pliniologo

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Prof. Plinio Corrêa de Oliveira
(1908-1995)

pensatore e leader cattolico,

ispiratore delle Società per la difesa della

Tradizione Famiglia e Proprietà - TFP

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La libertà della Chiesa nello Stato comunista

 

Il pontificato di Giovanni XXIII inaugura un clima di disgelo fra la Chiesa e il regime comunista dell’URSS, due realtà finora definite dai Romani Pontefici come “antitetiche”. Era l’inizio della cosiddetta “Ostpolitik” vaticana. Il 7 marzo 1963 Papa Roncalli riceve in udienza Aleksej Adjubei, genero di Krusciov nonché direttore dell’Izvestija. Poco tempo dopo, l’enciclica Pacem in terris viene propagandata da certi ambienti come base per una collaborazione tra cattolicesimo e comunismo. Prende quindi forza un crescente movimento di convergenza tra i due campi, specie in alcuni Paesi dell’Est, come la Polonia e la Cecoslovacchia.


Un libro polemico

Questa convergenza era apparentemente favorita dall’atteggiamento di alcuni governi comunisti nei confronti della Chiesa, un atteggiamento che andava gradualmente evolvendo dalla persecuzione aperta a una certa tolleranza, e che permetteva una limitata libertà di culto, a condizione comunque che non venissero toccati punti suscettibili di essere interpretati come opposizione al regime comunista, sia a livello politico che dottrinale. Non pochi cattolici vedevano in questo precario modus vivendi una formula perfettamente accettabile.

Questa posizione era soprattutto condivisa dai cattolici di sinistra, ovvero coloro che al comunismo rimproveravano magari qualche eccesso, ma che tutto sommato non vi si opponevano ed, anzi, volevano collaborare con esso.
Il prof. Plinio Corrêa de Oliveira, all’epoca a Roma per seguire il Concilio, vede in questa tendenza un serio pericolo che non si doveva lasciar passare sotto silenzio. Egli vi dedica quindi uno studio che appare nell’agosto 1963 su Catolicismo, diventato nel frattempo organo della TFP brasiliana, con il titolo «La Libertà della Chiesa nello Stato comunista». L’opera analizza la legittimità della “coesistenza pacifica” fra Chiesa e Stato comunista. In altre parole: è lecito per la Chiesa accettare una precaria libertà di culto in cambio della rinuncia all’insegnamento integrale del suo Magistero?


L’autore vi dimostra che i cattolici non possono accettare alcun modus vivendi con il comunismo che implichi la rinuncia a difendere punti essenziali della dottrina cattolica, come il diritto di proprietà, fondato su ben due Comandamenti. Tradotto successivamente in 8 lingue, lo studio è distribuito ai 2.200 Padri presenti al Concilio Vaticano II, nonché ai 450 giornalisti accreditati. Il 4 gennaio 1964 il saggio è pubblicato integralmente sul quotidiano romano Il Tempo, che così solleva il polemico argomento proprio nel cuore della Cristianità.


L’autore riceve lettere di encomio da vari prelati, tra cui i cardinali Eugenio Tisserant, decano del Sacro Collegio, e Alfredo Ottaviani, Segretario della Sacra Congregazione del Santo Uffizio. Fra le manifestazioni di appoggio spicca una lettera di approvazione del Prefetto della Sacra Congregazione dei Seminari e delle Università, Cardinale Giuseppe Pizzardo, che definisce l’opera “un’eco fedelissima del supremo Magistero della Chiesa” augurandole “la più ampia diffusione”.


L’opera suscita un’accesa polemica a livello europeo e valica perfino la cortina di ferro. In Polonia lo studio è violentemente attaccato dal movimento catto-comunista Pax, capeggiato dal “compagno” Zbignew Czajkowski. Ne nasce uno scambio di lettere aperte tra quest’ultimo e il dottor Plinio, rispettivamente sull’organo di Pax e su Catolicismo. Incapace di controbattere agli argomenti del leader brasiliano, Czajkowski è tuttavia costretto ad ammettere: “La nostra discussione ha sollevato grande interesse in Polonia, come dimostrano le molte notizie apparse sui giornali”. A prestare man forte a Pax arriva anche il direttore della rivista Wiez, Tadeusz Mazowiecki, deputato del gruppo cattolico Znak e successivamente Primo Ministro nel 1990 sotto Lech Walesa, in coalizione con il Partito Comunista.


Quando alcuni membri della TFP riescono finalmente a entrare in Polonia, nei primi anni ‘80, trovano ancora in giro vecchie copie ciclostilate dell’opera del prof. Plinio Corrêa de Oliveira, che le persone si passavano di mano in mano...
Forse un giorno la storia svelerà quanto quest’azione del dottor Plinio abbia contribuito a mantenere tra i cattolici un clima di resistenza psicologica al comunismo, sfociato poi nelle manifestazioni del 1980-81 che portarono al crollo del regime.


Due petizioni “dimenticate”


La distribuzione a Roma di «La Libertà della Chiesa nello Stato comunista» si ricollega ad altre due importanti iniziative ispirate dal prof. Plinio Corrêa de Oliveira nell’ambito del Concilio Vaticano II, che egli seguiva personalmente a Roma.


Nel dicembre 1963 mons. Castro Mayer consegna in forma ufficiale una petizione firmata da 213 padri conciliari, in cui si chiede al Santo Padre di “esporre con grande chiarezza la dottrina sociale cattolica, denunciando gli errori del marxismo, del socialismo e del comunismo”, e di “fustigare quegli errori e quella mentalità”. In altre parole, si chiede una chiara condanna del comunismo.


Da parte sua, mons. Proença Sigaud consegna, nel febbraio 1964, una petizione sottoscritta da 510 cardinali e vescovi di tutto il mondo, in cui si implorava che il Pontefice, in unione con i vescovi presenti a Roma, consacrasse il mondo, e in maniera esplicita la Russia, al Cuore Immacolato di Maria, secondo quanto richiesto dalla Madonna a Fatima nel 1917.


Inspiegabilmente, nei documenti finali, il Concilio evitava qualsiasi riferimento al pericolo comunista. Delle due petizioni di cui sopra, neanche una parola...


A questo riguardo, il cardinale Antonio Bacci, della Curia romana, affermò allora:


“Il tacere su questo punto [la minaccia del comunismo] credo che sarebbe una lacuna imperdonabile, anzi un peccato collettivo. Questa è la grande eresia teorica e pratica dei nostri tempi; e se il Concilio non si occupa di essa, può sembrare un Concilio mancato”.

Categoria: Ottobre 2005

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