Newsletter settembre 2014 - 1

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Newsletter dell'Associazione Tradizione Famiglia Proprietà — Settembre 2014 — 1

  

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È finita l’era del cattolicesimo a costo zero

 

            Gentile ,        

           

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Com’era già successo con gli Almoravidi nel secolo XI, dal profondo dei deserti arabici è sorta l’ennesima setta ispirata alla dottrina “pura” del Corano. Ha preso il nome di “Stato Islamico dell’Iraq e del Levante”, o più semplicemente Isis. Come un incendio inarrestabile, ha già conquistato buona parte dell’Iraq e della Siria, minacciando perfino la capitale Baghdad. “Non ci fermeremo fino a sventolare la nostra bandiera sulla Casa Bianca”, proclama un capo. Vogliono stabilire il califfato, cioè la dittatura islamista mondiale. 

Inutile fare distinzioni bizantine fra islam “radicale” e islam “moderato”. Mentre in Occidente si discute, gli jihadisti massacrano migliaia di persone ogni settimana. Hanno già cancellato una cristianità che vantava duemila anni di storia. Nessuno riesce a fermarli. I combattenti dell’Isis sono già più di centomila, e aumentano ogni giorno, anche con l’apporto di volontari che arrivano sempre più copiosi da tutto il mondo, compresa l’Italia. Molti musulmani “moderati” sono saliti sul carro del vincitore, diventando a loro volta jihadisti. Chi non si piega al volere dei nuovi signori è sommariamente decapitato. 

Chi sostiene che tali atteggiamenti non facciano parte del vero Islam mostra di non conoscere né l’Islam né la storia. 

Quando nel 622 Maometto si trasferì dalla Mecca a Yathrib, che egli rinominò Medina (Città), stabilendo de facto il primo califfato, tutti gli abitanti (tra cui ebrei e cristiani) furono costretti a scegliere fra la conversione e l’esilio. Maometto ordinò personalmente lo sterminio nella pubblica piazza dell’intero clan Banu Curayza: 900 persone, comprese donne e bambini. 

Semmai, dunque, l’Isis può validamente vantarsi di procedere seguendo l’esempio del “profeta”. 

Di fronte all’impeto schiacciante dell’Isis — e di altri suoi consimili, come Boko Haram in Africa — cosa oppone l’Occidente? Buonismo, irenismo, ecumenismo, dialogo, pacifismo, multiculturalismo e tanti altri “ismi” che hanno minato la nostra civiltà rendendola vulnerabile. “L’Europa o ridiventerà cristiana o diventerà musulmana — ammoniva nel 2000 il cardinale Biffi — Questa cultura del niente non sarà in grado di reggere all’assalto ideologico dell’Islam, che non mancherà”. 

Intrisi di spirito liberale e buonista, molti occidentali non riescono a comprendere la combattività degli jihadisti: non è “moderna”… 

Nauseati dalla decadenza morale dell’Europa, un numero crescente di ragazzi si sta convertendo all’islam e, abbandonando il benessere della nostra società, si sta trasferendo in Iraq per combattere e morire inneggiando ad Allah. “Ci sono tanti fattori, per lo più psicologici — spiega Stefano Allievi, studioso dell’Islam in Italia — L’Islam radicale può offrire una forte struttura della personalità a chi non ce l’ha, e la guerra santa apre scenari di avventura esotici”. 

Davanti a un mondo che crolla, molti cattolici si sentono smarriti e cercano invano una leadership forte e credibile. Ed ecco che, proprio com’era già successo negli anni Trenta del secolo scorso, sorgono personaggi, fino a ieri identificati con le frange estreme della Rivoluzione, e che oggi si presentano invece come paladini della Tradizione. “Bisogna farla finita con l’ingenuità dei cattolici!”, ammoniva nel 1938 Plinio Corrêa de Oliveira. Parole profetiche anche per i giorni nostri… 

La sfida dell’islamismo radicale pone, per noi europei, una gravissima questione di coscienza: è finita l’era del cattolicesimo a costo zero. Serve una catechesi forte, che sappia venir incontro alla sazietà che tanti giovani provano per questa modernità decadente, e sappia poi indirizzare la contestuale voglia di eroismo verso orizzonti di santità. 

O noi, come i nostri antenati medievali, sapremo resistere con la grazia di Dio per l’intercessione di Maria Santissima, oppure, giorno più giorno meno, saremo costretti a piangere come bambini per ciò che non siamo riusciti a difendere come uomini. 

 

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Proponiamo ai nostri lettori il testo una relazione sulla “Dottrina cattolica in tema di guerra e di pace”, tenutasi qualche anno fa a Roma, basata su un testo di Plinio Corrêa de Oliveira:

 

http://www.atfp.it/biblioteca/convegni-e-conferenze/994-dottrina-cattolica-in-tema-di-guerra-e-di-pace.html

 

 

Cordiali saluti

firma loredopicc                                                                                                                            Julio Loredo 

 

 
 

 

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