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Madre del Buon Consiglio di Genazzano

 

Il prossimo 25 aprile si concluderanno le celebrazioni dell’Anno giubilare della Madonna del Buon Consiglio. Quel giorno, infatti, ricorreranno 550 anni dalla miracolosa “venuta” dell’affresco della Madonna che oggi si venera nel Santuario retto dai Padri Agostiniani nella cittadina di Genazzano, in provincia di Roma.

Non per mera coincidenza, lo scorso 16 dicembre abbiamo commemorato anche il cinquantesimo anniversario di un’insigne grazia ricevuta dal prof. Plinio Corrêa de Oliveira, e che egli ha sempre chiamato “la grazia di Genazzano”. Qual è la storia di questa straordinaria immagine?

Quale grazia ha ricevuto il noto leader cattolico brasiliano dalla Madonna del Buon Consiglio?

 

Dai tempi antichissimi (i primi documenti risalgono al secolo VI) nella città di Shkodër (Scutari), nell’Albania nord-occidentale, si venerava un’icona della Madonna col Bambino Gesù al collo. La storia dell’icona si perde nella notte dei tempi, anche se le sue origini bizantine sono universalmente riconosciute. Meta di pellegrinaggi popolari nel Medioevo, la Madonna di Scutari fungeva anche da punto di riferimento per il cattolicesimo nazionale, come simbolo della resistenza contro i musulmani. Era la Patrona dell’Albania.

L’Albania, infatti, si trovava nella prima linea di difesa dell’Europa contro le invasioni turche. Intuendo che non poteva aggirarla per penetrare in Europa, il sultano inviò per distruggerla successivi eserciti, che furono uno a uno sconfitti dai cattolici, al comando di una figura leggendaria: Giorgio Castriota, detto Scanderbeg (1405-1468), definito da papa Pio II “Scudo della Cristianità” e “Difensore della Fede”. Almeno quindici volte Scanderbeg affrontò le forze turche, molto superiori in numero, vincendo sempre sotto l’auspicio della Madonna di Scutari, che egli andava a venerare prima di ogni impressa bellica.

Durante l’assedio dei musulmani a Scutari nel 1467, per non cadere in mano ai seguaci di Maometto, l’icona della Madonna si staccò miracolosamente dal muro della chiesa e fu portata in volo da un gruppo di angeli al di là del mare Adriatico, in Italia. Due soldati di Scanderbeg a lei devoti, Giorgi e De Sclavis, videro la sacra immagine volare sorretta dagli angeli e si fecero pellegrini per seguirla, attraversando il mare Adriatico a piedi. L’episodio del volo dell’Icona è attestato in numerose opere d’arte albanesi e italiane.

Nel frattempo, nella cittadina di Genazzano, nei pressi di Palestrina, a 45 km da Roma, si svolgeva un’altra storia che poi si intreccerà con quella della Madonna di Scutari.

Per esaudire un voto, una terziaria agostiniana, Petruccia di Ienco, spese tutti i suoi beni per restaurare una primitiva chiesa del 1356, dedicata alla Madonna del Buon Consiglio. L’edificio, donato agli agostiniani dal principe Giordano Colonna, era in rovina e in stato di abbandono. Poiché i beni di Petruccia non erano sufficienti per terminare il lavoro, gli abitanti di Genazzano iniziarono a deriderla. Ma lei disse loro con tranquillità: “Non vi preoccupate, figlioli miei, prima che io muoia - allora era già molto avanzata in età - la Beata Vergine e Sant’Agostino porteranno a termine i lavori della chiesa stessa”. E così fu.

Il 25 aprile 1467 era giorno di mercato. Genazzano brulicava di contadini, viaggianti e curiosi. All’ora del Vespro, la campana della chiesa in costruzione cominciò a rintoccare senza apparente motivo. Tutti corsero fino al posto e, con grande sorpresa, videro, sospeso nell’aria con appena appoggiato l’angolo inferiore destro sul muro in costruzione, un affresco della Madonna. Era proprio la Madonna di Scutari che, dopo mille vicissitudini, era stata deposta lì dagli angeli. La Madonna era, appunto, sospesa nell’aria a distanza di un dito dal muro. Poco dopo arrivarono due strani personaggi – i due soldati albanesi – che dissero di aver seguito la Madonna fino a quel punto.

I documenti che attestano la miracolosa “Venuta” sono numerosi e consistenti: lapidi, scritti, codici. Parlano di “apparve divinamente”, “una figura che arrivò in lontananza all’ora del vespro”, “dall’alto venne”, e così via. Negli atti notarili di Genazzano si conservano pure i nome di sei albanesi che, fra il 1468 e il 1500, si sono recati alla cittadina laziale attestando trattarsi proprio della Madonna di Scutari, prodigiosamente scomparsa qualche anno prima.

La notizia si diffuse subito. Un documento dell’epoca dice: “Tutta Italia fu scossa dal prodigio”. Papa Paolo II inviò allora due vescovi per investigare sull’accaduto. La visita dei prelati si concluse il 24 luglio di quello stesso anno, non solo non avendo trovato niente di irregolare ma, anzi, avendo costatato gli innumerevoli miracoli che la Madonna aveva già compiuto, compresa la risurrezione di tale Costantino de Carolis.

Diversi Papi si sono recati al Santuario della Madonna di Genazzano per pregare e chiedere lumi per la conduzione della Chiesa. Don Bosco pregò alla Madonna per la sua opera spirituale. Ogni anno, il vescovo di Scutari guida un pellegrinaggio di albanesi, venuti a venerare la loro Patrona “in esilio”.

Nel frattempo, anche il Santuario della Madonna a Scutari – distrutto da comunisti nel 1967 – è stato ricostruito. La prima pietra fu posta da papa Giovanni Paolo II nel 1993.

Categoria: Marzo 2018

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