Newsletter Aprile 2012 - 2

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Newsletter dell'Associazione Tradizione Famiglia Proprietà — Aprile 2012 — 2

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25 aprile:

 Festa della Madonna del Buon Consiglio

 

        Gentile ,

 

          Il 25 aprile è per noi, soci e volontari della TFP, una data molto importante.

        Parliamo, ovviamente, della festa della Madonna del Buon Consiglio, venerata sin dal 1467 nell'omonimo santuario a Genazzano (RM). Il 25 aprile si celebra la sua miracolosa "venuta", alla quale segue, il 26, la festa liturgica propriamente detta.

        Di origine albanese, questa straordinaria immagine è inscindibilmente legata non solo alla storia della Cristianità — come simbolo della resistenza europea all'invasione turca nel secolo XV — ma anche a quella della TFP, per via di una grazia insigne concessa al nostro fondatore e ispiratore, il prof. Plinio Corrêa de Oliveira, nel 1967.

        Abbiamo il piacere di offrire ai nostri gentili lettori una breve storia della Madonna del Buon Consiglio di Genazzano, integrata da due articoli di Plinio Corrêa de Oliveira: l'uno sul significato di questa devozione nel panorama odierno della Contro-Rivoluzione; l'altro contenente una sua testimonianza sulla grazia ricevuta nel 1967.

        Se volete, invece, fare una "passeggiata" virtuale nel pittoresco paesino di Genazzano, corredata dai commenti (in portoghese) del prof. Plinio Corrêa de Oliveira nel corso d'una riunione ai giovani della TFP brasiliana l'8 marzo 1985, cliccate il seguente link:

http://www.pliniocorreadeoliveira.info/DIS%20-%2019850308%20-%20Coment%C3%A1rios%20sobre%20Genazzano.htm 

 

          Cordialmente,

        

 

firma loredopicc                                                                                                                            Julio Loredo

 

 


Consigliera e celeste protettrice dell'Europa


     Siamo nella metà del secolo XV. I turchi premono sui confini dell'Europa. Il Sultano Maometto II dichiara di voler occupare Roma "per farla finita con gli infedeli". Imponenti eserciti ottomani irrompono nei Balcani cercando un passaggio per l'Italia. La loro avanzata si infrange, però, davanti alla caparbia resistenza di un piccolo Paese, l'Albania, guidato da uno dei più straordinari eroi di tutti i tempi: Giorgio Castriota, detto Scanderbeg (1405-1468).

      Figlio di Giovanni Castriota, Principe di Croia, trascorre la sua gioventù come ostaggio in Turchia. Rientrato in patria, il 2 marzo 1444 viene eletto dai principi albanesi guida della nazione e, in tale veste, si prepara ad affrontare l'imminente assalto musulmano.

      La sua prima vittoria avviene il 29 giugno 1444, quando sconfigge a Torvyol un'armata turca quattro volte superiore al comando di Alì Pascià. Per ben venticinque anni Scanderbeg riuscirà a sbarrare le porte dell'Europa ai seguaci di Maometto. Con un piccolo esercito che mai supererà i ventimila uomini, il condottiero albanese annienta successive spedizioni ottomane di gran lunga superiori sia in numero che in armamento, tanto da far dire a Maometto II che il suo sogno di conquistare Roma si era infranto. Chiamandolo "Scudo della Cristianità" e "Atleta di Cristo", Papa Eugenio IV arrivò a ipotizzare una nuova crociata contro l'islam guidata proprio da Scanderbeg, progetto ripreso da Pio II e mai portato a compimento.

      Da dove traeva Scanderbeg l'ispirazione e la forza per portare avanti un'impresa al limite dell'inverosimile? Un'impresa qualificata dal celebre storico tedesco Ludwig von Pastor "degna di un romanzo, se non ci fossero documenti storici incontestabili"? Sicuramente dalla sua spiccata devozione per la Madonna di Scutari, alla quale rivolgeva ferventi preghiere prima di ogni battaglia. "Egli pregava nel santuario della Madonna con un amore devoto ed entusiasta", racconta lo storico Georges F. Dillon.

 

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      Si tratta di un affresco dipinto su un sottile strato di intonaco, di 31 cm di larghezza per 42,5 cm di altezza, custodito nella chiesa di Shkoder (Scutari), risalente al secolo VI. Di origini ignote, l'icona era venerata come protettrice della nazione albanese.

     Nel marzo 1467 i turchi prendono d'assalto Scutari. Il santuario della Madonna è parzialmente distrutto (sarà poi raso al suolo dai comunisti nel 1948). Con grande stupore della gente, però, qualche giorno prima della caduta l'affresco era sparito inspiegabilmente, lasciando un enorme buco sul muro. Si pensò che qualcuno lo avesse prelevato per impedire che cadesse nelle mani dei seguaci di Maometto.

     Poco dopo, il 25 aprile, era il giorno del mercato nel paesino di Genazzano, a 48 chilometri da Roma sulla Prenestina. Contadini e borghesi si accalcavano in allegra confusione per le viuzze tortuose. D'un tratto, le campane della chiesa dei Padri Agostiniani dedicata alla Madonna del Buon Consiglio, allora in restauro, cominciarono a suonare senza apparente motivo. La tradizione racconta che una nuvola, scendendo dal cielo, andò a posarsi su un muro incompleto. Dissolta la nuvola, davanti agli occhi sbalorditi dei genazzanesi apparve una bellissima Madonna col Bambino Gesù in braccio. L'affresco, dai contorni irregolari come se qualcuno lo avesse strappato, restava prodigiosamente sospeso nell'aria, appena toccando la parete con l'angolo inferiore destro ("in precarie condizioni di stabilità", secondo il Rapporto della Commissione canonica del 1936).

      Racconta lo studioso Raffaelle Buonanno, "La Madonna si è posata ad una piccola altezza da terra, ad una distanza di circa un dito dalla parete nuova e rustica della cappella di San Biagio, e lì rimase, sospesa senza alcun supporto".

      È questo l'avvenimento che viene commemorato ogni anno, appunto il 25 aprile, col nome di "Venuta della Madonna".

      Il mistero comincia a chiarirsi quando arrivano a Genazzano due personaggi in abiti tipici dell'Albania. Dicono di chiamarsi Gjergj e De Sklavis e di essere stati condotti in Italia da un'ispirazione divina. Attestano che quel quadro è proprio la Madonna che si trovava nel Santuario di Scutari, fatto poi confermato da altre testimonianze. Inizialmente battezzata dagli italiani Madonna del Paradiso o Madonna del Muro, poi è prevalso il titolo di Madonna del Buon Consiglio, dal nome della chiesa dove si era posata.

      Sin dalla sua "venuta", la Madonna del Buon Consiglio iniziò a fare prodigi. Dal 27 aprile al 14 agosto 1467 sono riportati ben 161 miracoli, secondo il «Codex Miraculorum» conservato nel Santuario. Immenso era il concorso di popolo che veniva dai paesi vicini e poi da ogni parte d'Italia e del mondo a pregare la Santa Immagine. Papa Paolo II volle rendersi conto dell'accaduto, e inviò a Genazzano una commissione presieduta da due vescovi, Gaucerio di Gap e Nicola di Fara, la quale emise parere positivo.

      Nel corso della storia, numerosi santi e beati si sono recati in pellegrinaggio al santuario di Genazzano. Due Papi, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, hanno pregato ai piedi della prodigiosa Immagine. S. Pio X ne conservava un quadretto sulla scrivania.

      La devozione di Plinio Corrêa de Oliveira per la Madonna del Buon Consiglio di Genazzano nasce in tenera età. All'epoca in cui studiava presso il Collegio San Luigi dei Padri Gesuiti, soleva rifugiarsi nella cappella per confidare le sue afflizioni davanti a una riproduzione della Santa Immagine. Più tardi egli dichiarerà di aver ottenuto proprio in queste occasioni le forze spirituali necessarie per lanciarsi nella grande battaglia della Contro-Rivoluzione.

 

 

 

In questo secolo di confusione,
o Madre del Buon Consiglio, pregate per noi!


di Plinio Corrêa de Oliveira

 

      In una piccola località italiana la grazia fa germinare, in sostituzione di un vecchio culto pagano, una tenera devozione alla Madonna, sotto l’invocazione di Madre del Buon Consiglio.

      Secoli dopo, un regno valoroso si trova in una situazione di triste declino; declino politico e militare. I cattolici dell’Albania opponevano all’Islam l’inefficace resistenza di un popolo divenuto tiepido; pertanto la vittoria delle armate di Maometto risulta inevitabile. Due fedeli della Vergine, sconcertati, vanno nel santuario nazionale dell’Albania, a Scutari, per implorare all’immagine della Madonna lì venerata un buon consiglio: che fare? Restare nella nazione dominata dai turchi per servirvi la Ss.ma Vergine, oppure abbandonare la patria in direzione di terre in cui vivere senza grave pericolo per la Fede?

      Il buon consiglio implorato viene loro concesso in maniera stupenda e insperata. L’immagine abbandona Scutari e i nostri due albanesi la seguono.

      Per confermare l’autenticità e la sicurezza di questo consiglio, la sacra immagine si posa miracolosamente sul luogo di Genazzano, in cui si prestava culto alla Madre del Buon Consiglio.

      Da questo momento la storia della Madonna volata da Scutari non fu che una successione di trionfi. Tanto in Genazzano, quanto in altre città in cui riproduzioni del quadro albanese furono esposte alla venerazione dei fedeli, le grazie di ogni tipo si moltiplicarono innumerevoli; fra queste, l’esaudimento frequente delle persone che, desiderose di un buon consiglio, si rivolgono alla Vergine, implorando la grazia di una luce per le loro perplessità.

      Prima di continuare, sarà bene evidenziare una peculiarità della devozione alla Madonna di Genazzano.

      Non è infatti possibile parlarne senza porre in rilievo una delle sue particolarità più importanti. Molte persone che si rivolgono alla Vergine davanti all’immagine di Genazzano, o ad una sua copia, affermano che il sembiante della Signora "risponde" alle preghiere. Non che lo faccia parlando o muovendosi, il che sarebbe palesemente un miracolo; però, senza alcuna alterazione propriamente miracolosa, qualcosa dello sguardo e dell’espressione della Madre divina assume una caratteristica particolarmente viva e piena di materna gioia quando il fedele viene esaudito. È al moltiplicarsi di questo favore che in gran parte è dovuta l’universale diffusione della devozione alla Madonna del Buon Consiglio di Genazzano.

      Qual è l’attualità di questa devozione? Indubbiamente, nella nostra epoca così afflitta e turbata, sono innumerevoli le anime che hanno bisogno, per un motivo o per l’altro, di un buon consiglio. Non possono far nulla di meglio che implorare l’aiuto di Colei che è invocata dalla Santa Chiesa, nelle litanie lauretane, come Mater Boni Consilii.

      Dobbiamo tuttavia considerare che un consiglio ha tanto più valore quanto maggiore è l’importanza nel campo che lo riguarda. Per questo sono sommamente importanti per ognuno i consigli necessari per conoscere su se stessi – nella bufera delle tenebre del secolo XX – i disegni della Madonna e i mezzi adatti per realizzarli.

      Ecco quindi una prima ragione per assicurare l’attualità della devozione a Nostra Signora di Genazzano in questo secolo che potrà passare alla storia come il secolo della confusione.

      Se però ampliamo i nostri orizzonti un poco oltre la sfera individuale e se consideriamo in una prospettiva storica la crisi che oggi la Chiesa di Dio sta attraversando, non possiamo trascurare di meditare che, soprattutto su questo aspetto, l’umanità necessita di un buon consiglio dalla Vergine delle vergini.

      Ci troviamo all’apice di un processo storico provocato, nel Medioevo, da un’esplosione di orgoglio e di sensualità. Da questa esplosione sono nati, nei secoli XV e XVI, l’Umanesimo, il Rinascimento e la pseudo-Riforma protestante.

      L’ondata prodotta da questi movimenti si estese dalla sfera filosofica, cultura e religiosa a quella politica e sociale, dando origine, nel secolo XVIII, alla Rivoluzione francese empia e ugualitaria; questa, a sua volta, si raddoppiò, durante il secolo XIX, in movimenti di indole atea, laicista e rivoluzionaria che culminarono nell’esplosione del comunismo, rivoluzione sociale ed economica che allo stesso tempo minaccia di divorare il mondo intero. (Cfr. «Rivoluzione e Contro-Rivoluzione», Roma, Luci sull’Est, 1998)


*     *     *


      Al culmine di questo processo, s’impone un’alternativa: o soccombiamo al comunismo, come fece un tempo l’Albania davanti all’Islam, oppure rinunciamo radicalmente all’orgoglio e alla sensualità, estirpandone tutte le conseguenze, sia nella vita religiosa che in quella temporale, conseguenze delle quali il comunismo non è che il termine finale sommamente logico e perverso. Tuttavia il rifiuto effettivo e totale di un immenso peccato suppone un’immensa contrizione, e quest’immensa contrizione suppone un immenso desiderio di perfezione in quella virtù contro la quale si ha peccato.

      Così, la scelta per il mondo moderno è posta tra un avvenire tenebroso, determinato dalle ultime capitolazioni di fronte agli estremi dell’errore e del male, e l’abbraccio entusiasta della pienezza della verità e del bene.

      Come spingere l’umanità – talmente impantanata nel processo storico che viene trascinandola da tanti secoli – a imboccare la strada del figlio prodigo verso la casa paterna?

     Senza un forte aiuto della grazia, che parli nell’intimo di innumerevoli anime, questo non si può ottenerlo. Qual modo migliore, per ottenere che questo buon consiglio venga dato nell’intimo di ogni cuore per la salvezza dell’umanità, dell’implorare la Madre del Buon Consiglio affinché, per mezzo di una nuova grazia, converta il selvaggio ipercivilizzato del secolo XX? Solo così potrà, come il barbaro sottocivilizzato del secolo V, "bruciare ciò che aveva adorato e adorare ciò che aveva bruciato". Solo così potrà sorgere una nuova e ancor più splendida epoca di fede.

      Questo è il buon consiglio per eccellenza che i devoti di Maria debbono chiedere per se stessi e per tutti gli uomini nel nostro tempo.

      Ad alcuni lettori parrà forse eccessivo affermare che il nostro secolo è il più confuso della storia. Eppure, fra le numerose prove di questa asserzione, bisogna meditarne una che da sola giustifica la nostra tesi.

    Innanzitutto sarà difficile contraddire che in nessuna epoca la confusione negli ambienti cattolici sia stata maggiore che nella nostra.

      Indubbiamente vi sono state epoche in cui la Chiesa sembrò colpita da una confusione più grave. Per esempio, le crisi durante le quali gli antipapi laceravano il Corpo mistico di Cristo, o la lotta per le investiture, che divise per molto tempo l’Occidente cristiano, scagliando il Sacro Romano Impero contro il Papato. Tuttavia queste crisi erano dovute più a rivalità personali che a motivi di principio, oppure mettevano in discussione solo alcuni princìpi, per quanto basilari, della dottrina cattolica.

      Oggi, al contrario, non c’è errore, per quanto sia grossolano ed evidente, che non cerchi di rivestirsi di un abito più o meno nuovo per avere libero accesso negli ambienti cattolici. Possiamo dire di assistere, nel nostro stesso ambiente, alla sfilata di tutti gli errori, gioiosamente travestiti con pelle di agnello, sollecitando l’adesione dei cattolici incauti, superficiali o poco innamorati della nostra Fede.

      E davanti a questa manovra, quante concessioni, quanta falsa prudenza, quanto criminale amoreggiare con l’eterodossia! In questa atmosfera la confusione è così grande che in non pochi ambienti i cattolici gelosi dell’ortodossia sono malvisti e considerati con sospetto, mentre la folla delle vittime degli errori mascherati si comporta con la disinvoltura di chi è padrone del campo. Delineato questo quadro, pensiamo con affetto e apprensione alle numerose anime modeste alle quali le circostanze della vita non hanno permesso maggiori studi di religione. Quanto è loro necessario il buon Consiglio della Madonna per vincere la confusione! La Chiesa può applicare analogicamente a se stessa le parole di Nostro Signore: "Io sono la Via, la Verità, la Vita" (Gv 14, 6). Se negli ambienti cattolici soffia la confusione, è inevitabile ch’essa si estenda in tutti gli altri campi dell’esistenza. E nella Chiesa non ci può essere peggiore confusione di quella dei princìpi.

      È dunque naturale affermare che il nostro secolo è quello della confusione e che dalle nostre labbra si levi alla Madre di Dio una supplica: "Madonna del Buon Consiglio, pregate per noi; in mezzo a tanto traviamento, a tante falsità e a tanta morte, aiutateci a rimaner fedeli alla Via, alla Verità e alla Vita".

(Pubblicato originariamente in "Catolicismo", N°. 208-209, aprile-maggio, 1968. Tratto da "Lepanto", Anno V, N. 55, ottobre 1986)


 

 

Ringraziamento del prof. Plinio Corrêa de Oliveira alla Madonna del Buon Consiglio

 

(Dalla rivista "Madre del Buon Consiglio", Genazzano (RM), luglio-agosto 1985)

 

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(Il prof. Plinio Corrêa de Oliveira, venera la Madonna del Buon Consiglio, ottobre 1988)

 

      Da tempo eravamo sorpresi e ammirati nel vedere spesso dei giovani stranieri raccolti en profonda preghiera nella cappella della Madonna. Un bel giorno abbiamo voluto conoscerli chiedendo loro perché venivano così spesso a pregare nel nostro Santuario. Ci hanno detto che si sentivano molto attratti della bellissima Immagine della Madonna del Buon Consiglio, che si è manifestata con speciali favori al fondatore della loro Associazione, Tradizione Famiglia Proprietà: Plinio Corrêa de Oliveira. Abbiamo allora espresso il desiderio di poter avere una testimonianza del fatto, e gentilmente il Signor Plinio ci ha inviato dal Brasile la "Dichiarazione" che pubblichiamo: 

  

Dichiarazione  

    "Nel dicembre del 1967, avendo io 59 anni di età, fui colpito da una violenta crisi di diabete. Ne derivò una cancrena al piede destro, che indusse il chirurgo che mi curava a fare una amputazione delle quattro falangi minori.

     Tale misura non fu presa senza esitazione, poiché egli temeva profondamente che la cancrena si propagasse a tutto il piede, rendendo necessaria una amputazione più ampia.

      In questo caso, non sarebbe preferibile procedere in una sola volta a questa amputazione maggiore?

        Tuttavia continuai il ricovero con l’assistenza medica.

     Successe però, qualche tempo prima di questo fatto, che io avessi letto accidentalmente un libro intitolato «La Vierge Mère du Bon Conseil», di Mons. Georges F. Dillon (Desclée de Brouwer, Bruges, 1883). Durante la lettura, sperimentavo nella mia anima una sensibile consolazione.

       Avendo viaggiato in Italia prima che mi ammalassi, il mio amico Dott. Vicente Ferreira, mi fece la gentilezza di portarmi da Genazzano una stampa rappresentante il venerato quadro di Nostra Signora del Buon Consiglio. Questa stampa mi giunse nel momento di una prova spirituale che mi faceva soffrire molto più dell’infermità fisica.

      Dal 1960, ero presidente del Consiglio Nazionale della Società Brasiliana per la Difesa della Tradizione, Famiglia e Proprietà. Alcune circostanze, che non mi sembra il caso di menzionare, mi infondevano la certezza che fosse nei disegni della Provvidenza che questa associazione realizzasse una grande azione nel Brasile ed in tutta l’America del Sud, e anche in altri continenti, al servizio della Cristianità. D’altro lato, ero certo che la mia morte in quella situazione avrebbe portato alla rovina lo sforzo per l’opera che allora iniziava a fiorire con vigore, e che desideravo ardentemente portare a compimento per la maggior gloria di Nostra Signora prima di morire. A causa di ciò ero in uno stato di vera ansietà riguardo le incertezze sulla mia situazione clinica e chirurgica.

        Il giorno 16 dicembre, un altro amico, Dott. Martim Afonso Xavier da Silviera Jr., mi consegnò la suddetta stampa da parte del Dott. Vicente Ferreira.

        Quando la fissai, ebbi l’insperata impressione che la figura di Nostra Signora, pur non mutando in nulla, mi esprimesse una ineffabile e materna dolcezza, che mi confortava e mi infondeva nell’anima – non so come – la convinzione che la Santissima Vergine mi prometteva che non sarei morto senza aver prima realizzato l’opera desiderata. Ciò mi infuse una grande soavità nell’anima.

        Anche ora conservo intatta la stessa convinzione. E, per il favore di Nostra Signora, questa opera ha prosperato ammirevolmente, avvalorando la speranza che la meta sarebbe stata raggiunta.

        Nell’occasione in cui fui beneficiato dalla grazia del sorriso-promessa di Nostra Signora di Genazzano, non dissi nulla alle persone che mi erano intorno. Solo molto più tardi ne parlai agli amici. Due di questi, che mi tenevano compagnia in ospedale quando ricevetti la stampa, nell’udire la mia narrazione, affermarono di aver notato che la figura della Madre del Buon Consiglio mi fissava con molto compiacimento, il che attirò loro molto l’attenzione. Essi non avevano notato, tuttavia, il sorriso-promessa a cui alludevo.

        Essi sottoscrivono con me questa dichiarazione.

      Grazie anche alla Santissima Vergine, la mia salute all’epoca migliorò in modo tale da sorprendere il chirurgo. In conseguenza di ciò la seconda operazione non si rese necessaria.

        È con il cuore traboccante di amore e di gratitudine alla Madonna del Buon Consiglio di Genazzano che scrivo la presente dichiarazione.


        Plinio Corrêa de Oliveira

        San Paolo, 10 maggio 1985"

 


 

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