pliniologo

Sito dedicato al

Prof. Plinio Corrêa de Oliveira
(1908-1995)

pensatore e leader cattolico,

ispiratore delle Società per la difesa della

Tradizione Famiglia e Proprietà - TFP

Home

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter

Cinquantenario di Rivoluzione e Contro-Rivoluzione

 

Brasile imperiale: breve cenno storico

 

Nel 1807, Napoleone invase il Portogallo. Giocando d’anticipo, il Reggente Dom João VI decise di trasferire la Corte e tutto il Governo in Brasile, allora una provincia d’oltremare. Egli scelse come capitale Rio de Janeiro, che così divenne il cuore dell’impero portoghese.

Nel 1815, Dom João elevò il Brasile alla categoria di Regno e, dopo la morte di sua madre Maria I nel 1816, venne incoronato Re a Rio de Janeiro. Calmatasi la situazione in Europa, egli fece rientro in Portogallo, dove morì nel 1826.


Prima di partire, però, Dom João lasciò come Reggente del Brasile suo figlio Dom Pedro, sposato con Maria Leopoldina d’Austria, figlia di Francesco II. Con l’appoggio del Parlamento, nel 1822 Dom Pedro dichiarò l’indipendenza del Brasile e, due anni dopo, veniva incoronato Imperatore. Dopo un regno alquanto travagliato, nel 1831 anch’egli fece ritorno in Portogallo, lasciando sul trono brasiliano suo figlio Dom Pedro II, ancora minorenne.

Dichiarato maggiorenne nel 1840 e, quindi, incoronato nella cattedrale di Rio di Janeiro, Dom Pedro II avrà uno dei regni più lunghi della storia, superato soltanto dalla Regina Vittoria d’Inghilterra. Nel 1842 egli sposò Teresa Cristina Borbone delle Due Sicilie. Dom Pedro II assicurerà al Brasile ben 49 anni di pace interna, prosperità e progresso.

Deposto da un movimento repubblicano nel 1889, egli dovette prendere la via dell’esilio insieme alla sua famiglia. Morì a Parigi nel 1891. Grande viaggiatore, egli visitò l’Italia in diverse occasioni. Ancor oggi si può visitare la stanza dove alloggiò nel Grand Hotel et de Milan, in via Manzoni, nel capoluogo lombardo.


Fu proprio durante uno di questi viaggi, nel 1888, che sua figlia la Principessa Isabella promulgò la cosiddetta Legge Aurea, che dava finalmente la libertà agli schiavi neri. In calce alla Legge, a fianco della firma della Reggente, v’era anche quella del Primo Ministro e ispiratore di questa disposizione, João Alfredo Corrêa de Oliveira.

Deputato a soli vent’anni, Governatore del Pará e poi di San Paolo, più volte Ministro, Senatore a vita, membro del Consiglio di Stato e, finalmente, Primo Ministro, João Alfredo Corrêa de Oliveira è una figura centrale nella storia brasiliana. “João Alfredo è un nome che vivrà nella storia brasiliana quando tutti gli altri saranno stati ormai dimenticati”, ha commentato il celebre statista e accademico Joaquim Nabuco.

Discendente di famiglie monarchiche, sia da parte paterna che materna, il prof. Plinio Corrêa de Oliveira era pronipote del Consigliere João Alfredo e, in un certo senso, erede del suo passato politico. Fra la sua famiglia e la Famiglia Imperiale correvano stretti legami di affetto e di amicizia. Abolita la legge dell’esilio, nel 1920, era del tutto naturale che Dom Pedro Henrique, Capo della Casa Imperiale, rientrando in Patria, stringesse amicizia col dott. Plinio.

È proprio questo rapporto che S.A.I.R. Dom Bertrand d’Orleans e Bragança ha voluto ricordare nella breve relazione al convegno romano di presentazione del libro Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, che riportiamo nelle pagine seguenti.

Categoria: Marzo 2010

Iscriviti alla Newsletter

captcha 
Inoltre se desiderate essere invitati alle riunioni pubbliche in una delle città sopra elencate, Vi preghiamo di selezionare la casella corrispondente.
FacebookTwitter