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Umanizzazione degli animali 

Una deriva pericolosa

 

 

di Samuele Maniscalco

Sgomberiamo subito il campo da un equivoco.

Nessuno di noi odia gli animali o farebbe mai loro del male. Ma gli animali sono animali e gli esseri umani sono esseri umani.

Non sono la stessa cosa e come tali vanno trattati diversamente.

Sembra quasi scontato scriverlo, ma la preminenza deve averla ovviamente l’uomo.

Esiste una gerarchia nell’universo non perché piaccia così a qualcuno ma perché la natura stessa delle cose ce lo dimostra quotidianamente. E perché Dio ha così stabilito.

Tanto per dire una banalità: di tutti gli esseri viventi sulla Terra, quelli che sin da principio l’hanno assoggettata al suo volere, asservendo tutte le altre specie per crescere e progredire, sono proprio gli esseri umani.

Può piacere oppure no. Non è questo il punto.

Il punto è che è semplicemente così perché l’uomo è dotato di un’anima razionale ed è capace di una vita spirituale, il che lo rende superiore a qualsiasi animale, pianta o minerale. Ma visto il politicamente corretto, sarà ancora possibile fare anche questa constatazione?

Che poi non si debba abusare della natura siamo tutti d’accordo. Ma questa è un’altra faccenda.

Quello che preme qui sottolineare è che ormai siamo entrati in una deriva ambientalista tale per cui gli animali iniziano ad essere trattati come esseri umani, se non meglio.

Se è così, e purtroppo lo è, possiamo far risalire questa sbandata anche al modo in cui ci siamo abituati a trattare l’essere umano come una cosa. E prima ancora al modo in cui ci si abituati a ritenere obsolete e inutili le gerarchie stabilite da Dio.

Pensiamo per un attimo all’aborto, all’utero in affitto o alla fecondazione artificiale tanto per rimanere nell’ambito dell’umano.

Sono tutte tecniche che “cosificano” l’individuo del quale si finisce per disporre a piacimento.

Al contempo stesso, e qui ritorniamo al discorso di prima, la smania di trattare gli animali come uno di noi non ha fatto altro che crescere.

Fino ad arrivare a un parossismo francamente preoccupante.

A testimonianza di ciò, notiamo che tra il 9 e il 12 novembre scorso sono usciti ben quattro articoli sul Corriere della Sera – che ricordiamo an passant essere il principale quotidiano italiano – a proposito dell’umanizzazione dei pet.

I titoli di questi articoli dicono già molto. Eccoli:

  • I nuovi menù bio per cani gourmet (Corriere della Sera, 12 novembre 2021)
  • «Come si fa con i bambini la gente si informa di più» (Corriere della Sera, 9 novembre 2021)
  • «Oggi cresce l’attenzione per gli aspetti psicologici» (Corriere della Sera, 9 novembre 2021)
  • La vetrina della cura tra cibo e benessere. Una filiera strategica (Corriere della Sera, 9 novembre 2021

Stiamo parlando di un mondo in cui, ad esempio, si festeggiano i compleanni dei propri cani con torte e dediche personalizzate…

Gli “animali un tempo vivevano in famiglia, oggi sono componenti della famiglia a tutti gli effetti”. Così ha asserito al Corriere della Sera Alessandro Moretti, direttore marketing di Arcaplanet, la prima catena di Pet store in Italia con oltre 390 negozi nel paese. 

Esistono ormai anche dei Saloni dedicati, come Zoomark International, all’interno dei quali è possibile trovare “convegni sull’evoluzione etica della toelettatura, workshop dedicati a dimostrazioni pratiche di ‘asian style’ sul barbone e il taglio a forbice”.

E se nella convivenza con gli amici a quattro zampe nasce qualche problema, niente paura, potete sempre rivolgervi allo “psicologo” dei pet!

Abituati a trattare i suoi simili come cose senza alcuna dignità, gli esseri umani sono caduti nell’estremo opposto: hanno iniziato a trattare gli animali come persone.

Come non vedere che senza ribaltare l’attuale situazione di degrado religioso, morale e civile, finiremo con il diventare noi stessi degli animali contenti di vegetare invece che di vivere?

E una volta diventati animali assoggettati alla tecnica, chi di noi sarà veramente libero?

Apriamo gli occhi quanto prima ed eleviamo preghiere al Cielo perché venga ristabilito presto l’ordine voluto dal Signore.

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