Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter

Lugano: Pride omosessuale SI, Santo Rosario NO

 

Lo scorso 22 dicembre, l’associazione Helvetia Christiana, consorella svizzera delle TFP, aveva richiesto al Comune di Lugano l’autorizzazione per realizzare una manifestazione di carattere religioso in una piazza del centro città, in data sabato 26 maggio, mese dedicato alla Madonna. La manifestazione sarebbe consistita in un Santo Rosario, recitato dai giovani di Helvetia Christiana, per la rigenerazione spirituale e morale della Svizzera, alla presenza di una statua della Madonna di Fatima. Il Rosario aveva anche il carattere di riparazione per il Pride omosessuale, in programma il 2 giugno nella stessa città.

 

Dopo mesi di silenzio, nella seduta del 19 aprile, il Consiglio Municipale – che al Pride aveva concesso non solo l’autorizzazione ma addirittura il patrocinio – ha deciso di negare a Helvetia Christiana il diritto di pregare il Rosario, adducendo non meglio precisate “ragioni di parità di trattamento con simili richieste”.

 

In realtà, non c’era nessuna simile richiesta. A Helvetia Christiana era stata negata la libertà di espressione e la libertà di praticare la propria fede. Il diniego era tanto più clamoroso trattandosi di un Cantone a maggioranza cattolica. Mentre altri cantoni, di fede protestante, non avevano avuto il minimo problema nel concedere l’autorizzazione per la recita del Rosario. Per esempio Basilea.

 

Esultò, ovviamente, la lobby LGBT che, per bocca del consigliere municipale Lorenzo Quadri, attaccò pesantemente Helvetia Christiana tacciandola di “setta omofobica”, “fanatica”, “organizzazione estremista e settaria”, “peggio degli islamici” e via dicendo. “Il Municipio ha fatto bene a negare l’autorizzazione”, concludeva Quadri.

 

Il caso è scoppiato sui media e sui social. In tre giorni sono stati pubblicati nientemeno che cinquanta articoli in merito. Il canale TV TeleTicino ha dedicato al caso ben tre programmi. È ovvio che si sia toccato un nervo scoperto. Sul sito di Helvetia Christiana, il traffico è aumentato del 870%.

 

Immediata la reazione anche della politica. Il gruppo parlamentare dell’UDC ha, infatti, presentato un’Interpellanza, dove si chiede al Comune, nella persona del sindaco Marco Borradori, il perché di questa politica di “due pesi due misure”.

 

Stavano così le cose quando il vescovo di Lugano, mons. Valerio Lazzeri, ha deciso di scendere in campo… in difesa del Comune! Affermando “io non mi mobilito contro il Gay Pride”, il presule ha giustificato il diniego di autorizzare il Santo Rosario in piazza: “Non si deve usare la preghiera per finalità politiche”.

 

Helvetia Christiana ha presentato un Ricorso, che è adesso al vaglio delle autorità.

Iscriviti alla Newsletter

captcha 
Inoltre se desiderate essere invitati alle riunioni pubbliche in una delle città sopra elencate, Vi preghiamo di selezionare la casella corrispondente.
FacebookTwitter