Testo

2009

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter

Attualità

 

Una densa riflessione sul nulla

 

Nel giustificare il loro atteggiamento aperto e concessivo nei confronti della crescente popolazione musulmana in Europa, i partigiani del multiculturalismo spesso accennano al supposto carattere rappacificante dell’integrazione. A contatto con la nostra cultura moderna e liberale, affermano, perfino gli islamici più radicali ne subiranno il fascino, attenueranno la loro faziosità e finiranno per accettare il nostro stile di vita.

Questo supporrebbe, da parte loro, un’apertura psicologica alla modernità. Il ché è tutt’altro che scontato.

Ma supporrebbe, soprattutto, che questa modernità abbia qualcosa di consistente da offrir loro. E anche questo è tutt’altro che scontato. La nostra modernità si è costruita sul relativismo, che è la negazione della verità, nonché sul liberalismo, che è la negazione della bontà. Non affermiamo nulla di fisso. È vero ciò che io voglio sia vero, è buono ciò che soddisfa i miei desideri del momento.

Non possiamo stupirci più di tanto se questo vacuo non alletta persone con forti convinzioni religiose, anche se sbagliate. Non possiamo stupirci più di tanto se l’immoralità sfrenata che caratterizza molti settori della nostra società non solo non lusinga, ma addirittura provoca il rifiuto di persone con norme morali assai rigide, perfino troppo.

Così come l’esito della collisione fra un corpo massiccio e uno molle è prevedibile, così anche l’esito dello scontro fra la moderna civiltà occidentale e quella musulmana. Lo diceva già il cardinale Biffi nel 2000: "L’Europa o ridiventerà cristiana o diventerà musulmana. Ciò che mi pare senza avvenire è la ‘cultura del niente’, della libertà senza limiti e senza contenuti, dello scetticismo vantato come conquista intellettuale. Questa cultura del niente non sarà in grado di reggere all’assalto ideologico dell’Islam, che non mancherà".

Questo profondo rifiuto della cultura moderna da parte di frange sempre più consistenti di musulmani in Europa sta creando il brodo di cultura del fondamentalismo più radicale.

A scanso di equivoci, ecco le immagini d’una recente manifestazione islamica a Londra. Si tratta di uomini nati, o comunque cresciuti, in Inghilterra. Molti avranno perfino frequentato qualche prestigiosa public school, avranno giocato al cricket o fatto il tifo per l’Arsenal. Eppure, eccoli inneggiando alla guerra santa contro il paese che li ha così generosamente accolti.

Alcuni analisti minimizzano il fenomeno, ritenendolo minoritario. Ma è proprio da questa minoranza che uscirono gli attentatori che il 7 luglio 2005 fecero saltare tre treni della metropolitana di Londra, provocando la morte di 52 persone, ferendone 700 e causando danni per svariati milioni di sterline. Tutti i kamikaze erano inglesi. Nei giorni successivi, Scotland Yard smantellò cinque cellule terroriste nelle Midlands, trovando ingente quantità di esplosivi. Tutte queste cellule funzionavano in case di famiglie perfettamente integrate nella società.

Apparentemente, la nostra civiltà moderna e liberale non li aveva affatto allettati...

Categoria: Giugno 2009

Iscriviti alla Newsletter

captcha 
Inoltre se desiderate essere invitati alle riunioni pubbliche in una delle città sopra elencate, Vi preghiamo di selezionare la casella corrispondente.
FacebookTwitter