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Genazzano: un “presepe vivente” arroccato sulla collina


di Raffaelle Citterio

 

Oltre al Santuario della Madonna del Buon Consiglio, noto in tutto il mondo come meta di pellegrinaggi religiosi, anche l’incantevole cittadina di Genazzano, in provincia di Roma, ben merita una visita turistica.

Il Santuario della Madonna del Buon Consiglio, noto in tutto l’orbe cattolico, non è l’unico punto a Genazzano meritevole di una visita. La cittadina, di per sé incantevole, è piena di angoli e di viuzze tipiche, dove andare a spasso in modo spensierato è un vero piacere, fra il vocio del popolino e gli odori che salgono dalle cantine. La città vanta anche alcuni monumenti di grande valore artistico e storico.

 

Il castello Colonna

La città è dominata dal castello dei principi Colonna. Il primo documento che lo menziona risale al 10 agosto 1022, ed è un atto di donazione per la badia benedettina di Subiaco. Nel 1053 il castello passa alla famiglia Colonna, che la trasforma in avamposto difensivo. La fortezza, infatti, è posta a nord e presenta due torri per meglio difendere il luogo da eventuali attacchi.

Nel periodo rinascimentale la fortezza viene trasformata in residenza personale della famiglia, grazie ai lavori intrapresi da Filippo Colonna, principe del paese. Il principe Oddone Colonna, nato a Genazzano nel 1369 e divenuto Papa col nome di Martino V, fece restaurare la parte ovest del castello per adibirla a sua residenza.

Per un brevissimo periodo, tra il 1500 e il 1503, il castello fu posseduto dalla famiglia Borgia che contribuì ad opere di fortificazione nella parte orientale. Nel 1503 il feudo fu assegnato a Pompeo Colonna che finì per dargli il suo aspetto attuale

. Parzialmente distrutto da un bombardamento della RAF nel 1943, il castello cadde nell’abbandono. Nel 1979 fu acquistato dal comune di Genazzano che iniziò i lavori di ristrutturazione, finiti appena pochi anni fa. Oggi il castello è stato restituito al suo splendore originale.

 

La casa di Martino V

Il 25 gennaio 1369 nacque a Genazzano Oddone Colonna, figlio del principe Agapito, rappresentante del ramo secondario della famiglia principesca. Terminati gli studi ecclesiastici, fu ordinato sacerdote e poi fatto cardinale da papa Innocenzo VII.

L’11 novembre 1417, durante il Concilio di Costanza, fu eletto Papa all’unanimità. La Chiesa attraversava un periodo di grande inquietudine, con l’elezione parallela di papa Gregorio XII e di due antipapa: Giovanni XXIII e Benedetto XIII. La rinuncia di Gregorio XII aprì la porta alla riconciliazione, che si concluse, appunto, con l’elezione unanime di Martino V. Il 30 settembre 1420 fece il suo ingresso solenne a Roma, il primo papa romano dopo 135 anni.

Oggi si può visitare la casa natia di Martino V, un raro esempio di architettura gotica.

 

Chiesa di S. Croce

La chiesa di Santa Croce si trova dentro la cinta muraria, subito a destra di “Porta Romana” in cima a una ripida scalinata. Non è noto il periodo della sua fondazione, ma si ritiene che rientrasse tra i beni dei Benedettini di Subiaco, che erano i principali feudatari delle terre laziali della Santa Sede e che, per le numerose donazioni avvenute in epoca medievale, avevano molti possedimenti nel territorio genazzanese.

La chiesa divenne cappella del nuovo ospedale fatto costruire poco dopo la metà del ‘400 da Antonio Colonna, nipote di Martino V, e rimase tale fino al bombardamento nel 1944. Ad aula unica con la parte presbiteriale rialzata e absidata, conserva all’interno preziosi affreschi riconducibili a tre diversi cicli pittorici.

Il primo, risalente al XIV secolo, è individuabile ai lati dell’abside: a sinistra l’immagine di S. Caterina d’Alessandria, a destra quella di S. Antonio Abate, parzialmente sottoposta alla figura di S. Francesco che riceve le stimmate.

Un secondo ciclo di affreschi, realizzati negli anni ’20 del Quattrocento, è individuabile sui registri inferiori delle pareti destra e sinistra e su quella ai lati dell’abside.

Il terzo ciclo venne realizzato nel registro superiore delle pareti laterali e nella controfacciata entro il 1447.

 

Vino Genazzano DOC

La città di Genazzano è nota anche per i suoi vini, che godono della qualifica DOC. La denominazione di origine controllata «Genazzano» è riservata ai vini bianco e rosso che rispondono a condizioni e requisiti di produzione prestabiliti. Le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Genazzano» devono essere prodotte nella zona che comprende per intero il comune di Genazzano ed in parte quelli di Olevano Romano, San Vito Romano, Cave in provincia di Roma e Paliano in provincia di Frosinone.

I primi statuti che regolano la produzione di vino a Genazzano risalgono al 1364. Nei corso dei secoli la viticoltura ha mantenuto il ruolo di coltura principe del territorio, fino ai tempi attuali, come testimonia la Sagra del vino Genazzano la cui prima edizione risale all’ultimo dopoguerra. Anche nel presente, i vini DOC Genazzano hanno ricevuto e continuano a ottenere numerosi riconoscimenti nei concorsi sia italiani sia internazionali e ben figurano nelle principali guide nazionali.

Categoria: Marzo 2018

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