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Editoriale

Le due bombe atomiche

Una guerra nucleare incombe sulle nostre teste.

A nessuno sfugge che un tale conflitto potrebbe determinare, se non la fine, una brutale battuta d’arresto per la nostra civiltà, secondo la logica della mutual assured destruction. Senza sminuire l’importanza dei fattori geopolitici in gioco nel conflitto, ci preme rilevare che, da cattolici, il nostro compito precipuo è contemplare gli avvenimenti dal punto di vista della teologia della storia, discernendone il significato provvidenziale. Come possiamo giudicare questo momento storico? La Divina Provvidenza stessa ci ha dato la chiave di lettura: il messaggio della Madonna a Fatima nel 1917.

Al cuore del messaggio vi è la denuncia della gravissima crisi in cui versa il mondo moderno – una crisi religiosa, politica, morale, sociale, culturale –, il richiamo alla conversione delle anime e delle società, e l’avvertimento che, nel caso l’umanità non si converta, sarà punita con una serie di castighi: due guerre mondiali, la diffusione del comunismo e, finalmente, “un castigo quale non si vide mai” (Giacinta di Fatima).

Fra guerre, comunismo, pandemie e sciagure, l’umanità contemporanea è stata duramente colpita. Eppure, della conversione richiesta dalla Madre di Dio, non c’è nemmeno l’ombra... Anzi, gli uomini affondano sempre di più nel peccato. L’empietà e l’impurità raggiungono vortici inimmaginabili. Al meno come ipotesi teologica, possiamo vedere nell’eventuale conflitto nucleare il “castigo quale non si vide mai” annunciato a Fatima? Non sem bra un’ipotesi fuori luogo.

La soluzione sta nelle nostre mani: preghiera, penitenza, conversione. Importa, dunque, pregare, soffrire e agire perché l’umanità si converta. E con impegno raddoppiato, perché diversamente il castigo è alle porte. Eppure, sono poche le voci che chiedono penitenza! Sono poche le voci che invocano questa conversione! Nemmeno quelle che, per divino mandato, dovrebbero guidare le anime...

Vi è, infatti, qualcosa di molto peggiore di un eventuale conflitto nucleare, un’altra “bomba atomica” molto più devastante: la crisi che attanaglia Santa Madre Chiesa. Se il mondo fosse in frantumi, ma la Chiesa restasse salda, non ci sarebbe tanto da temere: “Stat Crux dum volvitur orbis”. La Chiesa è il Corpo Mistico di Cristo. Ciò che succede nella Chiesa è, in assoluto, l’aspetto più importante degli eventi contemporanei. Proprio in questo santuario è penetrato il fumo di Satana, come ebbe a denunciare Paolo VI nel 1969, e da lì si diffonde per tutto il corpo sociale.

Se i peccati degli uomini attirano l’ira di Dio, che cosa potremmo dire di quelli dei Suoi ministri? “Colpite! Il vostro occhio non perdoni, non abbiate misericordia. (...) Cominciate dal mio santuario!”, disse il Signore ai sei angeli sterminatori inviati per “punire Gerusalemme con lo strumento di sterminio in mano (…) per tutti gli abomini che vi si compiono” (Ez 9, 5-6).

Abbiamo da poco celebrato il mese di maggio, quando abbiamo sentito una protezione speciale della Madonna estendersi su tutti i fedeli, e la gioia che brilla nelle nostre chiese e illumina i nostri cuori esprime l’universale certezza dei cattolici che l’indispensabile patrocinio della nostra Madre celestiale diventa ancora più sollecito, più amoroso, più pieno di una visibile misericordia e di una accondiscendenza esorabile.

Siamo adesso nel mese del Sacro Cuore di Gesù, che proclamò: “Io regnerò, nonostante i miei nemici. Il mio Cuore regnerà, nonostante tutti coloro che vorranno opporglisi. Satana finirà umiliato con tutti i suoi seguaci”.

Satana, cioè la Rivoluzione, finirà umiliato con tutti i suoi seguaci. Molti uomini si convertiranno. Il Cuore Immacolato di Maria trionferà e, come promesso dalla Madonna, sarà concesso al mondo un tempo di pace.