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2008

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Editoriale

 

La fierezza d'essere cattolico

 

“L’aventure la plus belle du monde c’est la nôtre!”, dicevano i cavalieri Templari. Ed è forse in questa consapevolezza della bellezza trascendentale della propria identità e missione che dobbiamo trovare uno dei segreti della loro formidabile force de frappe, che tanto impressionava sia amici che nemici. Dopo essersi distinto come una delle principali forze vive della Cristianità medievale, l’Ordine del Tempio è entrato nella legenda con tale vigore che perfino oggi assistiamo a tentativi di ricalcarlo.


Quasi per contrasto ci viene in mente questo paragone nel contemplare il triste panorama del cattolicesimo contemporaneo ridotto, come registrava nel 1984 il cardinale Joseph Ratzinger, ad una “situazione di minoranza, più di quanto lo sia mai stato dalla fine dell’antichità”. Cosa è successo? Rispondeva l’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede:


“Questi guasti sono dovuti (...) allo scatenarsi, all’interno della Chiesa, di forze latenti aggressive, centrifughe, magari irresponsabili oppure semplicemente ingenue, di facile ottimismo, di un’enfasi sulla modernità che ha scambiato il progresso tecnico odierno con un progresso autentico. E, all’esterno, all’impatto con una rivoluzione culturale (...) con la sua ideologia liberal-radicale di stampo individualistico, razionalistico, edonistco”.


Questo facile ottimismo riguardo alla modernità ha fatto sì che troppe finestre siano state aperte, troppi ponti abbassati, troppe mani tese... con i tragici risultati oggi evidenti. Invece di affermare con fierezza la propria identità e missione, mettendosi in un rapporto di contrasto con gli aspetti negativi di questa modernità, il cattolicesimo “adulto” ne risente il fascino, ne diventa succube e finisce per capitolare.


“Il dialogo con il mondo è possibile solo sulla base di una identità chiara — ammoniva il cardinale Ratzinger — è tempo di ritrovare il coraggio dell’anticonformismo, la capacità di opporsi, di denunciare molte delle tendenze della cultura circostante”. (1)


La Chiesa oggi si accinge ad affrontare una delle più devastanti persecuzioni della sua storia, quella del laicismo intollerante, del quale abbiamo più che avvisaglie. Quando un Papa si vede impossibilitato di recarsi in una università fondata da un suo predecessore, quando un vescovo belga viene processato penalmente per insegnare la dottrina cattolica in tema di omosessualità, quando viene presentato in Parlamento un disegno di legge che in pratica impedirebbe alla Chiesa di insegnare il suo Magistero, quando i legislatori europei giungono a negare la verità storica escludendo le radici cristiane dalla Costituzione, sappiamo che siamo arrivati all’osso. Ormai sono in gioco non aspetti marginali, sui quali si potrebbe al limite discutere, ma quei “valori non negoziabili” che fanno parte dell’essenza della nostra identità cattolica.


Il dinamismo del bene è fondamentalmente diverso da quello del male. Tanto il primo avanza mostrandosi, proponendosi, spiegandosi, quanto l’altro si insinua mascherandosi, nascondendosi e imbrogliando. Questo proviene dalla stessa natura umana, incapace di amare il male in quanto tale, ma solo sotto parvenze di bene.


È solo ostentando con fierezza la nostra identità, contrastando senza timore le forze che ci accerchiano, che daremo una testimonianza di Fede all’altezza del momento storico in cui viviamo.


1. Rapporto sulla Fede, Vittorio Messori a colloquio col cardinale Ratzinger, cap. 2.

Categoria: Marzo 2008

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