risposta, che essa stessa ci dà, sta in una sola frase: Vengo dal Cielo.


“Abbiamo quindi ragione per sperare. Sperare in cosa? Nell’aiuto della Provvidenza. (...) Bisogna dunque pregare, affidarsi alla Provvidenza ed agire”.


Ecco l’appello che egli, in extremis, indirizzava alle élites.


Alfa ed omega


Con questo libro Plinio CorrРa de Oliveira chiude la sua carriera come autore, iniziata esattamente mezzo secolo prima con «In difesa dell’Azione Cattolica». Questi due volumi racchiudono l’arco d’una vita, costituendo l’alfa e l’omega della sua opera intellettuale: il primo un grido in difesa della Santa Chiesa Cattolica; il secondo un grido in difesa della Civiltà Cristiana.


Il “Crociato del secolo XX” era ormai pronto per rendere l’anima a Dio.

Categoria: Ottobre 2005

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