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Prof. Plinio Corrêa de Oliveira
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Il "Leone di Münster" resiste al neo-paganesimo nazista

 


   Il concistoro volgeva alla fine. In una cerimonia durata ben 4 ore, Pio XII aveva imposto il cappello cardinalizio a 32 vescovi e mentre l'imponente organo riempiva le volte della Basilica di S. Pietro con le sue note solenni, il corteo si snodava per la navata centrale. Tra i nuovi porporati, ne  spiccava uno per la sua gigantesca statura. "Ecco il Conte von Galen! - urlava il popolo al suo passaggio - Evviva il Leone di Münster!". Era il 21 febbraio 1946.

     Chi era questo personaggio, che aveva suscitato un tale entusiasmo tra i fedeli?


Nobili origini

    Il conte Clemens August von Galen (1878-1946) era nato il 16 marzo nel castello di Dinklage, a Oldenburg, nella Germania del nord, quasi al confine con la Danimarca. Era l'undecimo figlio del conte Ferdinand Heribert von Galen, celebre deputato cattolico del Zentrumpartei, e di Elisabeth, nata contessa von Spee.

    Dopo gli anni di formazione presso i padri gesuiti di Feldkirch, il giovane Clemens entra nell'università di Friburgo, in Svizzera. Ma la Provvidenza lo destinava a ben altro. Sentendo il richiamo della vocazione, entra nel seminario gesuita di Innsbruck e viene ordinato sacerdote il 28 maggio 1904. Il suo primo incarico è quello di Vicario capitolare di suo zio, Maximilian von Galen, allora vescovo di Münster. Nel 1906 gli viene affidata una parrocchia a Berlino, incarico che svolge unitamente all’impegno di insegnante di religione in diverse scuole della capitale.

     Il 5 settembre 1933 Pio XI annuncia la sua ordinazione all'episcopato. Consacrato il 20 di ottobre, gli viene affidata la diocesi di Münster. Sul suo stemma possiamo leggere: Nec laudibus nec timore – Non mi smuovono né le lusinghe, né le minaccie. Tutto un programma di vita!


Il "Leone di Münster"

    Otto mesi prima Adolf Hitler era salito al potere, e il regime già cominciava a dare i chiari segni di quella deriva neo-pagana ed anti-cristiana che lo avrebbe sempre più marcatamente caratterizzato.

    Una delle prime battaglie pastorali di Mons. von Galen fu quindi la denuncia degli errori contenuti nel libro «Il mito del secolo XX» di Alfred Rosenberg, l'ideologo del nazional-socialismo. Confutando l'assurdo "mito del sangue", il presule definiva le idee di Rosenberg "una nuova forma di religione pagana".

    Von Galen torna alla carica con la lettera pastorale del 19 marzo 1935 e, successivamente, con tre importanti sermoni pronunciati nel Duomo di Münster il 13 e 20 luglio, e poi il 3 agosto. E fu da allora che i fedeli, pieni di ammirazione per il suo  coraggio, i fedeli lo soprannominarono il “Leone di Münster”.

    Nell'omelia del 13 luglio, von Galen criticò la confisca dei monasteri e dei conventi cattolici, il che dimostrava da parte del governo “un odio profondo contro il cristianesimo che loro [i nazisti] vogliono estirpare dalla nostra terra”. Il 20 luglio egli paragonò la Chiesa cattolica a un incudine battuto dal martello nazista: “Dobbiamo essere duri e saldi come l'incudine”. Il 3 agosto, arrivò a pronunciare una veemente condanna contro il crimine dell'eutanasia, praticato ai danni di anziani, handicappati e malati incurabili.

    La reazione delle autorità fu tremenda. Mentre alti funzionari del partito sollecitavano il governo ad avviare un processo per alto tradimento contro il presule, alcuni tra i più esaltati arrivarono a chiedere addirittura la sua fucilazione sulla pubblica piazza! Conscio che tale procedimento sarebbe stato controproducente, l'astuto Ministro della propaganda, Goebbels, consigliò Hitler di “rimandare la resa dei conti a dopo la vittoria finale”. 

    La “vittoria finale”, però, fu quella degli Alleati. Hitler e Goebbels si suicidarono nel bunker di Berlino, i capi del regime furono processati e molti condannati a morte (tra cui Rosenberg), e il nazismo affondò nel fango della storia, lasciandosi dietro una scia di morte, rovine e miseria.


"Il tedesco ideale"

 
    Come premio per aver difeso con sagacia e coraggio la Chiesa cattolica, Pio XII elevò alla porpora Mons. von Galen nel febbraio 1946. Dopo il Concistoro, il porporato si trattenne ancora qualche giorno in Italia, visitando soldati tedeschi prigionieri.

    Il suo rientro in Germania fu trionfale. Le folle acclamavano il loro amatissimo pastore, salutandolo anche come uno dei più decisi oppositori del regime nazional-socialista. Purtroppo, colpito da appendiciti acuta, il Leone di Münster morì improvvisamente il 22 marzo di quello stesso anno.

    Nell'orazione funebre, il cardinale tedesco Frings si fece interprete del comune sentimento di milioni di suoi connazionali: “Finché vi sarà una storia del popolo tedesco, egli sarà ricordato come il tedesco ideale, l'orgoglio della Germania”.

    Il 9 ottobre 2005, il Cardinale Clemens August von Galen fu proclamato beato da Papa Benedetto XVI. Fra le decine di migliaia di fedeli giunti da tutta la Germania, spiccavano i membri delle famiglie von Galen, von Spee e von Westphalen, parenti del Beato, nonché altri rappresentanti della nobiltà tedesca. Il Leone di Münster saliva così sugli altari.

Categoria: Maggio 2006

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