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Chiesa e Massoneria: l’incontro del 16 febbraio a Milano

 

Di MesserWoland, CC BY-SA 3.0, Wikimedia. Formato originale svg. convertito in jpg.

 

di Roberto de Mattei

Il 16 febbraio 2024 si sono riuniti a Milano, per una giornata di studi, i rappresentanti delle principali obbedienze massoniche italiane e alcuni autorevoli prelati cattolici. Il seminario, promosso presso la Fondazione Ambrosianum dal Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa), ha visto la presenza dei tre Gran Maestri della Massoneria italiana: Stefano Bisi per il Grande Oriente d’Italia (GOI), Luciano Romoli per la Gran Loggia d’Italia degli ALAM (GLDI) e Fabio Venzi (in collegamento) per la Gran Loggia Regolare d’Italia (GLRI). Da parte cattolica partecipavano all’incontro l’arcivescovo di Milano Mario Delpini, il cardinale Francesco Coccopalmerio, già presidente del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi, il teologo francescano padre Zbigniew Suchecki, e il vescovo Antonio Staglianò, presidente della Pontificia Accademia di Teologia. L’arcivescovo Delpini ha tenuto il discorso di apertura e il cardinale Coccopalmerio quello di chiusura. L’incontro era a porte chiuse, ma la rilevanza dei partecipanti ne ha fatto trapelare i contenuti, che per primo ha portato alla luce Riccardo Cascioli su La nuova bussola quotidiana del 19 febbraio.

Il 20 febbraio il sito del Grande Oriente d’Italia ha riportato a sua volta la relazione integrale del Gran Maestro Bisi, da dieci anni alla guida della principale organizzazione massonica italiana. «Nel corso dei suoi oltre 300 anni di vita, nessuna istituzione è stata osteggiata, combattuta, mistificata, infamata e tanto temuta come la Libera Muratoria Universale», ha detto Bisi, criticando per questo la Chiesa cattolica, «che ha visto nella Massoneria un potenziale concorrente nella spiritualizzazione e nell’elevazione dell’Uomo», ma dimenticando di dire che è stata proprio la Massoneria a osteggiare, combattere, mistificare e infamare la Chiesa, negli ultimi tre secoli.

«Perché è bella la loggia massonica e perché non piace alle autorità ecclesiastiche?» ha spiegato Bisi: «Perché sotto lo stesso cielo – che rappresenta il Creato – ogni uomo è fratello dell’altro, è indipendente il legame di fratellanza dalla fede. Occorre solo credere nel Grande Architetto dell’Universo. Il cielo stellato è uguale per il buddista, per il cattolico, per il valdese, per l’islamico, per tutti coloro che credono in un essere supremo. (…) Le verità assolute e i muri della mente non ci appartengono e per noi vanno abbattuti».  Per Bisi, che ha avuto la spudoratezza di chiedere al Papa di raccogliersi attorno al monumento dell’eretico e apostata Giordano Bruno, tra le verità che vanno abbattute c’è, ovviamente, la fede cattolica, che si presenta come assoluta e universale. L’auspicio di Bisi che sia «dichiarata la conciliabilità fra l’appartenenza ad una loggia massonica e l’appartenenza alla fede cattolica», non è altro che una richiesta alla Chiesa di voltare le spalle alla sua dottrina per entrare a far parte del Pantheon massonico, gnostico e relativista. E il fatto che il Gran Maestro abbia ricordato i nomi del cardinale Ravasi e del cardinale Martini, come numi protettori, conferma questa impressione.

Bisi ha ricordato che il cardinale Martini «era di casa» negli ambienti massonici ed ha elogiato il noto articolo del cardinale Ravasi “Cari fratelli massoni” pubblicato su Il Sole24Ore del 14 febbraio 2016. La loro opera pionieristica sembra voler essere portata avanti dal cardinale Coccopalmerio che, nel seminario di Milano, ha affermato, tra l’altro: «Cinquant’anni fa c’era meno conoscenza ma le cose sono andate avanti e spero che questi incontri non si fermino qui. Mi chiedo se non si possa pensare a un tavolo permanente, anche a livello di autorità, per discutere meglio».

L’arcivescovo Staglianò da parte sua ha criticato il documento del 13 novembre 2023 del Dicastero per la Dottrina della Fede, firmato dal cardinale Víctor Manuel Fernández e approvato ex audientia, da Papa Francesco, secondo cui è proibito ai cattolici di aderire alle logge massoniche «a causa dell’inconciliabilità tra dottrina cattolica e massoneria».Questo documento conferma la plurisecolare condanna della Chiesa che, a quanto pare, nel corso del seminario è stata ricordata solo dal padre Zbigniew Suchecki. Ma bisognerà attendere la pubblicazione di tutti gli interventi per poter formulare un giudizio preciso sullo svolgimento dei lavori.

Quel che è certo è che, secondo la  Gran Loggia d’Italia degli ALAM ( Antichi Muratori Liberi e Accettati),  l’incontro «è culminato in un consenso unanime sull’opportunità di istituire un tavolo permanente di confronto».

Vale la pena ricordare a questo punto che il relativismo costituisce l’anima della Massoneria, anche se non ne racchiude tutta l’essenza. La Massoneria, infatti, presume di essere una “religione universale”, depositaria di un segreto di cui il massone prende gradualmente coscienza attraverso i riti, i simboli, i testi che assimila, ma anche attraverso l’atmosfera che respira nelle logge in cui è inserito.

Va aggiunto che non esiste una massoneria “cattiva”, atea e anticlericale, e una massoneria “buona” “religiosa” e “spiritualista”, come spesso si sente ripetere distinguendo tra la Massoneria latina (di sinistra) e quella anglo-americana (di destra). In realtà, in tutte le logge, ai primi gradi si sovrappongono sistemi di Alti Gradi massonici detti “Riti”, caratterizzati da un contenuto magico e cabalistico. Non tutti gli affiliati alla Massoneria ne conoscono gli ultimi fini, appresi solo dagli iniziati ai gradi più alti, che giurano, sotto pena di morte, di non rivelarli, ma dietro i diversi riti ed obbedienze, esiste una medesima concezione del mondo, che si oppone diametralmente a quella della Chiesa cattolica. Gli studi di Jean-Claude Lozac’hmeur sulle origini occulte della Massoneria, mostrano che essa eredita fede e costumi dello gnosticismo (Fils de la veuve: essai sur le symbolisme maçonnique, Éditions Sainte Jeanne d’Arc, Chiré 1990) e il padre Paolo Siano ha dedicato approfonditi studi al luciferismo massonico, confutando la tesi di chi ritiene che esso sia coltivato solo da “massonerie di frangia”, cioè marginali, ma sia estraneo alla Massoneria regolare (Studi vari sulla Libera Muratoria, Casa Mariana Editrice, Frigento 2012). Lo stesso padre Siano, che ha dedicato alla massoneria, anche recente, molti saggi su “Corrispondenza Romana”, in una cortese polemica con Gaetano Masciullo, autore de La tiara e la loggia. La Massoneria contro la Chiesa (Fede e Cultura, Verona 2023), ha mostrato che la Massoneria è tutt’altro che in declino, ma ancora viva e operante (https://www.fidescatholica.com/1828-2/ https://www.corrispondenzaromana.it/in-merito-alla-mia-recensione-al-libro-la-tiara-e-la-loggiadi-g-masciullo-e-la-replica-dellautore/).

Il pericolo è quello di distogliere l’attenzione dalla Massoneria per inseguire forme di neo-complottismo, che denunciano l’azione di “élites plutocratiche”, e “Cabale” di diverso genere, dimenticando la presenza di quella che Leone XIII, nella lettera Custodi di quella fede dell’8 dicembre 1892, definisce «una setta che dopo diciannove secoli di cristiana civiltà si sforza di abbattere la Chiesa cattolica». Se la Massoneria non costituisce più una minaccia, anche incontri come quello di Milano, trovano una loro ragione.

Fonte: Corrispondenza Romana, 21 Febbraio 2024.