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Prof. Plinio Corrêa de Oliveira
(1908-1995)

pensatore e leader cattolico,

ispiratore delle Società per la difesa della

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Il crollo dell'URSS: previsioni e conferme

 

La vittoria non è mai orfana. In questi ultimi anni il merito del crollo del comunismo sovietico è stato attribuito, di volta in volta, a Giovanni Paolo II, a Mikhail Gorbaciov nonché a Ronald Reagan, protagonisti indiscutibili di quel rilevante momento storico.


Questo crollo, d’altronde, era da tempo prevedibile, dovuto anche ai fattori interni di disgregazione. Più d’un anno prima dello scioglimento ufficiale dell’URSS, avvenuto nel dicembre 1991, in un manifesto pubblicato nel mondo intero il prof. Plinio Corrêa de Oliveira identificava uno fra i più potenti fattori di disgregazione del pachiderma sovietico: il diffuso “malcontento”. Ecco le sue parole:


“Le riforme della perestrojka nella Russia sovietica, i movimenti politici centrifughi che giorni fa hanno quasi portato alla guerra civile l’Azerbaigian e le sue enclave armene, agitano anche la Lituania, la Lettonia e l’Estonia sulle rive del Baltico, come, più a sud, la Polonia, la Germania Orientale e, ancora, la Cecoslovacchia, l’Ungheria, la Romania, la Bulgaria e la Jugoslavia. Aggiunte allo spettacolare abbattimento del Muro di Berlino e della Cortina di Ferro, queste scosse costituiscono, nel loro insieme, un movimento ciclopico di cui non si è visto nulla di maggiore dalle due conflagrazioni mondiali o, forse, dalle guerre napoleoniche.


“Questo sommovimento contemporaneo della carta d’Europa si riveste, qua e là, di circostanze e di significati diversi, ma li sovrasta tutti un significato generale, che li ingloba e li penetra come un grande impulso comune: è il Malcontento.


“Abbiamo scritto quest’ultima parola con la ‘M’ maiuscola perché si tratta di un malcontento nel quale convergono tutti i malcontenti regionali e nazionali, quelli economici e quelli culturali, accumulati nel mondo sovietico nel corso di molti e molti decenni. (...) Si può certamente parlare di Malcontento, probabilmente il più completo e il più totale malcontento che la storia conosca. (...)


“Se gli avvenimenti nel mondo sovietico si svolgeranno in questo modo, non è necessario che l’osservatore politico sia molto acuto per cogliere il punto finale a cui giungeranno, cioè l’abbattimento del potere sovietico in tutto l’immenso impero fino a poco fa circondato dalla Cortina di Ferro”. (1)

Passano gli anni, ed ecco che in recenti dichiarazioni al giornale cileno El Mercurio, il grande attore dell’evento conferma appieno questa diagnosi di Plinio Corrêa de Oliveira. Si tratta di Mikhail Gorbaciov , che rivela:

“Prima o poi l’URSS sarebbe finita. Era impossibile continuare a vivere in quel modo. Stavamo diventando sempre più deboli nei confronti dell’Occidente. Il Paese non si sviluppava e c’era un enorme malcontento. Così l’URSS non sarebbe durata più di vent’anni”. (2)

Note_____________________________


1. Plinio Corrêa de Oliveira, “Comunismo e anticomunismo sulla soglia dell’ultimo decennio di questo millennio”, Cristianità, N° 179, 1990.
2. El Mercurio, Santiago, 8 dicembre 2006.


Categoria: Maggio 2007

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