1995

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Plinio Corrêa de Oliveira:

Un uomo di Fede, di pensiero, di lotta e di azione

 

La luminosa traiettoria di Plinio Corrêa de Oliveira ha attraversato quasi da un estremo all’altro il nostro secolo di incertezze, di catastrofi e confusione, imprimendogli un segno indelebile con l’esempio della sua vita integra, con la coerenza e vitalità del suo pensiero, con la sua Fede incrollabile di cattolico, apostolico, romano, con il suo coraggio intrepido nella difesa dei principi che professava e con la sua profonda devozione alla Beatissima Vergine, alla quale si consacrò come schiavo di amore fin dalla prima giovinezza, ponendo in Lei tutte le sue speranze.

In questa dolorosa occasione, sebbene illuminata dalla speranza della Fede, i soci, cooperatori e corrispondenti della Società Brasiliana per la Difesa della Tradizione, Famiglia e Proprietà (TFP) - associazione che il prof. Plinio Corrêa de Oliveira fondò e diresse egregiamente fino ai suoi ultimi giorni - come pure le altre TFP e associazioni affini, autonome e consorelle, sparse in ventisei Paesi dei cinque continenti, desiderano offrire un omaggio filiale e pieno di gratitudine a colui che, nelle incertezze dei nostri giorni turbolenti, ha guidato e stimolato con consigli, orientamenti e soprattutto con l’esempio, la battaglia ideologica in favore della Civiltà Cristiana.

Per offrire questo omaggio, il linguaggio semplice ma ben eloquente dei fatti parlerà da solo meglio di ogni altro. Così, presentiamo qui al pubblico i fatti più significativi, e anche le caratteristiche più rilevanti, di questa personalità del tutto incomparabile, di cui la Storia dovrà riconoscere e onorare i meriti e il valore.

 

Di stirpe illustre

Plinio Corrêa de Oliveira nacque da due illustri famiglie brasiliane a São Paulo il 13 dicembre 1908, figlio del dott. João Paulo Corrêa de Oliveira e di Donna Lucilia Ribeiro dos Santos.

Da un lato, i Corrêa de Oliveira, Senhores de Engenho, cioè membri dell’aristocrazia agraria del Pernambuco, discendenti degli eroi della guerra contro gli olandesi, e che annoveravano fra i loro membri personaggi di rilevante partecipazione nella vita pubblica, come il Consigliere João Alfredo Corrêa de Oliveira, senatore a vita dell’Impero e membro a vita del Consiglio di Stato. In qualità di Primo Ministro, egli promosse il 13 maggio 1888 la legge per la liberazione degli schiavi, detta “legge aurea”. Questo celebre statista ebbe per fratello il senhor de engenho di Uruaé, Leodegario Corrêa de Oliveira, nonno del prof. Plinio Corrêa de Oliveira.

Dall’altro lato, sua madre Donna Lucilia Ribeiro dos Santos apparteneva alla tradizionale classe dei “paulisti di quattrocento anni”, cioè provenienti dai fondatori o dai primi abitanti della città di Sào Paulo, e annoverava fra i suoi antenati pionieri famosi. Fra gli avi materni di Plinio Corrêa de Oliveira, spiccò durante il regno dell’imperatore Pietro II l’illustre professor Gabriel José Rodrigues dos Santos, cattedratico della già allora famosa Facoltà di Diritto di São Paulo, avvocato e oratore di grande qualità, deputato provinciale e poi nazionale.

Impareggiabile educatrice, Donna Lucilia seppe inculcare nell’anima di suo figlio, in modo indelebile ma con la dolcezza che sempre la caratterizzò, quella Fede cattolica, apostolica e romana per la quale egli lotterà lungo tutta la vita. Nel consegnare la sua anima a Dio, questa nobildonna paulista meritò il maggiore elogio che un figlio possa fare a sua madre:

“Mia madre mi insegnò ad amare Nostro Signore Gesù Cristo, mi insegnò ad amare la Santa Chiesa Cattolica”.

 

“Quando ero ancora molto giovane. . .”

Dopo i primi anni di formazione sotto lo sguardo premuroso dei suoi genitori, Plinio Corrêa de Oliveira entrò nel Collegio San Luigi, tenuto a São Paulo dai padri gesuiti. Di spirito molto logico fin dalla sua infanzia, egli si entusiasmò per i principi della formazione ignaziana, alla quale tributò viva ammirazione fino alla fine. Purtroppo, in molti dei suoi compagni trovò anche tratti di sregolatezza morale, di volgarità ed egualitarismo. Posto di fronte al contrasto fra questo modo di vivere e l’ambiente casto e tradizionale del focolare materno, prese la decisione di consacrare interamente la propria vita alla difesa della Chiesa e alla restaurazione della Civiltà Cristiana.

Decisione ammirevole per uno che, pur avendo di fronte a sé un futuro promettente, scelse di consacrare la vita in difesa dei quei principi che molti già iniziavano a impugnare enfaticamente.

A Plinio Corrêa de Oliveira non mancavano certo le doti per conseguire un successo invidiabile nella vita intellettuale, politica o professionale. Posizione sociale e qualità personali si completavano in un’armoniosa sintesi dei più alti doni dell’intelligenza e dello spirito. Se egli si fosse adattato al tiepido venticello del compromesso morale e de l’indifferentismo religioso che soffiava e che cercava di imporsi, tutte le porte per una brillante carriera gli sarebbero state aperte.

Invece, animato da Fede e da spiccato coraggio, decise di indirizzare altrimenti la propria vita. Questa decisione la riassunse egli stesso in alcune frasi di grande risonanza:

“Quand’ero ancora molto giovane,
contemplai rapito le rovine della Cristianità;
ad esse consegnai il mio cuore,
voltai le spalle al mio futuro,
e di quel passato carico di benedizioni
feci il mio avvenire”.

 

Inizio dell’azione pubblica nel Movimento Cattolico

Passarono alcuni anni. Nel settembre del 1928, il diciannovenne Plinio Corrêa de Oliveira, allora studente universitario, partecipò al Congresso della gioventù cattolica, nel quale prese il primo contatto con le Congregazioni Mariane all’inizio della loro espansione. In esse trovò un ambiente ricettivo per le idee e gli ideali che fin da bambino andavano formandosi nel suo spirito. Iniziò allora l’epopea della sua vita pubblica.

Subito egli si fece notare per i doni dei quali la Provvidenza lo aveva favorito, spiccando come conferenziere, oratore e uomo d’azione. Rapidamente diventò il principale leader del Movimento Cattolico brasiliano.

Nel 1929, poco prima di laurearsi precocemente in Scienze giuridiche e sociali nella rinomata Facoltà di Diritto di largo São Francisco a São Paolo – all’epoca considerata come roccaforte del laicismo - egli radunò alcuni congregati mariani e fondò l’Azione Cattolica Universitaria. Questa diventò una realtà di successo nella vita accademica dell’epoca, estendendosi rapidamente nelle altre scuole superiori di São Paulo.

 

Il più giovane e più votato deputato costituente nel 1934

Al termine del 1932, la convocazione delle elezioni per la formazione di un’assemblea federale costituente lo spinse a progettare la Lega Elettorale Cattolica (LEC) e a partecipare attivamente alla sua organizzazione.

Da questa appoggiato, Plinio Corrêa de Oliveira fu eletto come deputato più giovane e più votato di tutto il Paese, ottenendo il doppio dei voti del secondo arrivato, l’illustre politico prof. Alcantara Machado, rivelandosi poi come uno dei maggiori leader del gruppo parlamentare cattolico.

 L’insospettabile testimonianza di alcune personalità potrà darci un’idea del ruolo decisivo svolto da Plinio Corrêa de Oliveira in questo crocevia della vita nazionale.

Osvaldo Aranha - ministro della Giustizia, delle Finanze e degli Esteri nel governo di Getúlio Vargas e presidente nel 1947 dell’Assemblea Generale dell’ONU - giunse a dire: “Se i cattolici non si fossero uniti per intervenire nelle elezioni del 1933, il Brasile sarebbe oggi definitivamente deviato a sinistra”. (Legionario, 20-12-1936)

Paulo Brossard, ex ministro della Giustizia, affermava più recentemente: “‘La Lega Elettorale Cattolica fu l’organizzazione extrapartitica che nella storia del Brasile ha esercitato la maggiore influenza politica elettorale”. (Jornal de Minas, 3-7-1986)

 

Cattedratico e direttore di Legionario, periodico ufficioso dell’Arcidiocesi di São Paulo

Scaduto il suo mandato parlamentare, Plinio Corrêa de Oliveira si dedicò all’insegnamento universitario, assumendo, a solo ventisei anni, la cattedra di Storia della Civiltà nella Facoltà di Diritto dell’Università di São Paulo e, più tardi, di Storia Moderna e Contemporanea nelle Facoltà di Filosofia, Scienze e Lettere São Bento e Sedes Sapientiae della Pontificia Università Cattolica di São Paulo.

Contemporaneamente, si dedicò all’analisi filosofica e religiosa della crisi contemporanea. Le pagine del Legionario, passato sotto la sua direzione da semplice bollettino parrocchiale a settimanale ufficioso dell’Arcidiocesi di São Paulo con circolazione nazionale, ospitarono molte di queste penetranti analisi. La lungimiranza con la quale interpretava gli avvenimenti lo portò in varie occasioni a prevedere il futuro con precisione impressionante. Così, nel momento in cui gli stessi oppositori del nazismo consideravano questo come un avversario del comunismo, Plinio Corrêa de Oliveira scrisse sul Legionario del 01-01-1939:

“In effetti, nel delimitarsi di tutti i campi, va svolgendosi un movimento sempre più nitido verso la fusione dottrinale del nazismo col comunismo. Secondo noi, il 1939 vedrà compiersi questa fusione”.

Molti lettori del Legionario si ricordavano bene di questo avviso quando appena  otto  mesi  dopo, nell’agosto del 1939, Germania e Russia sottoscrissero il patto di non aggressione noto come Ribbentrop-Molotov e i protocolli segreti sulla delimitazione della sfera d’influenza tedesca e sovietica nell’Europa dell’Est.

Tuttavia, quando ancora continuava questa collaborazione fra nazismo e comunismo, Plinio Corrêa de Oliveira commentava: “È stato uno sbaglio il patto russo-teutonico (in quanto ha smascherato il nazismo). È possibile che in breve tempo Hitler e Stalin giochino nuovamente i ruolo di nemici, pour épater le bourgeois e disorientare il pubblico” (17-08-1939).

L’8 dicembre 1940, molto prima della spettacolare e sorprendente invasione della Russia da parte della Germania nazista, egli insisteva: “Il Legionario ha già più volte affermato che la mascherata nazi-sovietica può ricominciare da un momento all’altro e che, prima o poi, può ben essere che Mosca e Berlino riprendano la recita dell’antagonismo che tempo fa ha portato a loro vantaggi tanto considerevoli”.

Al riguardo, è interessante notare che Plinio Corrêa de Oliveira mantenne il Legionario su posizioni radicalmente contrarie al nazi­fascismo, nel momento in cui questo raccoglieva in Brasile numerose e influenti simpatie. Il Legionario stampò infatti 2489 articoli contro il nazismo e il fascismo, 447 del quali scritti personalmente da Plinio Corrêa de Oliveira.

 

“In difesa dell’Azione Cattolica”

Come presidente della giunta arcidiocesana di Azione Cattolica di São Paulo, Plinio Corrêa de Oliveira scrisse nel 1943 il suo primo libro, «In difesa dell’Azione Cattolica», con una prefazione dell’allora nunzio apostolico in Brasile mons. Benedetto Aloisi Masella, più tardi cardinale camerlengo di Santa Romana Chiesa. Quest’opera è una perspicace e penetrante analisi delle prime infiltrazioni progressiste e sinistrorse nell’Azione Cattolica. L’Autore vi denunciò l’esistenza, all’interno del laicato, di un movimento tendente a sminuire gradualmente il principio di autorità nella Chiesa. Nel campo sociale, questo movimento si caratterizzava per il rifiuto delle giuste e armoniche disuguaglianze fra le classi sociali e per l’incoraggiamento della lotta di classe.

Non fu necessario attendere molti anni per vedere confermate dall’evidenza dei fatti le analisi esposte in questo libro. Basti ricordare qui le gigantesche proporzioni assunte in Brasile dall’infiltrazione progressista in certi settori del Clero.

La calorosa lettera di elogio all’Autore scritta a nome di Pio XII da mons. Giovanbattista Montini, allora sostituto della Segreteria di Stato della Santa Sede e futuro Papa Paolo VI, costituì una significativa conferma, giunta da parte della Suprema Autorità Ecclesiastica, delle denuncie contenute nel libro, come dimostra il seguente passo: “Sua Santità si rallegra con Lei per avere spiegato e difeso con acutezza e chiarezza l’Azione Cattolica. ( . .) L’Augusto Pontefice fa voti di tutto cuore che il suo lavoro dia frutti ricchi e maturi, ricevendo non piccole né poche consolazioni. In pegno di questo augurio Le concede la benedizione apostolica”.

Paradossalmente, fu proprio dalle fila della Gerarchia ecclesiastica, difesa dall’Autore  nei suoi diritti e nella sua autorità, che provennero le contestazioni più dure alle tesi esposte nel libro, nonostante questo fosse appoggiato da venti illustri membri dell’episcopato nazionale con significative lettere di approvazione.

Sebbene le apparenze possano indurre a trarre una conclusione in senso contrario, l’obiettivo del libro fu pienamente raggiunto: il progressismo era stato definitivamente smascherato in Brasile e non avrebbe più potuto avanzare camuffandosi con una falsa pietà.

Da allora, questa corrente progressista cominciò a essere guardata con sospetto dall’opinione pubblica cattolica. Privi di argomenti che potessero confutare questo libro, gli agenti progressisti infiltrati nel clero cercarono di togliere completamente a Plinio Corrêa de Oliveira gli strumenti di azione, dapprima mediante un’insidiosa campagna di calunnie e, poi togliendogli tutti gli incarichi di guida nel laicato cattolico e infine sottraendogli uno dei principali mezzi di propaganda: il Legionario.

Non si rendevano conto che in questo modo, infatti, preparavano le condizioni  per la nascita della futura TFP brasiliana.

Con i pochi membri del “gruppo di Plinio” - così era conosciuto all’epoca il nucleo raccolto intorno al Prof. Plinio Corrèa de Oliveira - egli lanciò il prestigioso mensile di cultura Catolicismo, che diventò uno dei punti di riferimento intellettuale della  stampa cattolica brasiliana, la cui fama superò le frontiere del Paese e varcò gli oceani. Fino alla morte, Plinio Corrèa de Oliveira fu il principale collaboratore della rivista.

 

Fondazione della TFP brasiliana

Dall’espansione di questo nucleo iniziale, reduce dal Legionario, nel 1960 nacque la Società Brasiliana per la Difesa della Tradizione, Famiglia e Proprietà (TFP).

Nel nostro mondo materialista, che ha voltato le spalle al passato, levare lo stendardo di questo trinomio era di un’audacia tale da essere considerata da molti addirittura una pazzia destinata a un fatale fallimento. Oggi, questo trinomio tradizione, famiglia, proprietà - è nei cinque continenti un punto di riferimento, un faro orientatore che, nelle tenebre del caos moderno, proietta una luce che indirizza i naviganti nel mare tempestoso di questo triste XX secolo. La TFP ricorda continuamente che solo nella fedeltà ai principi eterni della verità rivelata, insegnata dalla Santa Chiesa cattolica, sarà possibile costruire un’autentica civiltà, ossia la Civiltà cristiana.

 

“Un’opera profetica”: Rivoluzione e Contro-Rivoluzione

Il capolavoro di Plinio Corrêa de Oliveira è «Rivoluzione e Contro-Rivoluzione». Pubblicato nel 1959,  esso ha avuto successive edizioni in vari Paesi dell’Europa e delle Americhe, diventando il libro-base di tutti i soci, cooperatori e corrispondenti delle TFP, degli uffici TFP e delle associazioni affini esistenti nel mondo. È ispirandosi a questa magistrale opera e seguendo l’esempio di vita di Plinio Corrêa de Oliveira che sono fiorite le varie TFP.

«Rivoluzione e Contro-Rivoluzione» è un’analisi storica, filosofica e sociologica della crisi del l’Occidente, che va dall’esplosione dell’Umanesimo e del Rinascimento e del Protestantesimo fino ad oggi. Quest’opera stabilisce il legame di causa-effetto fra questi movimenti e la Rivoluzione Francese del 1789, la Rivoluzione russa del 1917, la rivolta studentesca del Sessantotto - profondamente libertaria nei suoi aspetti morali e autogestionaria nella sua concezione sociale, politica ed economica - e le trasformazioni che stanno avvenendo nel mondo ex­sovietico e anche in Occidente.

Questi movimenti rivoluzionari non sono che fasi di un’unica Rivoluzione di stampo gnostico e ugualitario, che da cinque secoli va lentamente corrodendo e demolendo la Civiltà cristiana, un tempo fiorente, e la benefica influenza della Santa Chiesa sulle nazioni.

A questa Rivoluzione, Plinio Corrêa de Oliveira oppone la Contro-Rivoluzione, delineandone scopi e mezzi di azione. Nobile ideale che esorta l’uomo contemporaneo a rifiutare in blocco le polimorfiche caratteristiche della Rivoluzione e a restaurare in tutto il suo splendore l’ordinamento spirituale e temporale c ristiano.

Molte personalità poste al vertice del mondo ecclesiastico, nonché intellettuale e altre persone di rilievo, inviarono all’Autore di «Rivoluzione e Contro-Rivoluzione» lettere in cui manifestavano calorosamente il loro sostegno. Citiamo solo alcuni brani di una fra le più recenti, scritta dal Padre Anastasio Gutiérrez C.M.F., illustre canonista di fama internazionale, co-fondatore in Roma dell’Institutum Juridicum Claretianum e consultore di vari dicasteri vaticani:

“Rivoluzione e Contro-Rivoluzione è un’opera magistrale i cui insegnamenti dovrebbero essere diffusi fino a penetrare nella coscienza di tutti coloro che si sentono veramente cattolici. (…) Insomma, oserei dire che è un’opera profetica, nel senso migliore della parola; anzi, che il suo contenuto dovrebbe essere insegnato nei centri superiori della Chiesa. (. . .) 

“Non mi resta che congratularmi con la TFP per avere un Fondatore della levatura e qualità del Prof.  Plinio. Prevedo per quest’associazione, desiderandolo con tutta la mia anima, un vasto sviluppo e un avvenire di successi contro-rivoluzionari. 

“Concludo dicendo che impressiona fortemente lo spirito con cui l’Opera è scritta: uno spirito profondamente cristiano e appassionatamente amante della Chiesa. Quest’opera è un prodotto autentico di sapientia cristiana. Emoziona anche vedere in un laico o persona secolare una devozione così sincera alla Madre di Gesù e nostra: chiaro segno di predestinazione”.

Le dottrine magnificamente esposte in «Rivoluzione e Contro-Rivoluzione» sono la più fedele espressione degli ideali di vita e degli obiettivi che Plinio Corrêa de Oliveira si propose di ottenere nel corso della sua lunga e feconda esistenza. Nelle sue pagine possiamo trovare le parole che meglio definiscono il contro-rivoluzionario per eccellenza: Plinio Corrêa de Oliveira stesso.

“Chi è un contro-rivoluzionario?”. A questa domanda egli così risponde: È colui che “conosce la Rivoluzione, l’ordine e la Contro­Rivoluzione nel loro spirito, nelle loro dottrine, nei  loro rispettivi metodi. Ama la Contro-Rivoluzione e 1’ordine cristiano, odia la Rivoluzione e l’anti-ordine. Fa di questo amore e di quest’odio l’asse intorno al quale gravitano tutti i suoi ideali, le sue preferenze e le sue attività”.

 

Ruolo decisivo nella storia contemporanea del Brasile

Concretizzando questo ideale di vita, Plinio Corrêa de Oliveira svolse innegabilmente, alla guida della TFP brasiliana, un ruolo decisivo nella storia contemporanea del Brasile, mettendo in guardia e orientando l’opinione pubblica nei momenti cruciali della vita nazionale.

I suoi numerosi interventi pubblici contro l’agro-riformismo socialista e confiscatore, iniziati nel 1960 con il libro best-seller «Riforma agraria - questione di coscienza», oltre a impedire la distruzione della dinamica agricoltura brasiliana, furono determinanti per risvegliare le forze vitali della nazione.

Evitarono anche che il Brasile rotolasse nell’abisso comunista, preservandolo dagli orrori che si palesarono agli occhi del mondo intero con la caduta della Cortina di Ferro (1989).

Parimenti, le opportune denuncie dell’infiltrazione comunista nella Chiesa sollevate dal Prof. Plinio Corrêa de Oliveira misero sull’avviso l’opinione pubblica cattolica, riducendo le possibilità di successo della Sinistra in Brasile.

Una di queste denuncie è rimasta nella memoria di tutti. È la portentosa petizione del 1968, con cui si chiedeva a Paolo VI di intervenire contro l’infiltrazione sinistrorsa negli ambienti cattolici, una sottoscrizione che raggiunse in Brasile il numero di 1.600.368 firme. Sommandole a quelle raccolte dalle TFP allora esistenti nell’America del Sud, si giunse al totale di 2.025.201 firme.

Più tardi, nel 1976, davanti all’attività crescente del comunismo in Brasile e soprattutto alla vastità della sua infiltrazione negli ambienti cattolici, Plinio Corrêa de Oliveira lanciò il libro «La Chiesa di fronte alla montante minaccia comunista - appello ai vescovi silenziosi», diffuso ampiamente in tutto il territorio nazionale; esso risvegliò in importanti settori del1’opinione pubblica quel senti­ mento anticomunista che all’epoca andava addormentandosi.

Il libro giunse sulle “scrivanie del Vaticano”, stando a quanto informò da Roma il giornalista Rocco Morabito: “In più occasioni era possibile trovare sulle scrivanie del Vaticano alcune copie del libro di Plinio Corrêa de Oliveira ‘La Chiesa di fronte al montare della minaccia comunista’, stampato a São Paulo”.

Analogamente merita speciale menzione il libro «Tribalismo indigeno: ideale comunista-missionario per il Brasile nel secolo XXI», pubblicato nel 1977, che denuncia una nuova offensiva rivo1uzionaria: una pastorale struttural-comunista, fautrice di un regime ancora più radicale del fallito capitalismo di Stato sovietico.

In quest’opera, Plinio Corrêa de Oliveira previde, con quindici anni di anticipo, le principali dottrine e tendenze dell’ecologismo neocomunista manifestatesi, ad esempio, nella Conferenza ONU denominata Eco ‘92, tenutasi a Rio de Janeiro.

 

Stoccata al cuore del socialismo autogestionario di Mitterrand

L’opera di maggiore impatto pubblico del Prof. Plinio Corrêa de Oliveira, per l’ampiezza della sua diffusione (pubblicata sulla stampa di 55 paesi, con una tiratura totale di 33,5 milioni di copie) fu il manifesto delle allora 13 TFP intitolato «Il socialismo autogestionario di fronte al comunismo: barriera o testa di ponte?» (1981) , nel quale l’Autore fa un’ampia esposizione e analisi critica del programma socialista di François Mitterrand, allora neo-eletto presidente della Francia.

Per valutare la portata di questo manifesto è bene tener presente che, nel periodo precedente alla prima elezione di Mitterrand, 1’espressione “socialismo autogestionario” corrispondeva a una specie di primavera propagandistica mondiale, fino al punto di essere diventata di moda in certi ambienti della sinistra. Il socialismo autogestionario sarebbe la via d’uscita dalla crisi del cosiddetto “socialismo reale”.

Il Partito Socialista francese aveva allora espresso la propria decisione di porre al servizio dell’obiettivo socialista autogestionario il prestigio e l’influenza culturale esercitata dalla Francia nel mondo. Di conseguenza, François Mitterrand aveva elaborato un a politica estera di espansionismo ideologico e d’interventismo politico. L’America Latina era uno dei principali obiettivi presi di mira.

L’impatto mondiale causato dal manifesto delle TFP costituì uno dei fattori, forse fra i maggiori, che avviarono al declino il socialismo autogestionario “dal volto umano”, come è stato affermato da opinionisti e storici.

L’espansionismo del socialismo francese andò estinguendosi; i suoi esponenti mantennero conformisticamente il loro comodo potere ma persero quel dinamismo che poteva far loro raggiungere le grandi mete del 1981.

 

La maggiore sottoscrizione della storia        

Nel 1965, in un discorso pronunciato a São Paulo durante il terzo congresso lituano inter-americano, Plinio Corrêa de Oliveira aveva proposto la realizzazione di una sottoscrizione internazionale rivolta al Presidente nordamericano Lyndon Johnson, sollecitando che stabilisse l’indipendenza delle nazioni baltiche come condizione per il dialogo con la Russia sovietica. In quell’occasione questo progetto non andò avanti.

Nel 1990, venticinque anni dopo - in un momento particolarmente decisivo della crisi dell’URSS – egli lanciò la TFP brasiliana nella campagna “Pro Lituania Libera”, ricevendo immediatamente l’adesione calorosa delle varie TFP, uffici TFP e associazioni affini.

Questa campagna, estesa poi a tutti i continenti, si tradusse in una monumentale sottoscrizione in favore dell’indipendenza della Lituania. Avendo raggiunto il totale di 5.212.580 firme, essa diventò, secondo il Guinness dei Primati, la maggiore sottoscrizione della storia, esercitando un’innegabile influenza nel processo di liberazione dei Paesi baltici dal giogo sovietico, come testimoniò all’epoca il governo lituano stesso.

 

“Nobiltà ed élites tradizionali analoghe”

Il più recente libro di Plinio Corrêa de Oliveira fu «Nobiltà ed élites tradizionali analoghe nelle allocuzioni di Pio XII» (1993). In quest’opera l’Autore commenta le quattordici allocuzioni rivolte dal compianto Pontefice al patriziato e alla nobiltà romana, contenenti un appello a preservare con cura, nei Paesi con tradizione nobiliare, le rispettive aristocrazie. Plinio Corrêa de Oliveira mette in rilievo l’importante compito che tocca a queste varie élites, anche al giorno d’oggi, sottolineando il valore religioso e culturale delle tradizioni che incarnano e la loro ardua missione a servizio del bene comune spirituale e temporale nel turbolento mondo di oggi. Inizialmente lanciato in Portogallo, il libro è stato poi edito in Italia, Francia, Spagna, Stati Uniti, Cile e Argentina; è in preparazione un’edizione tedesca.

Fra le varie manifestazioni di appoggio e i messaggi di felicitazioni ricevuti dall’Autore, spiccano le lettere dei cardinali Silvio Oddi, Mario Luigi Ciappi, Alfons Stickler e Bernardino Echeverria Ruiz, e anche del citato padre Anastasio Gutiérrez, come pure dei rinomati teologi Padre Raimondo Spiazzi O.P., e Padre Vittorino Rodriguez O.P.

Avevamo all’inizio accennato alla penetrante lungimiranza con cui Plinio Corrêa de Oliveira interpretava il processo degli avvenimenti discernendone l’orientamento. Le seguenti previsioni, che chiudono il suo ultimo libro, forse si realizzeranno in un futuro non molto lontano:

“Nel momento in cui scriviamo, le nazioni che un tempo formavano l’URSS si sono disgregate. Le frizioni nate fra loro vanno accentuandosi, notevolmente aggravate dal fatto che alcune di queste nazioni hanno i mezzi per far scoppiare una guerra atomica.

“Non è improbabile che, una volta scatenata una situazione bellica all’interno dell’ex-URSS, essa venga a coinvolgere nazioni dell’Occidente tra le più importanti, il che a sua volta potrebbe avere conseguenze di portata apocalittica.

“Fra queste conseguenze potrebbe facilmente annoverarsi la migrazione, verso l’Europa centrale e occidentale, di intere popolazioni spinte dal timore dei rischi di guerra e della fame attualmente già così pressante. Questa migrazione potrebbe allora assumere una gravità imprevedibilmente critica.

“Per completare questo quadro, sarebbe necessario tenere in conto la possibile reazione del Maghreb (... ) e l’immensa ondata fondamentalista che pervade i popoli del Islam. (... )

“Quale conseguenza per il mondo sta derivando dalla più recente crisi rivoluzionaria, se non il ribollire di una confusione generale che minaccia in ogni momento catastrofi imminenti fra loro contraddittorie, che svaniscono nell’aria nel momento in cui stanno per precipitarsi sui mortali, suscitando in questo modo la prospettiva di nuove catastrofi, ancor più imminenti, ancor più contraddittorie? Queste catastrofi svaniranno a loro volta per generare nuovi incubi, o si trasformeranno in atroci realtà? ( ... )

“Chi può saperlo? Chi sa se accadrà questo e solo questo, o se avverrà ben più e ben peggio?

Questo quadro potrebbe essere scoraggiante per tutti coloro che non hanno fede. Al contrario, per coloro che hanno fede, dal fondo di questo oscuro orizzonte torvo e confuso, si fa udire una voce capace di suscitare la più incoraggiante fiducia: ‘Infine il mio Cuore Immacolato trionferà’.

“Abbiamo quindi ragioni per sperare. Sperare in cosa? Nell’aiuto della Provvidenza per qualsiasi fatica intrapresa con lungimiranza, rigore e metodo, al fine di allontanare dal mondo le minacce che, come altrettante spade di Damoc1e, sono sospese sugli uomini. Bisogna dunque pregare, affidarsi alla Provvidenza e agire”.

 

“Eco fedelissima dei documenti del supremo Magistero della Chiesa”

Sono così numerose le iniziative di Plinio Corréa de Oliveira che nel ridotto spazio di questo articolo non è possibile neanche di elencarle. La sua vita, tuttavia, non fu caratterizzata solo da una feconda operosità.

Soprattutto, egli fu uomo di Fede. Non una fede comune, ma una Fede profonda, rispettosa e entusiasta dell’unica vera Chiesa, quella dell’unico vero Dio, la santa Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana.

Esempio di questa Fede e di questo appassionato e ardente amore alla Santa Chiesa è il seguente passo di una Via Crucis, da lui composta e pubblicata su Catolicismo nel marzo 1951:

“Sul velo (della Veronica) la rappresentazione del volto divino è stata fatta come in un quadro. Nella santa Chiesa cattolica, apostolica, romana è fatta come in uno specchio.

“Nelle sue istituzioni, nella sua dottrina, nelle sue leggi, nella sua unità, nella universalità, nella sua insuperabile cattolicità, la Chiesa è un autentico specchio nel quale si riflette il nostro divino Salvatore. Ancora di più, è lo stesso corpo mistico di Cristo. ( ... )

“Far parte della Chiesa è cosa molto elevata e molto ardua. Dobbiamo pensare come pensa la Chiesa, sentire come sente la Chiesa, agire’ come la Chiesa vuole che agiamo in tutte le circostanze della nostra vita. Questo suppone un senso cattolico reale, una purezza di costumi autentica e completa, una pietà profonda e sincera. In altri termini, suppone il sacrificio di tutta un’esistenza”.

Come corollario del suo profondo amore alla Santa Chiesa spiccava continuamente in Plinio Corrèa de Oliveira una grande devozione al Sommo Pontefice. Fino al punto che in una delle sue conferenze, tenuta per un gruppo di giovani cooperatori della TFP, egli affermò che, giungendo al termine di questa vita, il suo ultimo sospiro sarebbe stato un atto di amore, di venerazione e di fedeltà al Papato.

Non diverso era lo spirito che lo animava nello scrivere la conclusione del suo libro «Rivoluzione e Contro-rivoluzione». Non volle chiuderlo “senza un omaggio di filiale devozione e di obbedienza illimitata al ‘dolce Cristo in terra’, colonna e fondamento infallibile della Verità Ubi Ecclesia, ibi Christus, ubi Petrus, ibi Ecclesia. Al Santo Padre si rivolge dunque tutto il nostro amore, tutto il nostro entusiasmo, tutta la nostra dedizione.

“Nel nostro cuore, non abbiamo il minimo dubbio sulla verità di ognuna delle tesi che lo compongono (il libro Rivoluzione e Contro-Rivoluzione). Le sottomettiamo, tuttavia, senza restrizioni, al giudizio del Vicario di Gesù Cristo, disposti a rinunciare senza esitazione a qualsiasi di esse, se si allontana, anche lievemente, dall’Insegnamento della Santa Chiesa, nostra Madre, Arca della Salvezza e Porta del Cielo”.

Quest’ incondizionata sottomissione al Supremo Magistero della Chiesa, che si rifletteva in tutti i suoi atti, scritti e parole, fu meritoriamente riconosciuta dal Cardinale Giuseppe Pizzardo, Prefetto della Sacra Congregazione dei Seminari e delle Università in una lettera di elogio al libro di Plinio Corréa de Oliveira su La libertà della Chiesa nello Stato comunista. In essa l’illustre porporato affermava:

“Ci congratuliamo con il chiarissimo Autore, meritamente celebre per la sua scienza filosofica, storica e sociologica e auguriamo la più larga diffusione al denso opuscolo, che è un ‘eco fedelissima dei Documenti del Supremo Magistero della Chiesa, sino alle luminose encicliche Mater et Magistra di Giovanni XXIII ed Ecclesiam Suam di Paolo VI felicemente regnante”.

«La libertà della Chiesa nello Stato comunista» percorse il mondo, tradotto in dieci lingue, con più di 40 edizioni e 340.000 esemplari diffusi.

Seguì un’altra opera importante: «Trasbordo ideologico inavvertito e dialogo». Anch’essa, come la precedente, varcò la cortina di ferro, provocando polemiche all’interno della stessa roccaforte comunista. L’Autore vi denunciava un insidioso processo di persuasione subcosciente, adottato dalla propaganda comunista, nel quale giocavano un ruolo capitale parole-talismani come dialogo, coesistenza pacifica, pace.

 

Ardente devozione alla Madonna e alla Sacra Eucaristia

Plinio Corrèa de Oliveira fu anche, in grado eminente, un paladino della devozione mariana. Il suo esempio edificante, i suoi libri e articoli, i suoi discorsi, erano sempre pregni di quella devota adesione che il cattolico deve avere a Colei che è Madre di Dio e Mediatrice di tutte le grazie.

Instancabile nel raccomandare il ricorso alla Madonna, non perdeva mai un’opportunità di conquistarle un nuovo fedele, di esaltare il suo nome, di introdurre in un locale adeguato una sua immagine, di raccomandare un atto di pietà mariana.

Quante e quante volte, chiedendogli un giovane cooperatore della TFP un consiglio, udiva dalle sue labbra: “Abbia più devozione alla Madonna”.

La recita del Rosario, il rinnovo quotidiano della sua consacrazione come schiavo di Maria secondo l’insegnamento di San Luigi Maria Grignon di Montfort, la recita delle Litanie lauretane e dei Salmi del Piccolo Officio della Beatissima Vergine, l’uso della Medaglia Miracolosa, la visita ai santuari mariani o alle semplici pie immagini, erano alcune fra le sue devozioni assidue.

Sebbene, purtroppo per il Brasile, l’un tempo tanto fiorente movimento delle Congregazioni Mariane andò declinando negli ultimi cinquant’anni, nel cuore di Plinio Corrèa de Oliveira quella sorgente di devozione alla Madre di Dio che caratterizzava il movimento mariano crebbe incessantemente.

Al pari della devozione mariana, nell’animo di questo coraggioso combattente non era meno ardente la devozione eucaristica. Fin dal suo ingresso nel movimento cattolico, nel 1928, fu un grande apostolo della Comunione quotidiana, una pratica che egli stesso coltivò, fonte di grazie da cui ristorava le forze per portare avanti l’ardua battaglia ideologica contro-rivoluzionaria.

 

Prototipo del brasiliano

“Vivo esempio della cordialità brasiliana”, secondo quanto affermato dal maggior quotidiano paulista, Plinio Corrèa de Oliveira era di fatto la personificazione delle migliori qualità del popolo brasiliano, per la sua ineguagliabile bontà e affabilità dei modi, che accattivava tutti quelli che lo conoscevano, per la sua agile e intuitiva intelligenza, per il suo spirito universale, sempre pronto a riconoscere e ammirare le qualità delle altre nazioni, specialmente di quelle in cui fiorì un tempo con maggior splendore la Civiltà Cristiana.

Egli amava in modo speciale la sua patria, ben convinto che essa, aldilà della terribile crisi in cui attualmente si trova - crisi molto più religiosa e morale che non politica, sociale ed economica – è destinata a un futuro grandioso adeguato alla generosità d’animo del suo popolo e all’immensità del suo territorio; un futuro sulle orme della Civiltà Cristiana e sotto il segno di quella Croce - la Croce del Sud - che la Divina Provvidenza ha inciso mirabilmente nel firmamento brasiliano quasi per ricordare continuamente la sua missione.

In un memorabile discorso pronunciato a São Paulo in occasione del IV Congresso Eucaristico Nazionale del 1942, applaudito entusiasticamente da circa un milione di cattolici che riempivano la Valle dell’Anhangabaù, Plinio Corrêa de Oliveira affermava:

“Ci fu un tempo in cui la storia del mondo poté definirsi gesta Dei per francos, un giorno si scriverà: gesta Dei per brasilienses.

“La missione provvidenziale del Brasile consiste nel crescere all’interno delle proprie frontiere, nel riprodurvi gli splendori di una civiltà autenticamente cattolica, apostolica e romana, e nell’illuminare amorevolmente tutto il mondo con il fascio di questa gran luce che sarà veramente il lumen Christi irradiato dalla Chiesa. (...)

“Se un giorno il Brasile sarà grande, lo sarà a beneficio del mondo intero: ‘quelli che governano siano fra voi come quelli che obbediscono’, dice il Redentore. Il Brasile non sarà grande mediante la conquista, ma mediante la Fede; non sarà tanto ricco di denaro quanto di generosità. Se realmente sapremo essere fedeli alla Roma dei Papi, la nostra città potrà essere una nuova Gerusalemme, di perfetta bellezza, onore, gloria e gaudio del mondo intero”.

 

Fondatore della TFP brasiliana e ispiratore delle altre TFP

Una delle principali credenziali di un’associazione, di un movimento, di una scuola di pensiero è data dalla personalità del suo fondatore o ispiratore. Le TFP non fanno eccezione a questa regola.

Pur essendo un’associazione civile, la TFP brasiliana non manca di avere alcune caratteristiche analoghe a quelle di un ordine o congregazione religiosi. Di conseguenza, tra Plinio Corrèa de Oliveira e i membri della TFP c’era un rapporto, simile a quello esistente tra il fondatore di una istituzione religiosa e i suoi discepoli.

In mezzo alla tempesta contemporanea, il suo esempio di vita, la sua fede inalterabile, la sua intensa pietà, sono stati, e continuano a essere ora che Dio lo ha richiamato a sé, il sostegno spirituale di tutti i componenti della TFP brasiliana, come pure delle altre TFP autonome e consorelle. Non poche persone gli devono l’immensa grazia della perseveranza nella Fede; molti altri, che vagavano traviate per le tortuose strade del mondo, devono il ritorno sulla retta via alle sue parole, alla sua dedizione e sacrificio.

La sua sollecitudine per tutti e ciascuno dei componenti le schiere della TFP era quasi illimitata, e si può dire che non c’è socio o cooperatore che non l’abbia avuto come un vero padre. La sua paterna premura giungeva al culmine quando era in causa il bene spirituale di coloro che la Provvidenza gli avesse in qualche modo affidato, non perdendo alcuna occasione per offrire un buon consiglio, un gesto di attenzione o una parola di incoraggiamento.

Soprattutto in queste occasioni, si palesava un dono soprannaturale col quale la Provvidenza lo aveva favorito in modo del tutto straordinario: il discernimento delle intenzioni e dei segreti del cuore. La precisione impressionante dei suoi consigli, l’acuta penetrazione della psicologia dell’interlocutore e perfino dei suoi pensieri inconfessati, non lasciavano alcun dubbio sull’origine soprannaturale di questo dono.

 

Indimenticabili conferenze

Questi sono alcuni dei principali tratti della vita di Plinio Corréa de Oliveira. Egli fu, indiscutibilmente, uomo d’azione. Fino ai suoi ultimi giorni mantenne un’attività instancabile. Teneva quattro conferenze settimanali all’assemblea della TFP brasiliana, oltre a ricevere quotidianamente membri delle più svariate commissioni di lavoro o di studio operanti nell’associazione, protraendo abitualmente la sua giornata fino a notte inoltrata, alle 3 del mattino. Se il numero dei libri e saggi pubblicati (sedici) e degli articoli, manifesti e altri scritti (oltre 2.500) ben rivelano il suo intenso dinamismo, è tuttavia ancor più impressionante il totale delle conferenze da lui svolti nella TFP durante questi ultimi 35 anni: totale che oltrepassa le ventimila.

Le indimenticabili conferenze settimanali denominate “riunioni di ritagli” costituivano momenti fra i più solenni nella vita interna della TFP. Esse avevano origine nei tempi remoti del “gruppo del Legionario”, quando Plinio Corrêa de Oliveira, allora giovane congregato mariano, riunendo i suoi primi compagni di lotta, li istruiva con penetranti analisi degli avvenimenti di attualità, alla luce della dottrina cattolica.

La denominazione “riunione di ritagli” è dovuta al fatto di essere basata su ritagli della stampa nazionale e internazionale, da lui stesso selezionati, con cui Plinio Corrêa de Oliveira tesseva i suoi lungimiranti commenti.

Col passare degli anni, egli venne diversificando i temi e i tipi di esposizione, adattandosi all’interesse manifestato dagli ascoltatori. Ai loro occhi riluceva la sua logica rigorosa, come pure la cristallina chiarezza del suo pensiero, che egli sapeva abbellire in tal modo da rendere estremamente attraente e lieve tutto quello che diceva.

 

Una scuola di pensiero e di azione

Plinio Corrèa de Oliveira lascia una scuola di pensiero e di azione da lui fondata. Essa è caratterizzata innanzitutto da un’adesione totale ed entusiastica alla dottrina della Santa Chiesa cattolica apostolica romana, espressa negli insegnamenti dei Romani Pontefici e del Magistero ecclesiastico in generale.

“Sono un convinto tomista”, era l’affermazione semplice, chiara e categorica con cui egli iniziava il suo auto-ritratto filosofico finora inedito.

Partendo dall’analisi diretta della realtà alla luce della Fede, dedusse una serie di principi non solo teorici, ma anche teorico-pratici, molti dei quali troviamo esposti in modo metodico e sintetico nel magistrale saggio Rivoluzione e Contro-Rivoluzione e, grosso modo, in tutti i suoi scritti.

Una delle sue preoccupazioni principali era esplicitare i principi che devono orientare la costruzione di una società integralmente ispirata alla dottrina cattolica. In «Rivoluzione e Contro-Rivoluzione»troviamo le sue conclusioni riassunte in queste frasi: “Se la Rivoluzione è il disordine, la Contro-Rivoluzione è la restaurazione dell’Ordine. E per Ordine intendiamo la pace di Cristo nel Regno di Cristo. Ossia, la Civiltà Cristiana austera e gerarchica, sacrale nei suoi fondamenti, antiugualitaria e antiliberale”.

Raccontano le cronache medioevali che l’illustre guerriero Goffredo di Buglione, duca della Bassa Lorena e capo della prima Crociata, fosse uomo di una forza straordinaria, Vedendone le prodezze, gli chiedevano quale fosse il segreto di una tale forza; egli rispondeva risolutamente: “Sono forte perché sono casto”.

La crociata Ideologica di Plinio Corrèa de Oliveira esigeva dal suo condottiero una forza d’animo per molti aspetti superiore a quella dell’ intrepido guerriero. Privo di timore servile e di rispetto umano, egli ebbe il coraggio di remare solitario contro la marea di ciò che un tempo veniva chiamata modernità e di affrontare a viso aperto ogni tipo di persecuzioni mossegli dagli avversari, si trattasse di assurde campagne di calunnie oppure di un implacabile silenzio, Questa forza d’animo per portare avanti la lotta, la trovò soprattutto nell’aiuto materno della Madonna, ma poteva anch’ egli affermare come Goffredo di Buglione: “sono forte perché sono casto”.

Castità combattiva, castità intemerata, ideale di vita che ha trasmesso ai suoi discepoli nella Contro-Rivoluzione. Nobile per stirpe, ma ancor più di spirito, in Plinio Corrèa de Oliveira brillarono in grado eminente le principali qualità che, secondo Papa Pio XII, devono caratterizzare la vera aristocrazia: forza d’animo, prontezza nell’azione, generosa dedizione ai princìpi della dottrina e della vita cristiana, spirito cavalleresco, umiltà piena di grandezza.

Ad esse si aggiungevano un considerevole senso dell’onore, della lealtà e della veracità, la signorilità di un gentiluomo, il tatto e l’arguzia di un diplomatico, la perspicacia di uno stratega.

Uno degli aspetti più originali della battaglia incruenta condotta da Plinio Corréa de Oliveira è il metodo di propaganda che egli ha elaborato e che è stato messo in pratica da tutte le TFP: campagne per le strade, in contatto diretto col pubblico, nelle quali i militanti, evocando la simbologia della cavalleria cristiana-medioevale, inalberano superbi stendardi rossi, segnati dal leone rampante, e portano cappe rosse. Sono occasioni in cui meglio riluce “lo charme grandioso della TFP”, a detta di un noto giornalista di São Paulo.

Si può affermare che Plinio Corrèa de Oliveira, lungimirante e instancabile guerriero contro i tutti gli agenti di degradazione che corrodono la nostra società, è stato a giusto titolo il crociato del secolo ventesimo.

 

Vittima espiatoria

“La Santa Chiesa Cattolica è la luce dei miei occhi”, affermò alcune volte Plinio Corrèa de Oliveira. La crisi che ha colpito negli ultimi trent’anni la Mistica Sposa di Gesù Cristo lo addolorava profondamente. Una crisi così grave che Paolo VI giunse a paragonarla a un misterioso processo di “autodemolizione”. Sempre alludendo a essa, Giovanni Paolo II denunciò la diffusione di “vere e proprie eresie, nel campo dogmatico e morale, che provocano dubbi, confusioni e ribellioni”. Questa triste situazione della Santa Chiesa - che si ripercuote nella società occidentale, aggravando i suoi già tanto gravi problemi - Plinio Corrêa de Oliveira la riteneva insolubile senza l’ausilio del Cielo. Per affrettare il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, come promesso dalla Vergine a Fatima, gli sembrava necessario che alcune anime si offrissero eroicamente in sacrificio, seguendo il tradizionale uso cattolico.

Con questa intenzione, nella notte del 2 febbraio 1975, durante una riunione nella TFP, Plinio Corréa de Oliveira si offrì esplicitamente come vittima espiatoria.

Appena 36 ore dopo restò gravemente ferito in un incidente automobilistico. Gli strascichi di questo incidente perdurarono fino alla fine. Furono vent’anni di numerosi sacrifici, da lui sopportati con animo ammirevolmente deciso, che culminarono il settembre scorso con il suo ricovero all’ospedale tedesco Oswaldo Cruz, colpito da grave malattia.

Dopo oltre un mese di indescrivibili sofferenze accettate con cristiana rassegnazione e nella più assoluta pace dell’anima, la mano di Dio lo colse per condurlo alla Gloria celeste.

 

“Ad te levavi oculos meos...”

Dai lontani anni dell’infanzia di Plinio Corrèa de Oliveira fino a oggi, in un turbine confuso sono mutati non solo gli scenari e gli attori, le mode e le situazioni, ma la concezione stessa della vita.

Plinio Corrèa de Oliveira si è però mantenuto fedele ai suoi ideali originari. A questa coerenza si deve il rispetto di molti dei suoi avversari. Vincendo o sopportando rovesci, tornando alla carica o retrocedendo, non piegandosi mai all’infuriare delle più violente tempeste, ma anzi mantenendo ben alto in ogni situazione lo stendardo delle sue convinzioni e proclamandole con fierezza, egli andò avanti sempre identico a sé stesso.

È gratificante voltarsi verso la strada percorsa da qualcuno, se è luminosa e indica vere soluzioni.

Davanti agli 87 anni di vita e 67 di lotta di Plinio Corrêa de Oliveira, le TFP e gli uffici TFP di 26 Paesi desiderano esprimere, in quest’ ora di dolore permeata di intramontabili nostalgie, tutta la loro ammirazione e gratitudine.

In sintonia col più profondo dell’anima di quest’uomo impareggiabile, le TFP e gli Uffici delle TFP in tutto il mondo, si rivolgono a Maria Santissima, alla quale spetta in ultima istanza quest’ammirazione e gratitudine.

È infatti Lei stessa, “stella del mare” e “stella del mattino”, l’astro che ha illuminato la sua vita dandogli forza eroica. Nel desiderio di camminare sulle orme del loro incomparabile e indimenticabile maestro, le TFP e gli uffici delle TFP fanno proprie le luminose e magnifiche parole con le quali lo stesso Plinio Corrêa de Oliveira chiudeva l’edizione del 1993 del suo libro «Rivoluzione e Contro-Rivoluzione»:

“In mezzo a questo caos (in cui va sprofondando il mondo moderno), una cosa sola non muterà. È, nel mio cuore e sulle mie labbra, come pure in quelli di tutti coloro che la pensano come me, l’orazione trascritta poco sopra: ‘Levo i miei occhi a te, che abiti nei Cieli. Come gli occhi del servo sono fissi sulle mani dei suoi padroni, come gli occhi della serva sulle mani della sua padrona, così i nostri occhi sono fissi sulla Signora e Madre nostra, finché Ella abbia misericordia di noi’.

“Èl’affermazione dell’immutabile fiducia dell’anima cattolica, inginocchiata ma ferma in mezzo alla generale convulsione.

“Ferma, sì, con tutta la fermezza di coloro che, in mezzo alla bufera e con una forza d’animo maggiore di questa, continueranno a proclamare dal più profondo del cuore: ‘Credo in Unam, Sanctam, Catholicam et Apostolicam Ecclesiam’, ossia, Credo nella Chiesa cattolica, apostolica, romana, contro la quale, secondo la promessa fatta a Pietro, le porte dell’inferno non prevarranno”.

 

Roma, 3 novembre 1995

 

Ufficio Tradizione Famiglia Proprietà, Italia
Sociedade Brasileira de Defesa da Tradição, Familia e Propriedade
Sociedad Argentina de Defensa de la Tradición, Familia y Propiedad
Sociedad Chilena de Defensa de la Tradición, Familia y Propiedad
Sociedad Colombiana de Defensa de la Tradición, Familia y Propiedad
Sociedad Ecuatoriana de Defensa de la Tradición, Familia y Propiedad
Sociedad Española de Defensa de la Tradición, Familia y Propiedad - TFP Covadonga
Sociedad Paraguaya de Defensa de la Tradición, Familia y Propiedad
Sociedad Uruguaya de Defensa de la Tradición, Familia y Propiedad
Canadian Society for the Defence of Tradition, Family and Property
Société Canadienne pour la Défense de la Tradition, de la Famille et de la Propriété
Société Française pour la Défense de la Tradition, Famille et Propriété
American Society for the Defense of Tradition, Family and Property
Nucleo Peruano Tradición, Familia, Propiedad
Centro Cultural Reconquista -TFP Lusa
TFP Büro Deutschland
The Australian TFP Bureau
Tradición Familia Propiedad - Costa Rica
Tradition Family Property Bureau for the United Kingdom
Tradition Family Property New Zealand
Aeterni Patris Cultural Centre (India)
Asociación Civil Resistencia (Venezuela)
Fundacja Polska dia Kultury Chrzescijanskiej
Jóvenes Bolivianos pro Civilización Cristiana
Saint Thomas Aquinas Youth Association (Filippine)
Young South Africans for a Christian Civilisation

Categoria: Novembre 1995

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