Newsletter Marzo 2012 - 1

Newsletter Marzo 2012 - 1
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Newsletter dell'Associazione Tradizione Famiglia Proprietà — Marzo 2012 - 1

 

Roma, 6 marzo 2012




 

        Gentile ,

   

   Parlare degli Stati Uniti non è sempre facile. L’operato di questa super-potenza nella storia contemporanea suscita reazioni opposte, a seconda delle proprie convinzioni ideologiche.

   Da una prospettiva cattolica e tradizionalista, non è difficile scorgere nella storia americana, sia nella vita interna del Paese che nella sua politica estera, parecchi aspetti fortemente criticabili.

   Ma è anche innegabile che, a partire dalla seconda metà del secolo scorso, si stanno verificando negli USA certi fenomeni psicologici — e quindi culturali, sociali e politici — che un osservatore cosciente non può non analizzare con diligenza.

   Dal “Conservative revival” (visibile già alla fine degli anni ‘40) al ruolo sempre più protagonista che gli Stati Uniti hanno assunto nella causa “pro life”, assistiamo al sorgere di tendenze e di fenomeni che difficilmente si inquadrano nella logica degli aspetti fortemente criticabili sopra accennati. Anzi, almeno per certi versi, sembrano collocarsi in contraddizione con essi.

   Ne abbiamo fatto una disanima approfondita sul numero di marzo 2004 della rivista «Tradizione Famiglia Proprietà», che potete consultare in questo link:


http://www.atfp.it/2004/93-marzo-2004/450-alle-radici-dellanti-americanismo.html

 

   Una di queste tendenze, sempre più evidente, è la crescente “cattolicizzazione” della destra americana.

   Offriamo ai nostri lettori due interessanti articoli in merito:

   — il commento di un blog, molto seguito da una certa sinistra americana, che accusa il candidato presidenziale Rick Santorum nientemeno di ispirarsi alle dottrine della TFP per la sua campagna politica;

   — un approfondimento sull'argomento, scritto da un professore di scienze politiche dell'Università di Wisconsin.  


                Cordialmente

        

 

firma loredopicc                                                                                                                            Julio Loredo

 

 


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Il piccolo manuale di Rick Santorum: Tradizione, Famiglia e Proprietà (*)

 

   Cosa intende Rick Santorum quando dice cose come queste?

   "Rick Santorum ha avvertito che gli attacchi del presidente Obama contro la Fede potrebbero portare a una situazione simile alla Rivoluzione francese. Parlando in un comizio elettorale in Texas mercoledì scorso, Santorum ha accusato Obama di voler distruggere la Fede in America. ‘Stanno distruggendo la Fede — ha denunciato il candidato repubblicano ai microfoni di Radio WLS — Perché? Quando si accantona la Fede, quando si rimuove Dio come il fondamento dei diritti della persona umana, cosa rimane? La Rivoluzione francese! Ciò che rimane è un governo che ti conferisce diritti. Non sono più i diritti inalienabili della persona umana. Ciò che rimane è un governo che ti dice cosa sei, cosa devi fare e quando lo devi fare. Come in Francia, resterà solo la ghigliottina!"The Hill», 9 febbraio 2012].

   
rick_santorumCosa intende Rick Santorum quando afferma che il protestantesimo mainstream ha tradito gli ideali cristiani, adottando invece quelli del "mondo"? Oppure quando evoca complotti satanici contro l'America: "Satana ha gli occhi puntati sugli Stati Uniti d'America! Satana sta attaccando le grandi istituzioni dell'America, utilizzando i vizi capitali dell'orgoglio, della vanità e della sensualità. Egli sta mettendo la scure alle radici di tutte le piante forti che hanno attecchito nella tradizione americana". [Discorso agli studenti della Ave Maria University, 2008.]

    Volete sapere da dove trae Rick Santorum queste idee?

    Ebbene, dal libro «Rivoluzione e Contro-Rivoluzione», di Plinio Corrêa de Oliveira. Cosa dice questo libro?

    "Questo nemico terribile ha un nome: si chiama Rivoluzione. La sua causa profonda è una esplosione di orgoglio e di sensualità che ha ispirato, non diciamo un sistema, ma tutta una catena di sistemi ideologici. Dall'ampia accettazione data a questi nel mondo intero, sono derivate le tre grandi rivoluzioni della storia dell'Occidente: la Pseudo-Riforma, la Rivoluzione francese e il comunismo" (Introduzione).

   Non vi suona piuttosto familiare?

   Durante un convegno a Roma, nel 2002, Santorum dichiarò al «National Catholic Reporter» che il proclama di John F. Kennedy nel 1960 in favore della separazione fra Stato e Chiesa aveva "danneggiato molto l'America":

    Egli ha dichiarato al NCR che la netta separazione fra le convinzioni religiose private di un candidato e la sua attuazione pubblica, sancita nel famoso discorso di John Kennedy nel 1960, nel quale si era impegnato a non prendere ordini dalla Chiesa nel caso fosse stato eletto presidente, ha causato un ‘danno enorme all'America'.

    Perché Rick Santorum dice questo tipo di cose?

    Vi dico io il perché: perché sta facendo propria la visione ideologica di un pensatore brasiliano di nome Plinio Corrêa de Oliveira. De Oliveira scrisse, nel 1959, un saggio intitolato «Rivoluzione e Contro-Rivoluzione». Oliveira è per Rick Santorum ciò che Saul Alinsky è per la sinistra americana. «Rivoluzione e Contro-Rivoluzione» è per lui ciò che «Regole per i radicali» è per la sinistra (**).

    La "Rivoluzione" (il "nemico"), come la descrive De Oliveira, è costituita dalla Riforma protestante, la Rivoluzione francese, il comunismo e il liberalismo in generale (liturgico, culturale e socio-economico). La "Contro-Rivoluzione" (i "buoni") è invece il cattolicesimo tradizionale.

    Leggiamo dall'Introduzione di «Rivoluzione e Contro-Rivoluzione»: 

   "Nel fare questa affermazione, il nostro pensiero si estende oltre le frontiere del Brasile a tutte le nazioni dell'America Latina, nostre così care sorelle, e da esse a tutte le nazioni cattoliche. Su tutte lo stesso male esercita il suo impero indefinito e soggiogatore. E in tutte produce sintomi di una tragica grandezza. Un esempio fra altri. Sua Eccellenza Rev.ma monsignor Angelo Dell'Acqua, sostituto alla segreteria di Stato, in una lettera diretta nel 1956 a Sua Eminenza il Signor cardinale Carlos Carmelo de Vasconcellos Motta, arcivescovo di San Paolo, in occasione della Giornata Nazionale di Ringraziamento, diceva che, ‘in conseguenza dell'agnosticismo religioso degli Stati', risulta ‘quasi morto o pressoché perduto nella società moderna il senso della Chiesa'. Ora, quale nemico ha vibrato contro la Sposa di Cristo questo terribile colpo? Qual'è la causa comune a questo e a tanti altri mali concomitanti e affini? Quale nome dargli? Con quali mezzi agisce? Qual'è il segreto della sua vittoria? Come combatterlo con successo?

    "Come si vede, difficilmente un tema potrebbe essere di più palpitante attualità.

    "Questo nemico terribile ha un nome: si chiama Rivoluzione. La sua causa profonda è una esplosione di orgoglio e di sensualità che ha ispirato, non diciamo un sistema, ma tutta una catena di sistemi ideologici. Dall'ampia accettazione data a questi nel mondo intero, sono derivate le tre grandi rivoluzioni della storia dell'Occidente: la Pseudo-Riforma, la Rivoluzione francese e il comunismo.

    "L'orgoglio conduce all'odio verso ogni superiorità, e porta quindi all'affermazione che la disuguaglianza è in se stessa, su tutti i piani, anche e principalmente su quello metafisico e religioso, un male: è l'aspetto ugualitario della Rivoluzione.

    "La sensualità, di per sé, tende ad abbattere tutte le barriere. Non accetta freni e porta alla rivolta contro ogni autorità e ogni legge, sia divina che umana, ecclesiastica o civile: è l'aspetto liberale della Rivoluzione.

    "Entrambi gli aspetti, che hanno in ultima analisi un carattere metafisico, in molti casi sembrano contraddittori, ma si conciliano nell'utopia marxista di un paradiso anarchico nel quale una umanità altamente evoluta ed "emancipata" da qualsiasi religione potrebbe vivere in profondo ordine senza autorità politica, e in una libertà totale dalla quale tuttavia non deriverebbe nessuna disuguaglianza.

    "La Pseudo-Riforma fu una prima rivoluzione. Seminò lo spirito del dubbio, il liberalismo religioso e l'ugualitarismo ecclesiastico, sebbene in misura diversa, nelle varie sette a cui diede origine.

    "Le fece seguito la Rivoluzione francese, che fu il trionfo dell'ugualitarismo in due campi. Nel campo religioso, sotto la forma di ateismo, seducentemente etichettato da laicismo. E nella sfera politica, con la falsa tesi che ogni disuguaglianza è una ingiustizia, ogni autorità un pericolo, e la libertà il bene supremo.

    "Il comunismo è la trasposizione di queste tesi nel campo sociale ed economico.

    "Queste tre rivoluzioni sono episodi di una sola Rivoluzione, all'interno della quale il socialismo, il liturgicismo, la politica della mano tesa, ecc., sono tappe di transizione o manifestazioni larvate".

   Questa, in essenza, è la base delle recenti dichiarazioni di Santorum. Ed è anche l'ispirazione di un'organizzazione chiamata Società Americana per la Difesa della Tradizione, Famiglia e Proprietà, o TFP, che si auto-definisce cattolica tradizionalista.

    Ecco perché il candidato repubblicano Rick Santorum sta dicendo queste cose: le sta copiando dal manuale della TFP.

 

   (*) «Corrente SBL», 23 febbraio 2012.

   (**) Saul David Alinsky, 1909-1972. Ideologo della sinistra "populista". Il suo libro «Rules for Radicals» — dedicato a "Lucifero, il primo rivoluzionario della storia" — si presenta come "un manuale per la rivoluzione negli Stati Uniti".

 

*      *      *      *      *

 

 

La “cattolicizzazione”
della destra americana

 

 

di Howard Schweber, University of Wisconsin‑Madison

   

   Negli ultimi due decenni, la destra religiosa americana è diventata sempre più cattolica, sia in senso letterale che metaforico.

   Nel senso letterale, abbiamo visto l’emergere di scrittori cattolici come leader intellettuali della destra religiosa nelle università, nei centri di potere, nella stampa e nei tribunali. Questi scrittori promuovono un programma che, a livello teoretico, prevede il recupero della tradizione del diritto naturale sulla scia di S. Tommaso d’Aquino. A livello più pratico, comporta un appello al buonsenso, del tipo “tutti lo sanno” o “è così e basta”, che ha caratterizzato le recenti lotte della destra contro, per esempio, il matrimonio omosessuale.

   Non c’è nulla di nuovo nel vedere intellettuali cattolici conservatori. Si pensi, per esempio, a John Neuhaus o a William F. Buckley. La novità è la crescente importanza che questi pensatori e leader cattolici stanno acquisendo nel mondo della politica americana, uno spazio finora occupato dai protestanti evangelici. Gli intellettuali cattolici sono diventati per la destra americana ciò che gli intellettuali ebrei erano una volta per la sinistra americana.

   Nelle università, nei tribunali, nello stesso Congresso nazionale, sono questi intellettuali cattolici a fornire la cornice teorica che modella gli argomenti conservatori nel dibattito pubblico su un’ampia gamma di questioni. Spesso questi argomenti sono perfettamente identificabili come provenienti da fonti tomiste o gesuitiche, ma la maggior parte delle volte entrano nel dibattito politico semplicemente come questioni “conservatrici”.

   Nel frattempo, nel campo della politica reale, sono emersi politici cattolici come protagonisti del movimento religioso conservatore. Anche in questo caso non c’è nulla di nuovo nel vedere leader politici cattolici, anche se questi finora erano quasi senza eccezione democratici (per esempio Al Smith e John Kennedy). Il repubblicano Pat Buchanan era l’eccezione. La novità consiste nella capacità di questi politici auto-proclamatisi cattolici di attrarre un ampio sostegno anche dalla destra evangelica protestante.

   Rick Santorum è un esempio calzante. Santorum sfoggia una forma specificamente cattolica di fede. Molti analisti hanno osservato come egli menzioni frequentemente il diritto naturale, ma raramente citi direttamente la Bibbia. Il suo discorso politico proviene da una formazione teologica specifica, e non da una spiritualità protestante che ritiene il testo biblico l’unica fonte di verità.

   Infatti, in passato Santorum è stato molto schietto riguardo al fatto che egli non usa la Bibbia come guida, affidandosi invece al Magistero della Chiesa. Dal punto di vista cattolico, non c’è ovviamente nulla di sbagliato in questo. Ma ci si chiede come un tale discorso possa far proseliti fra i protestanti...

   A livello nazionale, i politici cattolici sono emersi come figure di spicco del Partito Repubblicano. Oramai sono i protestanti evangelici a inseguirli. Come mai?

   La risposta non è che gli evangelici siano diventati meno protestanti. Un sondaggio Values Survey del 2011 rivela che il 93% degli evangelici bianchi ritengono importante per un candidato l’avere forti convinzioni religiose, rispetto al 69% dei cattolici che dicono la stessa cosa. D’altra parte, il 36% degli stessi evangelici dichiarano di non sentirsi a loro agio votando per un candidato di forti convinzioni religiose ma appartenente a un credo diverso dal proprio. Una crescita del 7% rispetto al 2010. In altre parole, gli elettori evangelici ci tengono molto alle convinzioni religiose di un candidato, purché sia uno di loro... Eppure, stanno sostenendo sempre di più i candidati cattolici.

   Allora, cosa sta succedendo?

   Per capire cosa stia succedendo, dobbiamo andare oltre il ruolo dei singoli leader cattolici per considerare invece il più ampio quesito dello stile cattolico di fare politica. È ciò che ho chiamato il senso metaforico.

   “Cattolico”, in questo senso, sta a indicare tre cose: voglia di una leadership forte; enfasi sui risultati (il cattolicesimo come “religione delle opere”); e una visione “manichea” del mondo nella quale la Chiesa — non le chiese — si erge come un baluardo contro le grandi forze di opposizione, sicché fuori dalla Chiesa esiste solo il caos.

   In questo senso, un elettore repubblicano cristiano sarebbe alla ricerca di un Capo che conduca i soldati cristiani alla vittoria in una crociata. Egli si preoccupa del programma politico del suo candidato piuttosto che della sua anima. Egli risponde all’appello perché ritiene il Partito Repubblicano l’ultimo baluardo della civiltà nella palude del mondo moderno. (...)

   In questo senso metaforico, lo stile “cattolico” di fare politica trova più eco tra gli elettori evangelici protestanti che non tra i cattolici veri e propri. Per esempio, la discesa in campo dei vescovi cattolici contro la contraccezione non trova tanto seguito tra i loro parrocchiani, ma riscuote invece un forte sostegno tra gli evangelici. Allo stesso modo, un recente sondaggio ha mostrato che oltre i due terzi degli elettori cattolici accettano un qualche riconoscimento giuridico delle “coppie gay”. In aperto contrasto, la stragrande maggioranza degli elettori evangelici vi si oppone strenuamente.

   In termini politici, la destra evangelica protestante si è “cattolicizzata”. Molti protestanti non ritengono più il cattolicesimo una religione molto diversa dalla propria, visto che conduce alle stesse posizioni sul campo di battaglia. Anche i cattolici fanno ormai parte della “Cittadella Repubblicana”.

   Si tratta poi di una visione del mondo politico singolarmente adatta al tipo di politica scandalistica oggi di moda. Chi se ne frega se il vostro candidato è un po’ matto o ha qualche scheletro nell’armadio, se sconfiggerà le forze delle tenebre? I sinistrorsi tollerano qualche venalità nei loro candidati, purché essi facciano il bene. I “cattolici” conservatori tollerano qualche venalità nei loro candidati, se ritengono che essi possano sconfiggere le forze del male.

   Ironicamente, tutto questo sta spostando la destra religiosa americana nella direzione di farla diventare sempre più simile a un movimento politico della destra europea tradizionale, piuttosto che a un movimento populista nella tradizione jacksoniana americana.

   Può tutto questo portare Santorum alla nomination repubblicana? Probabilmente no. Ci sono già segnali che mostrano Santorum in declino, a misura che l’estremismo del suo dogmatismo religioso diventa sempre più evidente agli elettori, costringendo gli evangelici a discernere le profonde differenze tra la sua e la loro fede. L’appoggio dei conservatori dei Tea Party è ancora più tenue, in quanto questo movimento è l’espressione di un modo profondamente “protestante” di fare politica, che si trova a disagio con la retorica e la visione del mondo del conservatorismo “cattolico”.

   Si intravedono possibili, profonde, divisioni nel Partito Repubblicano lungo la falla che divide il conservatorismo politico “protestante” da quello “cattolico”. Ma, indipendentemente da ciò che possa succedere, il sorgere prima di Gingrich e poi di Santorum come candidati della destra religiosa è un segno profondo di quanto questa destra stia diventando sempre più cattolica.


(The Huffington Post, 29 febbraio 2012)


 

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