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Prof. Plinio Corrêa de Oliveira
(1908-1995)

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Attualità

 

Quando l’Europa si scoprirà musulmana

 

Tra le provocazioni della Lega e il gossip sul Cavaliere, il periodo estivo è stato dominato anche dalle polemiche sul “burkini”, ovvero il costume da bagno per donne musulmane che, coprendo il corpo dalla testa alle caviglie, sarebbe in regola con i precetti morali del Corano.


In Francia l’uso del burkini è stato severamente vietato nelle piscine pubbliche col futile pretesto che ciò violerebbe il codice di abbigliamento (o meglio, di nudità...). Anche in Italia è stato respinto in quanto “costume non regolamentare”. In controtendenza, l’Inghilterra ha istituito giorni in cui non si può frequentare certe piscine senza burkini. Più ecumenica, la Diocesi di Bergamo ha aperto la sua piscina per un’ora al giorno alle donne musulmane, con o senza burkini...

Trascurando la polemica morale, e anche quella costituzionale (le persone hanno o no il diritto di vestire come vogliono?) ci preme sollevare un quesito culturale. Questa diffusione del burkini costituisce un segno preoccupante della crescente presenza musulmana in mezzo a noi.


Una minoranza sempre più consistente

Questa presenza è destinata a crescere per motivi strettamente anagrafici: mentre gli europei si stanno suicidando con tassi di natalità al di sotto della soglia del rinnovo generazionale, i musulmani continuano ad arrivare in flussi sempre maggiori e, una volta qui, fanno più figli.


Nell’Unione europea la popolazione musulmana è raddoppiata nell’ultimo trentennio e raddoppierà ancora entro il 2015. Nel 2050 sarà di fede islamica un cittadino europeo su cinque. Oggi è già musulmano il 25% degli abitanti di Marsiglia e di Rotterdam, il 20% di quelli di Malmö, il 10% dei parigini e dei londinesi. In alcune città come Birmingham e Leicester, gli europei saranno una minoranza già nel 2026.

Aveva ragione Gabriella Jacomella quando titolava un servizio sul Corriere della Sera “Quando l’Europa si scoprirà musulmana” (09-08-2009).

Non diversamente la pensa il quotidiano londinese Daily Telegraph in un servizio di Adrian Michaels dal titolo “Europa musulmana, la bomba demografica a orologeria che sta trasformando il nostro continente” (08-08-2009). Scrive Michaels:


“Gran Bretagna e il resto dell’Unione europea stanno ignorando una bomba demografica a orologeria. Il recente flusso di migranti verso l’UE, tra cui milioni di musulmani, cambierà il continente al di là di ogni riconoscimento nel corso dei prossimi due decenni. (...) Il basso tasso di natalità dell’Europa, insieme ai crescenti flussi migratori, cambieranno sostanzialmente il nostro concetto di cultura europea”.


Lo storico e orientalista Bernard Lewis sostiene che, nell’arco di 50-80 anni, l’Europa sarà diventata un continente arabo. “Alla base — spiega il sociologo Marzio Barbagli — c’è il concetto per cui la religione musulmana finirà per prevalere su quella cristiana perché gli europei sono ormai secolarizzati, tolleranti, relativisti, sempre più incerti dal punto di vista dei valori”.


Europa musulmana


Lo scorso maggio, un articolo intitolato “La Francia si sta trasformando in una Repubblica islamica” è apparso sul sito www.abna.ir, il website ufficiale della Fondazione iraniana Ahl Al-Beit, creata nel 2004 dal Leader Supremo, ayatollah Ali Khamenei, al fine di diffondere in tutto il mondo l’islam di fede sciita. Dall’inizio, e per espresso desiderio di Khamenei, fu nominato Segretario Generale l’ambasciatore Mohammad Ahmad Akhtari, che è anche assessore agli Affari internazionali presso l’ufficio del Leader Supremo.


L’articolo, firmato dallo stesso Akhtari, analizza la crescita della popolazione musulmana in Europa. Una crescita sempre più accentuata dovuta sia al più elevato tasso di natalità tra i musulmani rispetto ai cristiani, sia alla massiccia immigrazione. L’articolo quindi invita il clero e le istituzioni sciite a sfruttare questa situazione, affinché i musulmani diventino al più presto una maggioranza nei paesi europei. Akhtari esorta anche a educare la popolazione cristiana nel pensiero islamico, visto che, prima o poi, dovranno imparare a convivere con questa realtà.

Dal confronto tra il tasso di crescita dei musulmani e dei cristiani in Francia, afferma Akhtari, in 50 anni al massimo la Francia diventerà un paese prevalentemente musulmano. Le famiglie cristiane in Francia hanno una media di 1,8 figli, rispetto alla famiglia musulmana media che ne ha 7,1. In Francia oggi più musulmani vanno alle moschee il venerdì che cattolici alla Messa la domenica.

La situazione negli altri paesi europei non è diversa. In Gran Bretagna, il tasso di crescita della popolazione cristiana è dell’1,6% annuo, in Grecia dell’1,3%, in Germania dell’1,3%, in Italia dell’1,2% e in Spagna dell’1,1%. Secondo Akhtari, nessuna civiltà può sopportare per molto tempo un tasso inferiore al 2,5%.

Akhtari cita Farah Sadiqi, un ricercatore pakistano che risiede in Europa, il quale ritiene che la popolazione europea crescerà unicamente dovuto all’immigrazione musulmana. Secondo Sadiqi, trent’anni fa c’erano 82.000 musulmani in Inghilterra, oggi sono 2.500.000. L’Inghilterra ha oltre 1.000 moschee, molte delle quali funzionanti in chiese cristiane dimesse. In Olanda, quasi la metà dei bambini che nascono ogni anno sono musulmani. In Russia la popolazione musulmana è di 23 milioni. In qualche anno i musulmani potranno costituire il 40% delle forze militari russe. In Belgio, il 25% della popolazione è musulmana.


Conversione

Quae cum ita sint, stando così le cose, c’è veramente da chiedersi: quale futuro per l’Europa?


Dal punto di vista strettamente naturale, a meno che  qualcosa cambi in profondità, il processo di islamizzazione della Europa è irreversibile. Un continente che, come ha ammonito Benedetto XVI, odia se stesso e taglia le sue radici è un continente che si è già arreso.


Ma c’è sempre il soprannaturale. Questo cedimento di fronte all’avanzata islamica costituisce un peccato enorme, una radicale apostasia, di cui solo per mezzo di una conversione ugualmente radicale si può recedere. Ora, la storia ci insegna che le grandi conversioni avvengono il più delle volte con un atto fulmineo dell’anima, provocato dalla grazia prendendo occasione da qualche grande avvenimento.


Ad te levavi oculos meos, qui habitas in coelis...

Categoria: Ottobre 2009

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